Diritti

Referendum, la casta dice No <br> al quesito sull’acqua pubblica

“Facciamo fallire il referendum sull’acqua”, afferma il potente amministratore delegato di Acea spa Marco Staderini al convegno romano dal titolo “Un referendum che fa acqua”, all’interno della kermesse cittadina Roma Incontra. Big del mondo economico italiano, politici di primo piano e sindacati, radunati insieme all’Auditorium dell’Ara Pacis per dire No all’acqua pubblica a pochissimi giorni dalla votazione referendaria per l’abrogazione della legge Ronchi. Tutti riuniti per un sonoro ‘Si’ alla gestione privata.

Tra le motivazioni dei relatori al convegno, che ha contato una platea scarsa, il bisogno di investimenti, la necessità di ammodernare la rete idrica troppo fatiscente e garantire efficienza al sistema. “La legge Ronchi non parla di privatizzazione, ma garantisce la concorrenza e le gare tra aziende pubbliche e private” sostiene il Ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, e aggiunge “dunque No e astensione sono voti legittimi”.

“Votiamo ‘No’ o ancora meglio asteniamoci per evitare che si raggiunga il quorum“, sostiene il giornalista economico Enrico Cisnetto, moderatore e organizzatore dell’evento. “Non credo nell’istituto referendario, non ha mai cambiato nulla”, tuona Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl.

Due no ai quesiti referendari sull’acqua arrivano anche da parte di Sergio Chiamparino presidente dell’Anci (Pd) ed ex sindaco di Torino, convinto che “le gare potranno migliorare la gestione anche pubblica dell’acqua”. Unica voce dissonante è quella del professore di economia pubblica all’Università di Udine Antonio Massarutto, autore del libro Privati dell’acqua? Tra bene comune e mercato. Il docente critica duramente la legge Ronchi, cogliendo forse di sorpresa la platea, viste le sue idee sulla necessità di monetizzare il bene acqua. “Immettere i privati nel mercato non garantisce efficienza – afferma – l’efficienza si ottiene solo se ci sono le regole” e aggiunge “l’Italia non è un esempio di trasparenza e limpidezza nelle gare“.

Un convegno che ha scatenato forti polemiche. Visto che la Provincia di Roma, per bocca dell’ufficio stampa del presidente Pd Nicola Zingaretti, ha fatto sapere di aver revocato il patrocinio alla manifestazione Roma incontra, organizzata da Enrico e Iole Cisnetto. Secondo il comitato “Due Sì per l’Acqua Bene Comune”, è di “estrema gravità, che una Pubblica amministrazione, abbia utilizzato fondi pubblici per fare di fatto propaganda elettorale”.

Anche il Comune di Roma, tramite il portavoce del sindaco Gianni Alemanno, ha chiarito di avere dato il patrocinio solo alla manifestazione Roma Incontra e non al dibattito sul referendum inserito solo in un secondo tempo nel calendario della serie di incontri. Anche se il sindaco di Roma era previsto intervenisse al convegno, ma, all’ultimo momento, non si è presentato.

di Buscemi, Feltri e Perluigi