Cronaca

Crisi, artigiano di Padova si suicida<br>L’azienda vantava crediti per migliaia di euro

L’uomo di 54 anni, padre di famiglia, era titolare di una ditta di pitture edili, e stava attraversando un momento di crisi. "Situazione insostenibile", scrive ai familiari prima di togliersi la vita

“Situazione insostenibile”. Due parole, lasciate alla famiglia come testamento prima di togliersi la vita. Un artigiano di Campodarsego, nel Padovano, si è ucciso la scorsa notte, con molta probabilità per problemi economici. L’uomo di 54 anni, padre di famiglia, secondo quanto riporta Il Mattino di Padova era titolare di una ditta di pitture edili, e stava attraversando un momento di crisi. E’ stato trovato dai familiari poco prima dell’una di notte: si è stretto una corda al collo e l’ha fissata a una grondaia di casa. In un biglietto di poche righe ha dato l’addio alla famiglia, che, colpita dal lutto, si è chiusa nel silenzio delegando ai carabinieri la ricostruzione dei motivi del dramma.

I Carabinieri stanno ora indagando sul calo di lavoro, la difficoltà nel recuperare i crediti, il fatto di non venire pagato: una realtà diventata via via insostenibile. Le forze dell’ordine, pur confermando che l’azienda di pitture edili attendeva pagamenti per lavori già eseguiti, non hanno confermato che crisi e debiti siano i soli motivi del gesto dell’uomo. Si tratterebbe del terzo caso di suicidio per problemi di lavoro tra imprenditori dell’Alta padovana in pochi mesi. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, è avvenuto lo scorso 12 dicembre: il suicida era un imprenditore, titolare della Eurostrade 90 snc di Peraga di Vigonza (Padova). L’uomo si è ucciso nel suo ufficio all’interno dell’azienda. Era oberato dai debiti e negli ultimi mesi aveva tentato, inutilmente, di riscuotere 200 mila euro di crediti. Una situazione che era precipitata quando l’imprenditore, a causa della crisi, aveva messo in cassa integrazione sette dipendenti. Le pressanti richieste da parte delle banche di rientrare con i finanziamenti concessi, lo aveva inevitabilmente gettato nell’angoscia e nello sconforto.

Prima di lui, a novembre, a togliersi la vita era stato Giancarlo Perin, proprietario di una delle imprese edili storiche della zona, la Perin Fratelli srl. Un suo dipendente lo ha trovato impiccato alla benna della gru nella sua ditta di Borgoricco. Tre episodi che riportano in primo piano la situazione dei piccoli e medi imprenditori, che vantano crediti verso privati e aziende pubbliche, la cui puntualità nei pagamenti è ormai l’eccezione e non la regola.