Cronaca

L’estate orribile di Capri, tra decine<br>di furti e la paura dei rom

Rolex, gioielli e contanti. L'isola campana sta vivendo un'anomala impennata di microcriminalità che sta mandando a picco il rating della sicurezza del buen retiro preferito da vip, calciatori e capitani d'industria

Il turista è facoltoso, sfoggia una polo Fred Perry color salmone su dei bermuda blu. E’ un habitué di Capri e si vede. Sorseggia un caffè seduto a un bar del porto. “Lo vede questo marsupio? Ci porto i documenti e il portafoglio. Fino all’anno scorso, se mi allontanavo lo lasciavo sul tavolino, sicuro di ritrovarlo. Quest’anno invece non lo mollo mai”. La sintesi del panico da furto nell’isola azzurra è tutta qui, in queste paure sinora sconosciute a Capri, la capitale del mondo dorato dove la ricchezza dovrebbe andare a braccetto con la tranquillità. E il popolo di vip che approda con imbarcazioni extra-lusso per affollare l’Anema e Core di Guido Lembo e ballare con le star di Hollywood (pochi giorni fa qui sono stati paparazzati Penelope Cruz e Javier Bardem), segue con preoccupazione i continui aggiornamenti su quest’anomala ondata estiva di microcriminalità. Che riguarda per lo più i furti nelle ville e nelle case, con razzie di gioielli e contanti a migliaia e migliaia di euro. Una quindicina di colpi andati segno a partire da fine giugno. Come se ladri di destrezza e topi di appartamento si fossero dati tutti quanti appuntamento qui, nel cuore della piazzetta. Capresi e turisti sono così accomunati dallo stesso timore, che li spinge a tenere i soldi serrati nelle tasche, ad applicare lucchetti e catene, a riattivare sistemi d’allarme spenti.

Questa ondata di criminalità ha mandato a picco il rating-sicurezza dell’isola preferita dai calciatori e dai capitani d’industria. Fino al punto di indurre i sindaci di Capri e Anacapri, Ciro Lembo e Francesco Cerrotta, a chiedere l’installazione di nuove telecamere di sicurezza da collegare con le centrali operative delle forze dell’ordine. Mentre i capresi puntano il dito su rom, slavi e domestici stranieri in servizio nei villoni: sarebbero loro i responsabili di questi episodi, secondo la vulgata locale. Ed è sui rom che si concentra l’attenzione di polizia e carabinieri, che stanno procedendo a una raffica di identificazioni.

Il Corriere del Mezzogiorno dedica una pagina alla psicosi dei furti a Capri ed elenca con precisione di dettagli l’elenco dei colpi andati a segno. Una sequela che inizia il 22 giugno, quando in un weekend ignoti rubano preziosi e banconote in tre diverse abitazioni, per un totale di 20mila euro, fino a pochi giorni fa, con i ladri che alzano il tiro e provano a portarsi via una barca da 300mila euro. Verrà ritrovata dopo poche ore nel porto di Vico Equense grazie a una provvidenziale dimenticanza della proprietaria, che ci aveva lasciato un cellulare acceso, consentendo così di risalire al gommone attraverso la localizzazione del segnale.

Nel mezzo, continui furti e qualche arresto. Ecco un resoconto, parziale. Il 29 giugno i soliti ignoti agiscono in un albergo e due ville: tra rolex, gioielli e contanti il furto complessivo è di 50mila euro. Il 19 luglio i carabinieri fermano un giovane locale che aveva appena rubato lo zaino di un cliente del Bar Grotta Azzurra di Anacapri con dentro 600 euro. Il 7 agosto i carabinieri arrestano al termine di un lungo inseguimento due giovani slavi che scappavano dopo aver svaligiato una villetta in via La Fabbrica: i due avevano preso in fitto una villa da 5000 euro al mese e giravano a bordo di scooter noleggiati con documenti falsi. L’8 agosto ignoti arrivano a scassinare con la fiamma ossidrica la cassaforte della seggiovia di Monte Solaro, ad Anacapri: bottino di 2000 euro in contanti. E nemmeno le boutique del lusso a pochi passi dalla piazzetta stanno tranquille. A Ferragosto due turisti napoletani provano a portarsi via una borsa Fendi da un negozio di via Camerelle. Incastrati dalle telecamere a circuito chiuso dell’esercizio, vengono arrestati poche ore dopo nell’albergo a quattro stelle dove alloggiavano.

“In pochi mesi è successo quello non era successo nei dieci anni scorsi” commenta sconsolato un ristoratore. Perché a Capri l’immagine è tutto. E per riparare i danni d’immagine di questa orribile estate non saranno sufficienti due nuove telecamere tra la piazzetta e il porto.