Media & Regime

“A cosa servono i giornalisti?” <br/> Dibattito in diretta sul Fattoquotidiano.it

L'incontro sul futuro dell'informazione stasera dalle 19 da Cascina Cuccagna a Milano. Ospiti David Leigh, Andrea Di Stefano, Fabio Tamburini e Peter Gomez

Quali sono le prossime frontiere del giornalismo? E’ possibile produrre un altro tipo di informazione e nuovi spazi di intervento, sia per i cronisti che per la cittadinanza attiva? Questi e altri temi verranno trattati questa sera dalle 19 in Cascina Cuccagna, un’antica cascina del ‘700 nel cuore di Milano e più precisamente nel quartiere di Porta Romana. Ne discuteranno insieme David Leigh, direttore investigativo di The GuardianAndrea Di Stefano, direttore dei periodici Valori, Fabio Tamburini, direttore dell’agenzia di stampa Il Sole 24 OreRadiocorRadio 24 e il direttore del Fatto quotidiano.it Peter Gomez. L’incontro sarà condotto da Danilo De Biasio, direttore di Radio Popolare e sarà trasmesso in diretta streaming sul sito del Fatto quotidiano.

Gli ultimi anni, infatti, hanno visto un processo di omologazione informativa che rischia di compromettere le possibilità di creare un’opinione pubblica critica. Sempre meno il giornalista è messo in grado di produrre articoli e reportage “scomodi”, sempre più gli editori sembrano intenzionati a trattare le notizie come merce, perdendone di vista il valore per la collettività. Questa sera, passando da wikileaks alla crisi finanziaria, gli ospiti rifletteranno sulle diverse modalità di informazione, dalla cronaca giorno per giorno al racconto dei fatti. Al termine dell’incontro seguirà un aperitivo a filiera corta a sostegno del Progetto Cuccagna, il cui obiettivo è quello di restituire la cascina alla città trasformandola in un nuovo spazio pubblico.

Al termine dei lavori di recupero architettonico iniziati nel 2009, ci saranno un giardino (oltre 2000 mq), orti e serre, trattoria, emporio di prodotti a filiera corta, ostello e residenza per artisti, auditorium, ciclofficina, ecomuseo urbano, laboratori artigianali e multimediali e altri 1000 mq a disposizione dei cittadini, della loro creatività, del loro desiderio di partecipazione e del loro benessere sostenibile. Per trasformare quindi la cascina, fin qui cadente e abbandonata, in luogo di incontro e aggregazione e punto di riferimento per la ricerca comune di benessere sociale e di qualità della vita.

(E.B.)