Mondo

Libia, torna in mano ai miliziani<br>pro-Gheddafi la città di Bani Walid

La brigata 28 maggio del Cnt, accerchiata, ha riportato almeno 5 morti e una trentina di feriti. Sui principali edifici della città, roccaforte della tribù dei Warfalla della quale faceva parte anche l'ex raìs, sono tornate a sventolare le bandiere verdi del governo deposto

I miliziani fedeli al defunto raìs Muammar Gheddafi hanno ripreso il controllo di Bani Walid, importante città a 170 chilometri a sud-ovest di Tripoli, vicino a Misurata. Il centro era controllato dagli uomini della Brigata 28 maggio, l’unica dipendente direttamente dal Ministero della Difesa del Cnt, che al momento risultano accerchiati dalle forze lealiste. I miliziani Warfalla  avrebbero attaccato usando le auto in dotazione al nuovo esercito libico e hanno liberato i prigionieri arrestati dall’esercito del Cnt, dal carcere della città. Al momento oltre ai miliziani di Misurata, stanno accorrendo sul posto anche quelli di Tripoli. Si contano tra gli uomini della Brigata 28 maggio, assediata in città, diversi feriti e almeno 5 morti.

La conferma che la città è caduta in mano ai miliziani arriva dall’esponente del Consiglio nazionale transitorio di Bani Walid, Mbarak al-Fatamani: “In queste ore gli elicotteri da combattimento inviati dal Cnt stanno sorvolando la città – ha spiegato – Contiamo tra le vittime degli scontri di oggi il capo della Brigata 28 Maggio, Abdel Salam al-Zizi. I miliziani del Cnt sono circondati nella sede della Brigata – nella quale sono anche detenuti 300 clandestini africani – e i seguaci di Gheddafi chiedono loro di arrendersi e di sventolare la bandiera bianca”. Il capo locale del Cnt ha aggiunto che “i seguaci di Gheddafi hanno occupato la porta nord e la porta orientale della città. Hanno preso anche la sede del consiglio comunale, dalla quale ora sventolando la bandiera verde. In queste ore è in corso una riunione dei capi del Cnt per decidere cosa fare per Bani Walid”.

Bani Walid è la città madre della tribù dei Warfalla, che dall’inizio della rivolta dello scorso anno contro Muammar Gheddafi è stata sempre divisa tra lealtà al colonnello, catturato e ucciso a Sirte il 20 ottobre 2011, e appoggio ai ribelli. Insieme a Sirte è stata una delle ultime roccaforti del passato regime. La ‘liberazione’ della città, ad opera delle milizie del Consiglio nazionale transitorio, è avvenuta il 17 ottobre. Stando ad al-Arabiya, a poco più di tre mesi da quando le bandiere della nuova Libia hanno iniziato a sventolare in città, i fedelissimi di Gheddafi hanno rimesso i vessilli verdi della ‘Jamahiriya’ sui principali edifici.

La tribù dei Warfalla, a cui appartiene l’ex numero due del Cnt Mahmoud Jibril, è la più numerosa della Libia e conta circa un milione di persone. Nel 1993 i capi tribù cercarono di organizzare un colpo di stato contro il colonnello e dopo il fallimento del complotto in molti vennero estromessi dagli incarichi di potere, tanti arrestati, molti uccisi. I Warfalla non rappresentano un blocco monolitico, ma piuttosto una confederazione di una cinquantina di clan, ognuna con i propri leader e con diversi gradi di fedeltà a Gheddafi. Storicamente la terra di questa tribù è quella che si estende tra Bani Walid, Sirte (città natale di Gheddafi), Sabha e Bengasi. Nei mesi scorsi, quando si rincorrevano le voci su dove fosse nascosto il colonnello, tra le ipotesi c’era anche quella che fosse a Bani Walid.