Diritti

Omosessuali e lager, polemiche per la frase di Lucia Annunziata a Servizio Pubblico

"Difenderei Celentano anche se dicesse di mandare i gay ai campi di sterminio": la frase pronunciata nel dibattito in studio scatena l'indignazione. Il circolo Mario Mieli: "Inqualificabile". La giornalista chiarisce la sua posizione e promette una puntata "riparatrice" di "In mezz'ora"

La giornalista Lucia Annunziata

“Difenderei Celentano anche se dicesse di mandare i gay ai campi di sterminio”. La frase pronunciata da Lucia Annunziata durante il dibattito in studio a Servizio pubblico scatena la reazione delle associazioni per i diritti degli omosessuali, e costringe la giornalista a un pubblico chiarimento. Seguito dall’annuncio di una puntata “riparatrice” della sua trasmissione “In mezz’ora”.

Le parole pronunciate nel programma di Michele Santoro, che ha ospitato un intervento di Adriano Celentano dopo le polemiche sanremesi, sono “inqualificabili” per il Circolo Mario Mieli di Roma. Che ricorda: “Gli omosessuali, come gli ebrei, i Rom e Sinti, le persone diversamente abili, i testimoni di Geova, nei campi di sterminio ci sono stati mandati davvero dai nazisti”.

Aurelio Mancuso di Equality Italia cita le recenti uscite omofobe di Carlo Giovanardi e  Giuseppe Ciarrapico e afferma che Lucia Annunziata deve “scusarsi e riflettere” per il suo “incitamento all’odio come espressione della libertà d’opinione”.

Sulla stessa linea l’intervento del Gay Center: “Confondere la libertà di espressione con la libertà di fare apologia dell’omofobia, rievocando una delle pagine più buie della storia come il nazifascismo, è operazione molto pericolosa soprattutto se fatta in un contesto televisivo dove non c’è diritto di replica”.

A fronte dell’indignazione seguita al suo intervento, l’ex presidente della Rai ha diffuso una precisazione: ”La frase che ho pronunciato ieri sera da Santoro sugli omosessuali era a mio parere chiaramente paradossale”. Le parole incriminate venivano “alla fine di un discorso in cui ho preso nettamente le distanze sui contenuti dagli attacchi fatti da Celentano all’intera stampa italiana. Ho difeso la libertà di espressione dell’artista, ma ho usato l’esempio – di proposito estremo – della ferocia anti-gay per rendere più chiara l’esistenza anche di una contraddizione tra questo diritto e il merito delle opinioni che si esprimono”.

Da qui la promessa di organizzare una trasmissione sull’argomento: “La reazione che ne è seguita mi ha però convinta che il tema dell’odio anti-gay va affrontato meglio. Vi dedicherò, dunque, la puntata del 4 marzo di “In mezz’ora”. Le persone e le organizzazioni contattate hanno accettato l’invito”.