Cronaca

Gasparri, gli Indignados<br> e la fanghiglia partitica

La cosa più impressionante guardando Maurizio Gasparri a tu per tu con gli Indignados di San Lorenzo a Roma durante l’ultima puntata di PiazzapulitaElio Germano in testa con la sua faccia impagabile da ragazzo – è l’abisso di incomunicabilità che li divide. Loro parlano, spiegano, rivendicano. Lui inforca gli occhiali e prende appunti. Risponderà, penso io guardandolo così preso. Ma quando gli restituisco la parola – Germano ha appena concluso il suo intervento citando i nostri figli e la paura di non poterli più aiutare – il presidente dei senatori del Pdl comincia a discettare di ribaltoni e mandati elettorali. Lui Elio Germano non lo ha né visto, né calcolato. Il suo orizzonte è tutto politico, di quella politica che è ormai suk, fanghiglia partitica, melina elettorale. I destinatari ultimi del telemessaggio di Gasparri sono i Pisacane, i Sardelli (eroico Sardelli, quanto pagherà il tradimento?) e il gorgo scajoliano. La piazza, i giovani, acerbi indignati romani che oggi scendono in strada sono fantasmi. Auguro a questi fantasmi di prendere corpo oggi a Roma, pacifici ma incazzati, decisi a farsi sentire dall’aula sempre più sorda dove i Gasparri sempre ritornano. Domani probabilmente basterebbe una legge elettorale appena decente, dove si possa esprimere una preferenza, per mandarli a casa.