Società

Il festival che celebra i Beatles<br>Vittima dei tagli del governo Cameron

Da vent'anni è il più importante evento musicale gratuito dell'isola. Ha contribuito a creare 15mila nuovi posti di lavoro e porta un ritorno di circa 20 milioni di sterline ogni anno alla città, ribattezzata capitale della cultura del regno. Eppure il festival sui fab four è rimasto stritolato dai tagli. E qualcuno chiede soldi direttamente a Paul McCartney

Da vent’anni celebra le glorie dei Beatles in quella che fu la loro città, Liverpool. Ma, dall’anno prossimo – cinquantesimo anniversario della formazione della band, fra l’altro – lo storico “Mathew Street Festival” – potrebbe sparire. Tutto perché, in Gran Bretagna, si taglia il possibile e l’immaginabile. La riduzione della spesa pubblica voluta dal governo Cameron sta colpendo indiscriminatamente e nella città nel nord dell’Inghilterra verranno a mancare, per i prossimi tre anni, 102 milioni di sterline. Solo tre anni fa, Liverpool, una delle città più povere del Paese, fu resa scintillante come capitale della cultura. Oggi di quella patina rimane solo la polvere, se si arriva a rinnegare persino la storia dei Beatles, che tanto l’hanno resa famosa nel mondo.

A Mathew Street c’è il Cavern Club e la strada dà il nome al più grande festival musicale gratuito d’Europa. Ora, però, la festa pare veramente finita se non si trovano nemmeno le 900mila sterline necessarie all’organizzazione dell’evento. Che, tuttavia – così ha messo in luce uno studio – genera per l’economia della città un ritorno di quasi 20 milioni di sterline. La scelta per l’amministrazione di Liverpool è stata difficile. Ma in città non ci sono soldi nemmeno per portare avanti alcuni servizi essenziali, così il tagliabile è stato tagliato. Del resto, la città non è affatto autosufficiente: fra tasse comunali, parcheggi e multe, l’amministrazione riesce a racimolare il 20% del proprio budget. Quello che resta deve venire obbligatoriamente da Londra.

Liverpool potrebbe veder cancellati i risultati del suo recente processo di rinascita, grazie al quale sono stati creati 15mila posti di lavoro nel settore privato: nuovi musei, un fronte mare rinnovato e restaurato, centri commerciali e hotel a cinque stelle. Mentre tanti altri centri dell’Inghilterra settentrionale soffrivano, vedendo i disoccupati aumentare, Liverpool pareva un’isola felice, pur con tutti i suoi problemi. Alcuni numeri, infatti, spaventano. La città dei Beatles ha fra i più alti tassi nel Paese di alcolismo, di disagio mentale, di gravidanze giovanili e di obesità. Eppure qualcosa sembrava essere cambiato, grazie anche alla Tate Liverpool – sezione locale del famoso museo londinese – e alle sue mostre e grazie soprattutto al nuovissimo Museum of Liverpool, un’opera avveniristica proprio sul lungomare.

Ora il portafogli è vuoto. E poco importa se uno dei motivi principali per venire a Liverpool sia proprio il poter vedere i luoghi dei Beatles. La memoria è importante, hanno pensato gli amministratori locali, ma ancora più importante è la sopravvivenza. Certo, dicono in molti, i reduci del gruppo potrebbero anche finanziare il festival di Mathew Street. Del resto, i soldi non mancano, soprattutto a Paul McCartney, che continua a fare tour in giro per il mondo. Sarebbe un bel gesto, sperano i quotidiani inglesi.