Emilia Romagna

400mila euro di multa ad Art’è. Vendita scorretta di libri ad anziani ignari

Della vicenda si erano già occupati Striscia la notizia e Mi manda Rai Tre, ma adesso è intervenuto l'Antitrust. La casa editrice Fmr-Art'è specializzata nella vendita a domicilio di libri d'arte otteneva appuntamenti a domicilio, spesso con anziani, promettendo libri in omaggio, ma per i quali invece si dovevano fare altri acquisti.

La casa editrice Fmr-Art’è, nata a Bologna nel 1992, dovrà pagare una multa di 400 mila euro. L’Antitrust ha stabilito in 54 pagine che la società guidata da Marilena Ferrari, specializzata nella vendita a domicilio di libri d’arte, esercitava una pratica commerciale scorretta.

Della vicenda si erano già occupati Striscia la notizia e Mi manda Rai Tre. Adesso è intervenuto l’Antitrust con un provvedimento firmato dal Presidente Antonio Catricalà. Nel dispositivo sono descritti i comportamenti di Fmr-Art’è e dei suoi agenti sparsi in Italia. La società Fmr-Art’è Spa, che il 4 dicembre 2007 aveva incorporato la società Fmr Spa, “svolge, in particolare, attività di produzione e vendita di libri di pregio e opere d’arte, commercializzati con il metodo porta a porta”.

La società otteneva appuntamenti a domicilio promettendo poi libri in omaggio, ma per i quali invece si dovevano fare altri acquisti: si presentavano i volumi, pur senza far conoscere al cliente ogni dettaglio delle opere e rendendogli impossibile chiedere chiarimenti prima di decidere per l’acquisto, “in quanto venivano loro fornite informazioni non corrispondenti al vero”. Incontri che dovevano essere brevi, ma che duravano ore, anche fino alle 23. Bastava una firma in calce all’accordo commerciale di una persona stanca e logorata dal colloquio.

Molto spesso si trattava di un anziano con più di ottanta anni, o un disabile o ancora un sofferente ricoverato in una casa di cura. Le condotte coinvolgevano quindi “gruppi di consumatori particolarmente vulnerabili, specie in considerazione della loro età avanzata e delle loro condizioni di salute”. Comportamenti che sono stati posti in essere almeno da novembre 2007, “consistenti nel promuovere e commercializzare opere editoriali od oggetti d’arte di pregio, prospettando, nei messaggi diffusi tramite internet, telemarketing, posta e stampa, la possibilità di richiedere un’opera gratuita o in omaggio”.

L’Antitrust ha utilizzato decine di schede di reclamo raccolte da Fmr per far luce sui meccanismi di vendita sanzionati. Oltre all’uso di manuali per i venditori e di email interne acquisite in due diverse ispezioni effettuate tra febbraio e marzo nella sede dell’azienda e della controllata Effequattro.

L’Authority, che si è mossa su input di Federconsumatori, spiega che negli incontri predisposti per le tele operatrici dei call center “viene sempre suggerito di ricorrere a termini generici (quali iniziativa, progetto, opportunità, investimento culturale, qualcosa di unico per sé la propria famiglia i propri figli), senza indicare chiaramente che la visita domiciliare in cui verrà consegnata la copia omaggio avrà anche ad oggetto una proposta di acquisto”. Ci sono casi in cui i consumatori per liberarsi del venditore si sono sentiti costretti a firmare il contratto. Nell’istruttoria è descritto chiaramente come la società si rivolga o comunque accetti “contratti stipulati da persone molto anziane affette da problemi di salute o anche visitate nell’istituto di cura in cui sono ricoverate o addirittura non-vedenti, e quindi tali da poter essere considerate particolarmente vulnerabili”.

La società Fmr, che nel 2009 ha fatturato 41 milioni di euro, dovrà ora pagare una multa di 400 mila euro. L’Antitrust scrive che la pratica commerciale descritta “costituisce, per le ragioni e nei limiti esposti in motivazione, una pratica commerciale scorretta”. La presidente della società, Marilena Ferrari, in una nota si è dichiarata “allibita dalla decisione dell’Antitrust che ritengo totalmente infondata”. Il prossimo passo di Art’è sarà ora il ricorso al Tar, contro una sentenza che a detta loro è piena di “gravi errori di valutazione e di forma”. Ferrari continua dicendo che l’Authority “ha preso in considerazione, senza alcun approfondimento istruttorio e soprattutto senza considerare che l’azienda ha da sempre adottato procedure di controllo sulla correttezza del proprio operato, poche segnalazioni di alcuni clienti che già in passato avevano manifestato atteggiamenti di ambigua contestazione”.

(n.l.)