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Marò italiani uccidono due pescatori indiani La Marina: “Segnali ostili tipici dei pirati”

Ad aprire il fuoco i fucilieri di marina del battaglione San Marco a bordo della petroliera Enrica Lexie. Il ministro della Difesa di Nuova Delhi: "Episodio grave e deplorevole". La nave è ferma in attesa di indagini

Rischia di trasformarsi in un incidente diplomatico tra India e Italia l’uccisione di due indiani a bordo di un peschereccio al largo delle coste del Kerala. Ad aprire il fuoco sono stati i marò, i fucilieri di marina del battaglione San Marco, che si trovavano a bordo della petroliera Enrica Lexie in navigazione nell’Oceano Indiano. Si tratta di uomini opportunamente addestrati ed equipaggiati per intervenire in caso di attacco pirata. Il governo indiano ha definito l’incidente in cui militari italiani hanno ucciso due pescatori indiani un “episodio grave e deplorevole” ma la Marina militare italiana si è difesa spiegando che gli uomini a bordo del peschereccio avevano “l’atteggiamento ostile tipico dei pirati”.

L’incidente è avvenuto mercoledì scorso a 30 miglia dalla costa indiana. Adesso la petroliera italiana Enrica Lexie è stata intercettata e fatta attraccare nel porto di Kochi, dove l’equipaggio viene interrogato e dove si è recato il console generale italiano. “La nave non è ancora in stato di fermo, su questo si deciderà solo dopo l’interrogatorio dell’equipaggio”, ha precisato un ufficiale. New Delhi ha convocato l’ambasciatore italiano, Giacomo Sanfelice di Monteforte, esprimendogli preoccupazione per l’accaduto e chiedendogli che il capitano della nave collabori alle indagini.

Mercoledì la Marina militare italiana aveva reso noto che i fucilieri del Battaglione San Marco, imbarcati come nucleo di protezione militare sui mercantili italiani in navigazione in zone a rischio, avevano sventato un arrembaggio alla Enrica Lexie, esplodendo tre serie di colpi di arma da fuoco a scopo dissuasivo. Una versione ribadita in una nota dell’ambasciata e dalla stessa Marina, per la quale “la dinamica dei fatti è ancora tutta da verificare”.

“Al momento – spiega una nota la Marina – si può dire che l’equipaggio ci ha riferito che l’atteggiamento del peschereccio era stato giudicato chiaramente ostile, tipico dei pirati. Le modalità di avvicinamento erano le stesse già seguite in operazione di abbordaggio, caratteristiche di quei mari. Un esempio su tutti: non hanno risposto ai segnali di avvertimento”.

A bordo del peschereccio c’erano 11 marinai imbarcatisi il 7 febbraio per la pesca del tonno. Le vittime sono un uomo di 25 anni (tale Pinku) e un altro di 45 (Jalastin), entrambi originari del sud dell’India. Il governo del Kerala ha deciso di indennizzare i familiari dei due pescatori con 300mila rupie (oltre 4.600 euro).  Il Golfo del Bengala, davanti alla costa meridionale dell’India, è stato teatro di numerosi attacchi di pirati nelle ultimi mesi, anche se meno violenti rispetto al Golfo di Aden.

Il ministro della Difesa, Arackaparambil Kuryan Antony, ha definito quanto è accaduto un “episodio grave e deplorevole”. “La polizia di Kerala e gli ufficiali della Guardia costiera stanno interrogando le persone coinvolte”, ha aggiunto Antony, le cui dichiarazioni sono riportate dal Times of India. “Allo stato delle cose, possiamo dire che quanto avvenuto non è stato molto regolare, ma voglio che le cose seguano il giusto corso della legge”.