Politica

Della Valle e il ragazzo di bottega

Trovarmi dalla parte di Sandro Bondi mi preoccupa. E me la dice lunga sulla situazione dell’Italia.

Ma se oggi il nuovo paladino dell’opposizione e della lotta di classe si chiama Diego Della Valle, allora non servono le agenzie di rating a declassarci. Lo facciamo benissimo da soli. E’ inaccettabile, in un dibattito televisivo, dove dovrebbero regnare la buona educazione e la decenza istituzionale, sentire il signor Della Valle, rivolgersi a Sandro Bondi, che, per quello che ho visto, era stato assolutamente corretto  nei suoi interventi, chiamandolo “ragazzo di bottega”. Si può non essere d’accordo, anzi si deve non essere d’accordo con ciò che gli esponenti del centro destra vanno blaterando, ma la correttezza e il rigore del dibattito dovrebbero prevalere sempre in un paese civile e democratico. E non mi importa se loro, i Bossi, i Borghezio e gli eccetera eccetera, non lo fanno; da chi mi rappresenta o dovrebbe rappresentarmi (anche se non è Diego Della Valle nello specifico) io pretendo rigore, educazione e rispetto. Perché se no, non se ne esce più.

Ma non ci si stanca mai del livello da bordello che abbiamo raggiunto? E non è solo il bunga-bunga. Sono l’assenza di rispetto e di dignità pubblicamente esibite e senza conseguenze.

Ho negli occhi la foto di ragazze sorridenti. Che non ci sono più. Matilde, Giovanna, Antonella e Tina. Sorridevano anche se i padroni, quelli con cui Della Valle parla, le retribuivano 4 euro l’ora. Certo non lo farà Della Valle. Ne sono certa. Ma anche quelli sono i suoi referenti e le operaie erano le “ragazze di bottega” pagate come schiave per lavorare.

Mi chiedono spesso come mai, secondo me, in Italia non ci siano ancora gli indignados a mettere a ferro e fuoco il paese che li umilia, offende e massacra, ogni giorno. Rispondo che non ci sono perché l’Italia non sa più nemmeno sognare. In Spagna, in America, leader come Zapatero e Obama hanno rivitalizzato i sogni e ora i ragazzi vogliono che vengano mantenute le promesse. Perché hanno sognato. In Italia ci si mette in fila per 4 euro l’ora e un ministro della Repubblica ti definisce, alla prima occasione, laparte peggiore del Paesee nessuno si indigna abbastanza da costringerlo alle dimissioni.

Signor Della Valle, impari a parlare anche con i “ragazzi di bottega” (Bondi compreso), se vuole che l’immagine di lei a braccetto con Clemente Mastella ci esca dalla memoria e la si cominci a prendere sul serio.