Cronaca

Scola: “Con Formigoni non c’entro nulla” <br> Cl? “E’ come avere due peccati originali”

L'arcivescovo di Milano ha parlato con i giornalisti durante il tradizionale incontro per la festa del patrono. Sul governatore della Lombardia: “Negli ultimi vent'anni ci siamo visti sì e no una volta all’anno a Natale". Sull'appartenenza a Comunione e liberazione: "Possibile che uno si debba portare addosso questo marchio?"

Il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano

Formigoni? “Negli ultimi vent’anni ci siamo visti sì e no una volta all’anno a Natale”. L’arcivescovo di Milano, Angelo Scola, sembra prendere le distanze dal governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Parlando durante l’incontro con la stampa organizzato dalla diocesi in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, Scola ammonisce i cronisti a “non confondere verità e verosimile”. “Dicono – ha spiegato l’arcivescovo – ‘sono nati entrambi a Lecco, hanno militato entrambi in Comunione e liberazione, sono stati amici per tanto tempo. Sarà mai possibile che Scola non c’entri niente con Formigoni?’ No, non c’entra niente”. Insomma, sulla propria militanza in Cl, Scola si è chiesto ironicamente: “Possibile che uno si debba portare addosso non uno ma due peccati originali?”. Una domanda secondo l’arcivescovo senza senso, dovuta alla fissazione dei giornalisti che lo “tirano in ballo” quando si parla dell’organizzazione anche se io, spiega ancora Scola, “non ho più partecipato a riunioni organizzative e ormai non conosco nessuno tra quelli che hann0 meno di sessant’anni”.

Una versione condivisa anche da Formigoni: ”Siccome siamo stati educati in Cl, sembra che tra Formigoni, Scola e tanti altri, noti e meno noti, ci siano costantemente dei summit in cui si prendono decisioni insieme. Questo non è vero”, ha dichiarato il governatore lombardo confermando di aver incontrato l’arcivescovo di Milano “negli ultimi 20 anni, ben che vada, per il tradizionale scambio degli auguri di Natale”. “Comunione e liberazione – ha proseguito Formigoni – è l’educazione al cristianesimo formidabile, affascinante e che ci ha insegnato ad assumere ognuno le proprie responsabilità, chi nella chiesa, chi nella politica, chi nell’economia, chi nel lavoro e così via”. Riguardo ai rapporti con il cardinale, Formigoni ha ribadito di aver appreso dalle agenzie di stampa della sua nomina ad arcivescovo di Milano e di aver avuto con lui, da allora, “un solo colloquio privato di 10 minuti” quando, con la Giunta regionale, è andato a trovarlo per gli auguri di Natale. “Io e Scola – ha aggiunto – ci conosciamo e siamo amici da tantissimi anni ma è vero che negli ultimi 20 anni ci siamo visti, ben che vada, per gli auguri di Natale”. “E per di più – ha concluso Formigoni – agiamo in due campi che sono completamente diversi”.

All’incontro sul giornalismo, Scola ha dialogato con il direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano davanti a una platea di oltre 250 giornalisti e operatori della comunicazione. “Occorre che ogni soggetto – ha detto il cardinale – dica le sue ragioni nel dibattito pubblico soprattutto sulle questioni decisive come l’amore, le differenze sessuali, la famiglia, la vita, la morte, perché sono questioni che ci bruciano addosso tutti i giorni”. E sul mestiere di cronista, l’arcivescovo di Milano ha spiegato: “Il giornalismo ha due nemici: il primo è la falsa oggettività, il secondo è la verosimiglianza, scambiare la verosimiglianza con la verità”. Perché “è importante come si pone il giornalista quando narra il fatto di cronaca, se dichiara il suo pregiudizio sulle cose “visto che il pregiudizio è inevitabile”, dunque dichiararlo “è condizione di rispetto nei confronti delle persone e dei fatti”.