Cronaca

E’ un immobiliarista l’accusatore di Penati

Il vice presidente del Consiglio regionale è accusato di concussione e finanziamento illecito ai partiti. All'origine dell'inchiesta, la denuncia per concussione di Giuseppe Pasini, immobiliarista di Sesto San Giovanni. Al centro una serie di tangenti per 4 miliardi di lire per la riqualificazione dell'area ex Falck: 15 gli indagati

Corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti. Tre reati e una tangente da 4 miliardi di lire spalmata nell’anno dal 2001-2002. Sul registro degli indagati (in totale sono 15) un nome su tutti: quello del vice presidente del Consiglio regionale lombardo Filippo Penati.  L’indagine, coordinata dal procuratore di Monza, Walter Mapelli. Nel mirino dei magistrati ci sono eventuali illeciti commessi nella gestione dell’area Falck di Sesto San Giovanni, comune alle porte di Milano.

All’origine dell’inchiesta ci sono le dichiarazioni di Giuseppe Pasini, importante costruttore sestese, proprietario delle aree Falck dal 2000 al 2005. Circa un anno fa, Pasini si è presentato spontaneamente alla Procura di Milano, denunciando di essere “vittima di soprusi da parte di alcune amministrazioni locali”, racconta a Ilfattoquoitidiano.it il suo legale Carlo Enrico Paliero. Il costruttore si è dichiarato concusso e ha fatto il nome di Penati, quindi gli atti sono stati trasmessi alla Procura di Monza, competente su Sesto.

Pasini ha raccontato altri fatti di presunta concussione subiti durante l’amministrazione successiva a quella di Penati, guidata da Giorgio Oldrini. Tra gli altri indagati ci sarebbero infatti l’attuale assessore all’Edilizia privata, Pasqualino Di Leva, per vicende legate a concessioni edilizie nel periodo 2004-2008, e Giordano Vimercati, già capo di gabinetto di Penati quando presiedeva la Provincia di Milano. Oltre alle presunte tangenti sull’area Falck, altre ne sarebbero emerse nell’intervento edilizio sulla Ercole Marelli e sulla gestione del Servizio integrato trasporti Alto Milanese. Emergerebbero inoltre collegamenti con la vicenda del quartiere Santa Giulia a Milano, un’altra area industriale riqualificata a edilizia residenziale. Va detto che Pasini è stato il candidato sindaco del Pdl contro Oldrini.

Il quadro, riassunto nel decreto di perquisizione, racconta di mazzette (solo promesse o addirittura pagate) circolate tra il 2001 e il 2010 per oliare il rilascio di concessioni o per riscrivere secondo criteri decisi a tavolino il documento che regola l’urbanistica del comune di Sesto. Comune di cui Penati è stato sindaco dal 1994 al 2001. Mentre fino al 2004 è stato segretario della fedeazione provinciale milanese dei Democratici. Quindi è stato eletto presidente della Provincia dal 2004 al 2009.

L’area finita sotto la lente degli investigatori riguarda buona parte delle zone ancora occupata dai padiglioni industriali. L’area in questione ha una lunga storia di compravendite. I lotti di proprietà della Falck a fine anni Novanta vengono, infatti, acquistati da Giuseppe Pasini, il cui gruppo però fallisce. Nel marzo 2005 La Risanamento, società del gruppo Zunino, si impegna ad acquisire, per 88 milioni di euro, il 100% di Immobiliare Cascina Rubina, azienda del Gruppo Pasini e proprietaria dell’area ex Falck. L’operazione, secondo la società (poi coinvolta nell’inchiesta sulla bonifica di Santa Giulia) dovrebbe permette alla società immobiliare di inserire nel proprio portafoglio un’area industriale dismessa dall’estensione di 1.300.000 metri quadrati sita nel comune di Sesto San Giovanni dove sorgevano, un tempo, le Acciaierie Falck.

Nel 2010 l’area passa ufficialmente di mano. Dopo un mese di rinvii tecnici, Risanamento chiude l’operazione, vendendo l’asset di Sesto San Giovanni (Milano) alla cordata Sesto Immobiliare, capitanata dal costruttore Davide Bizzi. E all’orizzonte si intravede l’apertura, entro il 2013, del più grande cantiere d’Europa. A sbloccare la vendita da 405 milioni di euro. In quell’anno la cordata di Bizzi versa l’85% del prezzo complessivo, vale a dire 345 milioni: di cui circa 274 milioni attraverso l’accollo del debito di Cascina Rubina nei confronti di Intesa Sanpaolo (circa 274 mln) e la restante parte in ‘cash’ (71 milioni). Gli altri 60 milioni verrano pagati dopo aver ottenuto le approvazioni, rispettivamente, al programma di intervento da parte del Comune di Sesto San Giovanni e al progetto definitivo di bonifica dal Ministero dell’Ambiente.

Seguendo, però, la linea tracciata dagli investigatori il nodo dell’inchiesta si gioca tutto a cavallo del 2000, quando lo stesso Penati è ancora sindaco e nel momento in cui, acquistate le aree, il gruppo Pasini progetto la riqualificazione poi abortita a causa del fallimento della società. Attualmente Giuseppe Pasini è consigliere comunale. Nel 2007 ha corso per la poltrona di sindaco.

“Abbiamo appreso con grande dolore che sono in corso due inchieste che riguardano la nostra città, quella su vicende che sarebbero avvenute tra il 2001 e il 2002 per quanto riguarda le aree ex Falck e che avrebbero portato all’invio di un avviso di garanzia all’ex sindaco Filippo Penati e altre che riguardano l’avviso di garanzia inviato all’assessore Pasqualino Di Leva per vicende legate a concessioni edilizie negli anni 2004-2008”. Questa parte della note del Sindaco di Sesto San Giovanni Giorgio Oldrini. “Le notizie che abbiamo in questo momento sono del tutto frammentarie e imprecise – ha concluso Oldrini -. Ribadiamo comunque la nostra fiducia nell’operato della magistratura e ci auguriamo che tutti possano rapidamente dimostrare la loro assoluta estraneità ai fatti”.