Ambiente & Veleni

Poche ore di pioggia e la provincia <br> di Messina finisce sott’acqua

In quella zona i cittadini stanno ancora aspettando i fondi promessi da B. e mai arrivati per l'alluvione del 2009. Letojanni e Calatabiano sono completamente bloccati dal fango dei torrenti esondati

Caselli staccati, autostrada bloccata, e due cittadine completamente travolte dal fango. Poche ore di pioggia e tante promesse non mantenute da Silvio Berlusconi hanno messo in ginocchio (un’altra volta) la provincia di Messina.

I Comuni di Letojanni e Calatabiano sono isolati da frane ed esondazioni mentre sui pochi bar aperti campeggia, quasi fosse una beffa, il titolo di prima pagina del quotidiano La Sicilia dedicato a Grande Sud, la nuova creatura di Gianfranco Miccichè.

“Dobbiamo tutelare il nostro territorio”, si legge in apertura con una mega foto del leader sorridente, l’eterno delfino di Marcello Dell’Utri, che proprio ieri, mentre Berlusconi precipitava, si riorganizzava in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

Ad ogni pioggia è sempre la stessa storia: i torrenti che in estate sembrano dormire, si risvegliano e invadono strade e piazze.

L’ennesima alluvione era nell’aria a Letojanni dove la Protezione Civile era intervenuta in consiglio comunale al fianco degli amministratori locali. Adesso la piazza centrale è bloccata da fango e pietre e decine di operatori stanno monitorando il grande torrente che passa sotto linea ferrata, autostrada e centro cittadino. Stessa storia a Calatabiano, città in tilt mentre continuano le polemiche sul blocco dei fondi per le zone alluvionate del messinese. “Il governo nazionale – sostiene l’assessore siciliano al Turismo Daniele Tranchida – deve adoperarsi con forza e determinazione per far tornare sui propri passi il braccio operativo del ministro dell’Economia, responsabile del blocco dei fondi e smetterla di essere ostaggio della Lega”. Si tratta di circa 160milioni di euro mai erogati nonostante fossero stati stanziati proprio per mettere in sicurezza il territorio del messinese. Secondo l’assessore regionale Tranchida, “il Mezzogiorno e la Sicilia non possono essere penalizzati da logiche nordiste imposte da soggetti politici che fanno dell’esclusione e dell’ostilità la loro unica condizione di sopravvivenza”.

Adesso si teme per la notte, l’allarme non è ancora cessato, intere cittadine devono fronteggiare la pesante eredità degli ultimi anni.