Politica

Referendum, B: “Rispettiamo volontà” <br/> Di Pietro: “Non strumentalizzare il risultato”

I referendum hanno raggiunto il quorum. E il sì ha stravinto con il 95 per cento delle preferenze. Immediate le reazioni di opposizione e maggioranza. A un risultato che, al di là del dato, ha una valenza politica. Come nelle recenti amministrative, questa consultazione referendaria ha assunto un significato più ampio soprattutto in seguito agli inviti del presidente del Consiglio all’astensione. I primi a esultare sono stati i promotori dei referendum che si sono ritrovati in piazza a Roma e in altre città d’Italia per festeggiare la vittoria. Ma se da una parte i partiti che hanno appoggiato il referendum – Idv, Pd e Sel – rivendicano il risultato, sul fronte opposto si è aperta la polemica.

“Alle Amministrative due settimane fa abbiamo preso la prima sberla, ora con il referendum è arrivata la seconda sberla e non vorrei che quella di prendere sberle diventasse un’abitudine, ha detto il leghista Roberto Calderoli annunciando che “domenica andremo a Pontida per dire quello che Berlusconi dovrà portare in Aula il 22 giugno (giorno della fiducia alla Camera, ndr), visto che vorremmo evitare che, in quanto a sberle, si concretizzi il proverbio per cui non c’è il due senza il tre…”. Berlusconi, che prima della chiusura delle urne ha parlato della necessità “di puntare sulle energie rinnovabili” durante l’incontro a Villa Madama con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo i risultati sceglie di andare a passeggio per le vie di Roma ma garantisce: “Non possiamo ignorare la forte volontà dei cittadini”. Mentre Bersani in conferenza stampa chiede le sue dimissioni. Mentre Antonio Di Pietro invoca la caduta del governo.

17.52 – Berlusconi: “Volontà netta da accogliere”

“L’alta affluenza nei referendum dimostra una volontà di partecipazione dei cittadini alle decisioni sul nostro futuro che non può essere ignorata. Anche a quanti ritengono che il referendum non sia lo strumento più idoneo per affrontare questioni complesse, appare chiaro che la volontà degli italiani è netta su tutti i temi della consultazione”. Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi aggiungendo che “il Governo e il Parlamento hanno ora il dovere di accogliere pienamente il responso dei quattro referendum”.

17.21 – Di Pietro: “Sì dimissioni governo, ma non strumentalizzare risultato”

L’Italia dei Valori “in tempi non sospetti ha chiesto le dimissioni del governo”. Ma chiederlo per il risultato dei referendum “è una strumentalizzazione. Se è vero che tanti italiani, anche di centrodestra, sono andati a votare”. Così Antonio Di Pietro ha commentato l’esito dei referendum. “Al di là delle soluzioni tecniche che dobbiamo trovare – ha aggiunto – a me pare che oggi il dato politico sia che questa grande affluenza alle urne dimostra che i cittadini sono andati a votare a prescindere dalla loro ideologia, dalla loro appartenenza a questo o a quel partito. Sarebbe meglio togliere il cappello del giorno dopo dai referendum e soprattutto – prosegue il leader dell’Idv, – prendiamo atto della volontà popolare con umiltà e impegno”. Impegno significa presentare un programma , ha detto ancora Di Pietro, sottolineando di nuovo: “chiedere le dimissioni sulla base del risultato dei referendum e non della politica fallimentare di questi anni significherebbe fare un uso non corretto del voto dei cittadini” chiamati a pronunciarsi “su quesiti deberlusconizzati ed i pietrizzati”.

17.01 – Calderoli: “Stufi di prendere sberle”
“Alle Amministrative due settimane fa abbiamo preso la prima sberla, ora con il referendum è arrivata la seconda sberla e non vorrei che quella di prendere sberle diventasse un’abitudine… Per questo domenica andremo a Pontida per dire quello che Berlusconi dovrà portare in Aula il 22 giugno , visto che vorremmo evitare che, in quanto a sberle, si concretizzi il proverbio per cui non c’è il due senza il tre…”. Lo afferma il Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli.

16.47 – Storace: “Governo riparta da temi sociali”
“Alle politiche gli elettori chevotarono contro Berlusconi furono 18 milioni. Ora i referendari sono stati 26 milioni circa. Il centrodestra non può lasciare senza rappresentanza almeno 10 milioni di elettori che alle urne hanno deciso di andarci. Ripartire con umiltà e la consapevolezza che le questioni sociali sono prioritarie anche da questa parte del campo”. Lo scrive su facebook il Segretario Nazionale de La Destra, Francesco Storace, a commento dei referendum.

16.47 – Zaia: “Rispettare i cittadini”
“Il referendum ha certificato la trasversalità di temi quali l’acqua e il nucleare; trasversali proprio perché hanno una componente etica”. Così il governatore del Veneto, Luca Zaia – contattato dall’ANSA e che aveva preannunciato il suo sì per il voto sul nucleare e sull’acqua -, valuta l’affluenza al voto nei referendum. Sul centrosinistra che ora canta vittoria, Zaia osserva che “questo fa parte del gioco delle parti”.“Spero tuttavia – aggiunge – che per il rispetto dei cittadini, una volta nella vita, non si discuta di chi ha vinto o chi ha perso, ma solo delle scelte che essi hanno fatto sull’acqua e sul nucleare. Io mi aspetterei, in sintesi, che da domani si dicesse:’bene, sull’acqua e sul nucleare si fa così”. Secondo Zaia “chi è andato a votare lo ha fatto in piena libertà, a prescindere. Conoscono molti elettori della Lega – spiega – che si sono recati alle urne. Ma non vuol dire che gli elettori di centrodestra andati al referendum domani voterebbero centrosinistra…”. “Chiunque – sottolinea Zaia – si sarebbe fatto ‘malè osteggiando questi temi. Sul nucleare, mi pare non ci siano più dubbi. Se l’80% delle Germania è contro questa tecnologia vorrà dir pur qualcosa. Le nostre prima centrali potrebbero arrivare tra 15 anni, già obsolete”. “Sull’acqua – conclude – è chiaro che è un bene di tutti e che i cittadini vogliono rimanga pubblica. Bisogna migliorare l’efficienza del servizio in certe aree del Paese, ma non significa per forza privatizzazione”.

16.40 – Tremonti: “No comment”
Nessun commento del ministro delTesoro, Giulio Tremonti, ai primi risultati del referendum. “Oggi solo Aspen” ha risposto ai giornalisti che lo attendevano all’ingresso della Triennale per un convegno organizzato dall’Aspen institute.

16.38 – Beppe Grillo: “Siamo ancora un popolo”
“Siamo ancora un popolo! E’ stato raggiunto il quorum per tutti e 4 i referendum. Per il nucleare è il secondo referendum con cui i cittadini hanno mandato affanculo i partiti. Vedremo se avranno il coraggio di riproporlo. Saluto con affetto Formigoni, Chicco Testa, Veronesi e il Bersani di quarta generazione”. Così il comico genovese commenta la vittoria al referendum. Da Genova, dove ha votato, Grillo scrive sul suo blog: “Per l’acqua arriva ora la parte più complicata, come restituire al pubblico la gestione e sottrarla alle varie Veolia, Suez e Smat. Non sarà facile. Oggi ha vinto il popolo italiano, i cittadini. I partiti inizino a fare le valigie. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?).Noi neppure”.

16.30 – Mantica: “Rivedere voto degli italiani all’estero”
“E’ necessario rivedere la legge elettorale sul voto degli italiani all’estero prima del prossimo voto
politico”. Lo ha affermato a Rainews24 il sottosegretario, con delega alle politiche per gli Italiani all’estero, Alfredo Mantica.

16.28 – Bersani: “Siamo il più grande partito del Paese”
“In questo momento siamo il più grande partito del Paese”. Lo ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, nella conferenza stampa sul risultato dei referendum. E ha poi sottolineato che il Pd nella campagna referendaria ha dimostrato di intendere il rapporto con i cittadini anche come servizio”.

16.26 – Il Futurista: “Berlusconi non è più premier”
“Comunque non è più il premier. Non rappresenta più il paese. Non ha proprio più nulla in comune con chi lo ha eletto e con tutti quelli che, al netto di valutazioni e analisi, dovrebbe rappresentare”. Commenta così il futurista, il quotidiano on line diretto da Filippo Rossi, e anche settimanale, lo scenario che si apre a urne chiuse e a quorum raggiunto. Perché Silvio Berlusconi è stato colpito “da un dritto e rovescio fulminei: dopo il ko alle amministrative, ecco il quorum ai referendum. Che lo stende, ne evidenzia tutte le incongruenze”.

16.25 – Bersani: “Berlusconi si dimetta e vada al Colle”
Il governo ora ha un’unica strada: “si dimettano e vadano al Quirinale”. E’ l’invito rivolto dal segretario del Pd, Pierluigi Bersani, dopo l’esito del referendum. Bersani spiega che “lo chiediamo da un anno, dopo questi voti Berlusconi e il centrodestra devono riflettere, non farlo e’ da irresponsabili”. Alla “crisi politica conclamata” dei giorni scorsi, ora per il leader Pd si aggiunge lo “scollamento tra il governo e il paese”.

16.19 – Scajola: “Messaggio di disagio, ma il governo resti”
“Non si può dire che il dato di affluenza alle urne è talmente significativo che governo se ne deve andare a casa: non erano gli stessi esponenti dell’ opposizione a ribadire, più volte, che il tema era il merito delle questioni referendarie?. Ora lo vogliamo rovesciare?”. Lo dice l’esponente Pdl ed ex ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola che, parlando al Tg 3, tuttavia ammette: “certo c’è anche una componente improntante di messaggio di disagio”. Scajola tuttavia ricorda che “Bersani voleva rendere competitivi i servizi pubblici, ha più volte ribadito che servizio idrico dovesse avere una componente forte di privatizzazione e in questa legge che viene abrogata e previsto che il privato non possa avere più del 40%. Insomma, chi governerà questo Paese troverà di nuovo questi problemi”.

16.13 – Bersani: “Divorzio Berlusconi – Italia”
“Questo è stato un referendum sul divorzio tra il governo e il Paese”. Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, commenta l’esito del referendum.

16.09 – Vendola: “Vince l’Italia dei beni comuni contro Italia delle lobby”
“Oggi vince l’Italia dei beni comuni, perde l’Italia delle lobby”. Lo ha affermato il leader di Sinistra Ecologia e Libertà (Sel) e presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, commentando i primi risultati sul quorum dei referendum. “Perde una lunga storia di ossessione privatrizzatrice, perde – ha sottolineato ancora Vendola – un pezzo abbastanza pregiato dell’ideologia liberista che ha governato le sorti del mondo. Credo che di qui l’Italia possa ritrovare ossigeno e coraggio per andare verso giorni migliori”. Vendola ha così evidenziato “la straordinaria partecipazione che indica la vitalità democratica di un Paese che sta cercando con grande nitidezza e determinazione di uscire da un’epoca buia. E’ un’Italia – ha concluso Vendola – che sta provando a rifondare il proprio spazio pubblico, le proprie virtù civiche”

16.03 – Giuliano Ferrara: “Non ho votato ma dissento da linea di governo
“Io non ho votato per solidarietà con Bossi e Berlusconi ma ora il problema è un altro: non si può continuare così. Io sono in profondo e radicale dissenso con questa linea” del governo. Lo ha detto Giuliano Ferrara, in occasione di un suo intervento al Tg3. “Salvo la riserva di rilanciare il governo con una riforma fiscale, Berlusconi e il suo gruppo dirigente, con una posizione più ciritica della Lega, hanno deciso di non cambiare, di continuare così e io sono in profondo e radicale dissenso. Berlusconi è sotto assedio ma non vedo una classe dirigente determinata a fare qualcosa di diverso per tornare a parlare agli italiani, non vedo questo coraggio. Anche sui referendum – continua Ferrara – è stata data una lettura politicista. Mi viene da dire: buona fortuna”. Per Ferrara “Berlusconi ha molta autoironia, ma non la esercita più da due o tre anni. E’ come paralizzato dalla campagna che si è scatenata contro di lui”.

15.56 – La Russa: “Pdl non può fare a meno di Berlusconi”
“Non penso che il centrodestra oggi possa fare a meno della leadership di Berlusconi”. Lo ha dichiarato il coordinatore del Pdl e ministro della Difesa Ignazio La Russa, ospite dello speciale del Tg3 sui referendum.

15.54 – O. Napoli: “Serve un’azione di governo forte e chiara”
“Passata l’ondata di populismo e demagogia ora serve una forte e chiara azione di governo. Sui servizi pubblici locali è urgente legiferare per evitare i richiami e le successive e costosissime infrazioni da parte della Commissione europea per la mancata liberalizzazione dei servizi stessi. La sentenza con cui la Cassazione ha ammesso i referendum rimane, sotto questo aspetto, inspiegabile”. Lo afferma il vice presidente dei deputati del PdL, Osvaldo Napoli.

15.53 – Pd aggiorna slogan: “Senti che bel vento”
Alle amministrative era stato “il vento cambia”, ora il Pd fa un ulteriore passo avanti e aggiorna lo slogan che campeggia in un manifesto posto sulla scrivania dalla quale il segretario, Pier Luigi Bersani, sta per tenere una conferenza stampa. Se dopo le elezioni comunali il vento stava cambiando, ora l’aria si e’ stabilizzata: “Senti che bel vento” è scritto infatti sul manifestino di oggi, verde, azzurro e giallo.

15.53 – La Russa: “Dc perse su divorzio e governò 20 anni”
“Quando la Democrazia Cristiana perse il referendum sul divorzio, poi governò per altri 20 anni”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, in occasione di un suo intervento al Tg3.

15.51 – Bocchino: “Premier bocciato, ora si dimetta”
“Il risultato dei referendum parla chiaro e rappresenta una ulteriore e sonora bocciatura di Berlusconi. Ha vinto la partecipazione libera dei cittadini contro l’arroganza di un governo che vuol tirare a campare grazie agli Scilipoti di turno. Gli italiani non hanno gradito l’autoribaltone messo in campo da Berlusconi e stanno dimostrando che ormai l’asse Pdl-Lega è minoritario nel Paese. La strada maestra sarebbe l’abbandono dell’accanimento terapeutico da parte del governo con dimissioni utili a chiarire il quadro politico”. Lo dichiara in una nota il vicepresidente di Futuro e Libertà, Italo Bocchino.

15.49 – Di Pietro: “Non è la sconfitta di Berlusconi ma la vittoria della democrazia”

“E’ con grande emozione che posso dire di essere orgoglioso di aver fatto, prima come Pm di Mani Pulite, e oggi come leader dell’Idv qualcosa di importante per il Paese”. Lo ha detto Antonio Di Pietro partecipando a una affollatissima conferenza stampa nella sede nazione dell’Italia dei Valori. “Abbiamo detto no al nucleare e soprattutto abbiamo stabilito un principio sacrosanto scritto nell’articolo 3 della Costituzione, vale a dire che la legge è uguale per tutti”. L’ex Pm ha ringraziato tutti coloro che hanno creduto ai referendum e in particolare quanti “hanno raccolto le firme tra gli sberleffi e le delusioni per il fatto che il quorum non sarebbe stato raggiunto. Eravamo quasi di fronte alla rinuncia a far sentire la propria voce. Questo risultato straordinario nel quale l’Idv ha creduto testimonia che il Paese è vivo ben al di sopra dei partiti politici”. Di Pietro ha concluso sottolineando che ora “questo istituto di democrazia diretta deve essere rivalutato perchè quando i temi sono sentiti dalla gente e si percepisce l’arroganza dei potenti, a tutto questo c’è una reazione politica naturale”.

15.19 – Capezzone: “Non era pro o contro governo”
“Gli italiani hanno votato su alcune precise questioni, e non erano certo chiamati a pronunciarsi pro o contro il governo”, dice Daniele Capezzone. Quindi, osserva il portavoce Pdl, “chiunque brandisca questo esito referendario come un verdetto favorevole o contrario all’uno o all’altro schieramento politico fa un torto agli elettori, li inganna, e pretende di abusare delle loro decisioni”.

15.46 – Terzo polo: “E’ un no grande come una casa al governo”
“La grande partecipazione popolare aiReferendum dimostra la volontà degli italiani di tornare ad essere protagonisti: è ormai chiaro che la maggioranza e il governo sono totalmente sordi, incapaci di capire ciò che vogliono gli italiani”. Lo scrivono in una dichiarazione comune Fini, Casini e Rutelli, al termine di un vertice del Terzo Polo. “Nel raggiungimento del quorum – sottolineano – è stato determinante il Terzo Polo, con la decisione di invitare tutti al voto al di là delle scelte di merito che consapevolmente rivendichiamo. Il “sì” ai referendum è un NO grande come una casa a questo governo. E’ tempo che Berlusconi ne prenda atto. Minimizzare, come ha fatto dopo le amministrative, sarebbe irresponsabile e dannoso per gli interessi nazionali”.

15.44 – Scajola: “Rimettere insieme popolo centrodestra”
“Credo che adesso si debba lavorarein maniera molto intensa e in tempi molto celeri per rimettere insieme il popolo del centrodestra e dei moderati. Uscire da alcuni accenti estremi e riportare alla concretezza delle cose. E’ un compito difficile che ci attende”. Lo dice Claudio Scajola, a chi lo interpella sul futuro del Pdl, anche alla luce dell’esito del referendum. “Attraverso Berlusconi si è indicato in Alfano un giovane con il compito di fare una proposta progettuale di cose da fare – sottolinea Scajola, nel corso dello speciale del Tg3 – e di costruire una classe dirigente che sia vincente sul territorio. E’ cosa molto difficile ma possibile”.

15.42 – Corsaro: “Gli italiani pagheranno questo voto”
Questo il primo commento di Massimo Corsaro, vice presidente vicario dei deputati Pdl, all’esito dei referendum. “Riconosciuto l’esito che deve essere rispettato – prosegue Corsaro – credo sia comunque giusto sottolineare come il risultato della consultazione determini un forte passo indietro rispetto alle liberalizzazioni che, lontano dalle campagne elettorali, sono richiamate da moltissimi come un elemento necessario di modernizzazione dello Stato”.

15.42 – Di Pietro: “Vittoria irreversibile”
”Una vittoria irreversibile”: è stato il primo commento del leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro incontrando i giornalisti nella sede del partito.

15.25 – Rotondi: “Giusto inchinarsi alla volontà popolare”
E’ giusto inchinarsi alla volontà popolare e rallegrarsi con chi ha creduto in questa battaglia che sinceramente non era la mia. Detto questo, il governo va avanti per il bene del Paese senza nascondersi che l’esito del referendum non è una bocciatura ma nemmeno una vittoria”. Così il ministro per l’Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi.

15.17 – La Russa: “Con nucleare esito scontato”
Il fatto che, come sembra, il quorum dei referendum sia stato superato è un esito scontato: lo ha sottolineato al Tg3 il ministro della Difesa Ignazio La Russa, secondo cui “la vittoria non è né di questo né di quello, è della Cassazione. Quando ha deciso di sottoporre a referendum la legge che avevamo fatto sul nucleare, io non ho più avuto alcun dubbio che i cittadini sarebbero andati a votare – ha argomentato – si è strumentalizzato anche questo dato, la paura della tragedia giapponese, mentre il governo voleva avviare una riflessione a mente fredda”. In ogni caso, ha sottolineato La Russa, “noi non abbiamo contestato i quesiti ma la strumentalità con cui si è arrivati a questo referendum”.

15.33 – La Russa: “Non cambia niente per il governo”
“Se non si fosse raggiunto il quorum sarebbe stato un grande boomerang per la sinistra che ha politicizzato l’appuntamento elettorale. Ma il fatto che il quorum sia stato raggiunto non cambia nulla per il governo”. Lo ha detto il ministro della Difesa e coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa, commentando i dati sul referendum al Tg3.

15.25 – Bindi: “Grande significato politico e culturale”
“Sul quorum voglio essere prudente, ma il significato politico resta: una così alta partecipazione forse era stata messa in dubbio persino da qualcuno di noi. E’ un dato politico e prima ancora culturale”. Lo ha detto il presidente del Pd Rosy Bindi al Tg3. “Non credo si sia votato sull’onda dell’emotività del nucleare – ha aggiunto Bindi – gli altri quesiti non stanno avendo risultati inferiori, anzi. E’ l’esito di un’ondata che in questo Paese ha deciso di dire basta. Qui si è votato per alcuni valori fondamentali, i modelli di sviluppo, il rapporto con i beni comuni. Sono quattro brutte leggi approvate da questo governo contro cui ci eravamo opposti con determinazione. La maggioranza ha provato a stare distaccata”, ma alla fine “la politicizzazione ce l’ha messa il governo stesso”

15.15 – Verdi: “Benvenuto quorum”
Benvenuto quorum, grazie democrazia. Grazie Italia. Così il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, che allo scoccare delle 15, insieme a un nutrito gruppo di militanti del Sole che Ride, dopo un count down di trenta secondi, ha brindato al quorum in una festa improvvisata per i referendum a Piazza del Pantheon, a Roma. “Siamo felicissimi – ha rimarcato Bonelli – è una giornata straordinaria per la democrazia e per l’Italia”.

15.08 – Dirigenti Idv esultano nella sede del partito
I primi risultati sull’affluenza alle urne per i referendum sono stati accolti con un gesto di esultanza da parti di militanti e dirigenti che seguono gli avvenimenti nella sede nazionale dell’Idv. Tutti attendono Antonio Di Pietro che è nel suo ufficio e verrà a dare un commento il prima possibile. Nel frattempo Leoluca Orlando, portavoce dell’Idv ha detto che il risultato del quorum è ormai scontato: “Una vittoria del popolo italiano contro i sondaggi taroccati da Berlusconi”. Ai giornalisti che gli domandavano se ora Berlusconi si debba subito dimettere, Orlando ha risposto: “Avrebbe già dovuto farlo da più di un anno”.

14.37 – Sacconi: “Non è un segnale al premier”
“Non credo che il referendum sia un segnale politico a Berlusconi”: è la lettura del voto sui quesiti referendari data dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, a margine dell’assemblea generale di Assolombarda a Milano. Il voto sui quesiti infatti “ha visto convergere su quelli trainanti elettori di diverso segno”. L’esito quindi “non complica ne agevola il lavoro della maggioranza – ha continuato Sacconi – che ha di fronte a sè la responsabilità precisa dei provvedimenti che dovrà assumere per la stabilità e la crescita”. Il ministro ha poi ammesso di non aver votato perché “non amo la democrazia referendaria – ha spiegato – e sono tra quelli che pensavano che i quesiti fossero mal posti”.

14.34 – Marcegaglia: “4/5 municipalizzate in perdita”
I quattro quinti delle società pubbliche di fornitura dei servizi sono in perdita e fanno concorrenza sleale ai privati. Lo ha affermato la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, tornando a parlare nel giorno dei referendum sull’acqua sul tema della liberalizzazione, durante l’intervento all’assemblea di Assolombarda. “La liberalizzazione è un tema sacrosanto – ha detto – gli enti pubblici hanno 7100 società di servizi pubblici, di cui i 4/5 in perdita, che fano concorrenza sleale ai privati. Si potrebbe invece fare crescita, nuove imprese e riduzioni delle tariffe”.

14.31 – Sindaco di Bari: “A casa Ad e Dg dell’Acquedotto privato”
“E’ giunta l’ora in cui l’amministratore delegato e il direttore generale dell’Acquedotto Pugliese se ne vadano a casa. La misura è colma”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook il sindaco di Bari, Michele Emiliano, a proposito della decisione di Acquedotto Pugliese “di staccare l’acqua alla case degli sfrattati di Japigia proprio il giorno del referendum sull’acqua pubblica senza avvertire – aggiunge Emiliano – né sindaco né questore, determinando così una vera e propria sommossa popolare”. Emiliano tira in ballo anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola: “Vendola – scrive – deve impedire in futuro che accadano cosa del genere in una società pubblica”. Acquedotto Pugliese è una società per azioni della quale la Regione Puglia è socio di maggioranza (87% circa) e la Regione Basilicata di minoranza (13% circa).