Diritti

Diritti, Strasburgo richiama l’Italia<br>“Stop a propaganda razzista e xenofoba”

Il rapporto è frutto della visita del Commissario europeo nel nostro Paese nel maggio scorso. "Rimasi scioccato per la diffusa presenza di materiale elettorale che lanciava l'allarme sul rischio che la città si sarebbe trasformata in una Zingaropoli". Nel mirino "la situazione di Rom e Sinti che continua a essere motivo di grande preoccupazione"

Thomas Hammarberg, Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa

Thomas Hammarberg, Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, ha avuto la fortuna di trovarsi a Milano durante la campagna elettorale per il ballottaggio tra Giuliano Pisapia e Letizia Moratti. Nel rapporto sui diritti umani in Italia, pubblicato oggi, scrive: «Il Commissario è rimasto scioccato per la diffusa presenza di materiale elettorale – in particolare manifesti sui muri e sui veicoli – che lanciavano l’allarme sul rischio che la città si sarebbe trasformata in una Zingaropoli».

È esattamente il tipo di discorso pubblico razzista e xenofobo, anti-Rom, che il Commissario aveva stigmatizzato in due precedenti rapporti sull’Italia: «Nel 2008 e nel 2009, il Commissario aveva sottolineato come uno dei principali motivi di preoccupazione per l’Italia la presenza di argomenti razzisti e xenofobi, che avevano come bersaglio soprattutto i Rom e i Sinti, nel discorso politico. Sfortunatamente, non ci sono indicazioni che la situazione sia migliorata».

LEGGI IL RAPPORTO DEL COMMISSARIO EUROPEO THOMAS HAMMERBERG (in inglese)

Le 32 pagine di rapporto pubblicate oggi a Bruxelles sono il frutto della visita di Hammarberg in Italia il 26 e il 27 maggio scorsi. Il Commissario ha incontrato sia rappresentanti del governo (Gianni Letta), che quelli delle amministrazioni locali e delle organizzazioni della società civile. Sotto la lente di ingrandimento tre temi: la situazione dei Rom e dei Sinti; le condizioni di accoglienza dei migranti che arrivano via mare; lo status e le condizioni di vita dei rifugiati e dei richiedenti asilo.

«La situazione dei Rom e dei Sinti continua a essere motivo di grande preoccupazione – ha detto Hammerberg presentando il rapporto – Occorre un cambiamento dalle politiche coercitive, come le espulsioni e gli sgomberi forzati, a politiche di inclusione sociale, di lotta alla discriminazione e di contrasto ai sentimenti anti-Rom». Il razzismo diffuso nel discorso pubblico (il riferimento implicito ma chiaro è alla Lega), secondo Hammerberg «danneggia il buon lavoro che viene realizzato in diverse parti del paese».

Non solo. I casi di violenza contro Rom e Sinti, si legge nel rapporto, a volte perpetrati dalle forze dell’ordine, evidenziano il bisogno di combattere in modo più deciso i crimini a sfondo razzista. «Il sistema di controllo sui crimini e gli incidenti a sfondo razziale deve essere più flessibile e tutelare di più le vittime», scrive Hammerberg. Una critica, questa, già espressa in un altro rapporto, a marzo scorso, curato dalla Ong Human Rights Watch, a proposito dei reati a sfondo razzista in Italia.

Per i Rom e i Sinti, aggiunge Hammerberg, manca una politica nazionale che sia coerente in tutto il territorio e che punti all’inclusione sociale, in particolare dei circa 15 mila apolidi, discendenti dei Rom che hanno lasciato la ex Jugoslavia nei decenni passati, e che, pur essendo spesso nati e cresciuti in Italia, non hanno cittadinanza. Il primo passo verso una strategia nazionale di inclusione, suggerisce il Commissario, potrebbe essere la creazione di un Tavolo che inizi a valutare le esperienze positive che esistono a livello locale.

Le cose vanno appena un po’ meglio per ciò che riguarda migranti e richiedenti asilo. Il Commissario elogia «il grande sforzo dell’Italia» nei salvataggi in mare nel Canale di Sicilia, ma sottolinea anche che «in qualsiasi intervento in mare la salvezza delle persone in difficoltà, deve avere la priorità assoluta su ogni altro tipo di considerazione, a prescindere dalla chiarezza degli accordi internazionali, in particolare con Malta, sulla divisione delle responsabilità per i salvataggi». Hammerberg avverte anche che la collaborazione con i paesi nordafricani, in particolare con Tunisia e Libia, non può in nessun caso ledere i diritti umani dei migranti e dei potenziali rifugiati. Com’è stato, invece, fino a ieri grazie all’accordo sui respingimenti firmato dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni con la dittatura di Gheddafi. Implicitamente, il Commissario dice che l’Italia è responsabile per la sorte dei migranti e dei rifugiati che, respinti in mare, si trovino in condizioni di pericolo per la propria vita o siano sottoposti a trattamenti degradanti, com’era la norma nelle prigioni libiche destinate ai migranti.

Per i rifugiati e i richiedenti asilo, Hammerberg sottolinea che il sistema di accoglienza ha bisogno di più fondi e di alcuni interventi, sia legislativi sia amministrativi, per migliorarne il funzionamento. Ridurre i tempi di attesa per le richieste di asilo politico, migliorare i servizi per l’inserimento dei rifugiati, migliorare le strutture di accoglienza locali, velocizzare i ricongiungimenti familiari sono tutti passi che, secondo Hammerberg, avvicinerebbero l’Italia ai paesi europei più virtuosi in questo campo e più rispettosi dei diritti umani. In tempi di tagli selvaggi difficilmente i consigli del Commissario Hammerberg saranno ascoltati. Così come i manifesti leghisti a Milano rischiano di essere solo un aperitivo dei toni della campagna elettorale prossima ventura.

di Joseph Zarlingo