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Strage in Norvegia, l’identikit del killer <br/> Estremista di destra e anti-islamico

Secondo il suo profilo Facebook, Anders Behring Breivik era direttore di Breivik Geofarm, un'azienda agricola biologica che probabilmente gli ha dato accesso alle sostanze chimiche fertilizzanti con cui poi ha fabbricato gli ordigni esplosivi

Legato ad ambienti dell’estrema destra e con forti sentimenti anti-islamici: questi i tratti distintivi del 32enne norvegese autore della carneficina compiuta venerdì in Norvegia che ha portato alla morte di 92 persone tra Oslo e l’isola di Utoya. L’uomo è un norvegese biondo, con gli occhi azzurri e molto alto che si chiama Anders Behring Breivik. “E’ un fondamentalista cristiano”, ha spiegato la polizia. E durante gli interrogatori ha confessato di avere pianificato “per anni” la carneficina. “Un atto atroce ma necessario”, avrebbe detto di fronte ai magistrati. Non solo, l’uomo ha detto di avere agito da solo e rifiuta di considerarsi un criminale.

“Ha alcuni tratti politici che si appoggiano alla destra ed è anti-musulmano, ma è troppo presto per dire se questa sia stata la ragione del suo gesto”, aveva spiegato il commissario di polizia, Sveinung Sponheim. L’uomo, vicino ai circoli dell’estrema destra norvegese possedeva diverse armi registrate a suo nome, tra cui un fucile automatico. Di certo, quando è stato fermato aveva con sè tre armi, tra cui un fucile e una pistola Glock. Nel suo profilo su Facebook, che è stato chiuso, l’uomo si descrive come “conservatore”, “cristiano”, celibe, appassionato di caccia, di videgames come “World of Warcraft” e “modern Warfare 2”. Il 32enne, inoltre, è membro di una loggia di San Giovanni, cioè di una delle logge che amministrano i primi tre gradi nell’Ordine Norvegese, la massoneria regolare della Norvegia.

LA STRAGE ANNUNCIATA IN UN VOLUME

Ad ogni minuto che passa si sommano i particolari inquietanti. Breivik, infatti, aveva scritto nel 2009 un volume di 1500 pagine dal titolo “2083, dichiarazione di indipendenza europea“, un volume firmato con il nome di Andrew Berwick in cui il futuro attentatore invocava il “terrorismo come metodo di risveglio delle masse”, e si augurava di passare alla storia come “il più grande mostro nazista dopo la seconda guerra mondiale”. Il volume, secondo alcuni quotidiani finlandesi, sarebbe stato spedito venerdì pomeriggio ad alcuni parlamentari di estrema destra, solo un’ora prima dell’esplosione dell’autobomba nel centro di Oslo. Una presentazione del volume è apparsa anche su youtube. Nel video, disseminato di richiami ai templari, si vede Breivik imbracciare un fucile automatico.

I MESSAGGI IN RETE

Sul suo profilo di Twitter, un solo messaggio inviato il 17 luglio in cui riportava approssimativamente una citazione del filosofo John Stuart Mill: “Una persona convinta ha tanta forza come 100mila persone che hanno solo interessi”. I suoi scritti sul sito www.document.no testimoniano una visione nazionalista e l’ostilità a una società multiculturale. Anders Behrin Breivik è membro di un blog neonazista svedese, Nordisk, fondato nel 2007, che pone in risalto “l’identità, la cultura e le tradizioni nordiche”. I membri di Nordisk vanno da membri del Parlamento a leader di movimenti di estrema destra o neo-nazisti. Breivik creò un profilo nel 2009 utilizzando un pseudonimo riconducibile ad un suo indirizzo mail. E da qui si scaglia contro il multiculturalismo, marxismo, Islam. Su internet Breivik si autodefinisce “un nazionalista”. Nei suoi interventi non ci sono invettive, ma argomentazioni compiute, per quanto estremiste. “Per me – scrive ad esempio – è ipocrita trattare musulmani, nazisti e marxisti in modo diverso: sono tutti supporter di ideologie dell’odio”. In altri post critica i ‘network marxisti-umanistì che a suo dire si sono radicati nella società norvegese. E ancora: “Il fatto che l’80% dei musulmani siano moderati – scrive riguardo all’Islam – non aiuta, bastano poche persone per dirottare un aereo. Secondo due studi, il 13% dei giovani musulmani inglesi tra i 15 e i 25 anni supportano l’ideologia di al Qaida”, un dato che a suo dire può essere “rappresentativo” anche per la Norvegia. Breivik ne ha anche per il populista Partito del progresso, del quale è stato un militante, e che accusa di essere troppo moderato e di avere perso la spinta ideale. “La stragrande maggioranza dei volti nuovi del Partito – diceva il 24 gennaio 2010 – sono ormai politici di carriera, politicamente corretti, per nulla disposti a correre rischi e lavorare per obiettivi idealistici”.

LA RICERCA DI COMPLICI

La notte scorsa, la polizia ha perquisito tanto l’appartamento in cui aveva a lungo vissuto nella zona occidentale di Oslo, che la sua nuova abitazione vicino Rena, a nord della capitale. Secondo il suo profilo Facebook, Anders Behring Breivik era direttore di Breivik Geofarm, un’azienda agricola biologica che probabilmente gli ha dato accesso alle sostanze chimiche fertilizzanti con cui poi ha fabbricato gli ordigni esplosivi. Le sue dichiarazioni dei redditi, che in Norvegia si possono consultare liberamente, mostrano che non aveva avuto reddito per l’anno 2009 e che, anche negli anni precedenti, aveva denunciato importi estremamente bassi. Anche per questo gli investigatori continuano ad avere dubbi che Breivik possa avere agito da solo.

IL LUTTO NAZIONALE

L’intera Norvegia è oggi in lutto per i morti di Oslo e Utoya. La messa funebre nella cattedrale della capitale alla presenza di re Harald, la famiglia reale, il primo ministro Jens Stoltenberg, membri del governo ed esponenti di tutti i partiti viene trasmessa a reti unificate. “Siamo un popolo in lutto, ma nel pieno del dolore cerchiamo la speranza”, ha detto il vescovo Ole Christian Kvarme. “Oggi è un momento di lutto, la perdita di ogni vittima è una tragedia, un disastro nazionale”, ha affermato Stoltenberg prendendo parola durante il rito. la nostra risposta alla “enormità del male” sarà più democrazia, più umanità”, ha aggiunto.

Aggiornato alle 11:57 del 24 luglio 2011