Politica

Termini Imerese, Di Pietro: “Accordi inconfessabili tra Passera e Marchionne”

Il leader dell'Idv attacca l'accordo appena concluso al ministero delle Attività produttive sulla chiusura dello stabilimento Fiat. E fa un appello al governo perché "alzi la testa" contro chi chiede soldi pubblici mentre "sta distruggendo l'apparato industriale del paese". L'imprenditore Di Risio, che dovrebbe salvare parte della produzione "in Molise non paga gli stipendi da mesi"

Il leader dell'Idv Antonio di Pietro

Duro attacco di Antonio Di Pietro all’accordo su Termini Imerese chiuso al ministero delle Attività produttive guidato da Corrado Passera. “Quali scambi inconfessabili sono avvenuti, in queste ore”, chiede, tra il ministro Passera e l’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne, chiede il presidente dell’Italia dei Valori in un comunicato firmato con il responsabile Welfare del partito, Maurizio Zipponi. Dove si legge tra l’altro che l’imprenditore Massimo Di Risio, il patron della Dr Motor che dovrebbe rilevare parte dell’attività dello stabilimento abbandonato da Fiat, “non paga da mesi i suoi dipendenti d’azienda in Molise”.

”Oggi si celebra il funerale di Termini Imerese”, si legge nel comunicato. “La Fiat chiude e se ne va. L’imprenditore Di Risio, che ha promesso mari e monti e che è stato presentato dal ministero dello Sviluppo economico, non paga da mesi i suoi dipendenti d’azienda in Molise”. Secondo Di Pietro e Zipponi, “i lavoratori, lasciati da soli, hanno potuto contrattare solamente gli strumenti di accompagnamento alla pensione, per evitare di essere buttati in strada da un giorno all’altro”. Una scelta da rispettare, “ma chiederemo anche quali scambi inconfessabili sono avvenuti, in queste ore, tra il ministro Passera e Marchionne”.

Di Pietro parla di un nascente ” moto di ribellione in Italia contro gli azionisti Fiat” che chiudono Termini Imerese “per produrre la nuova Ypsilon in Polonia, che spingono il governo italiano a comprare la Thema prodotta in Canada, che hanno chiuso la Irisbus di Avellino, Cnh di Imola e che si preparano a chiudere la Maserati di Modena”. Segue un lungo elenco di “errori” della Fiat. “Ci attendiamo che il governo alzi testa di fronte a chi continua a chiedere soldi pubblici”, conclude il comunicato, “nonostante stia distruggendo l’apparato industriale del Paese, e soprattutto che si opponga a questa macelleria sociale, per ridare ai lavoratori quella dignità che ogni giorno viene calpestata dalla Fiat”.