Politica

La crisi arriva in aula, Napolitano avverte B. <br/> “Domani seguirò anch’io il dibattito”

Oggi il capo dello Stato ha convocato il governatore di Bankitalia Mario Draghi per fare il punto sull'ennesima giornata nera della borsa italiana. Anche di questo si parlerà domani alla Camera e al Senato

Berlusconi prepara il suo intervento alle camere. Affina i passaggi e si consulta con i suoi in un vertice serale a palazzo Grazioli. Riflettori puntati, ancora una volta, sul Cavaliere. Il suo intervento sarà seguito anche da Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato lo ha annunciato questa sera. “Nell’attuale momento – dice – la parola è alle forze politiche, di governo e di opposizione, chiamate a confrontarsi con le parti sociali sulle scelte da compiere per stimolare decisamente l’indispensabile crescita dell’economia e dell’occupazione, a integrazione delle decisioni sui conti pubblici volte a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014”. Dopodiché il Presidente della Repubblica fa sapere: “Seguirò dunque attentamente gli esiti di tale confronto, partendo dalla preoccupazione che non ho mancato di esprimere per gli andamenti dei mercati finanziari e dell’economia, nei loro termini generali e nei loro specifici aspetti italiani”.

Nel frattempo, in attesa del discorso di domani di Silvio Berlusconi in Parlamento (alle 15 alla Camera e alle 17,30 al Senato), l’opposizione torna a chiederne le dimissioni, mentre la maggioranza difende la scelta del premier di parlare al Parlamento. “Credo che abbia fatto bene. Secondo me le assunzioni di responsabilità in politica non sono mai sbagliate”, afferma Ignazio La Russa. Tranchant il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: Berlusconi faccia come Zapatero, “o si va a votare subito o si trova lo spazio di una soluzione transitoria in netta discontinuità con il passato”. Per Bersani il premier “dovrebbe andare al Quirinale e rimettere il mandato nelle mani del Presidente Napolitano”. Dalle pagine de Il Corriere arriva invece la proposta provocatoria di Giuliano Ferrara: “Tremonti dia le dimissioni e Berlusconi le rifiuti”.

Nonostante da Piazza Affari continuino a non arrivare notizie rassicuranti per l’Italia, nel governo si ostenta ottimismo: il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, in un’intervista assicura che “il sistema Italia è solido. In questo momento paghiamo la crisi internazionale, ma la speculazione finanziaria non ci piegherà'”. Romani preannuncia che “a settembre daremo finalmente il via a un serio piano per il sud. E metteremo in campo una vasta serie di liberalizzazioni e semplificazioni per la vita dei cittadini. E la ripresa, che è già in corso, subira’ un’accelerazione”.

E mentre Montecitorio dà il via libera definitivo al rifinanziamento delle missioni internazionali e il governo si appresta a incontrare, nel pomeriggio, le regioni per trovare una soluzione alla questione dei ticket sanitari, Berlusconi in serata dovrebbe riunire a palazzo Grazioli i vertici del Pdl (in forse la presenza della Lega) per fare il punto prima dell’informativa di domani sulla situazione economica italiana.