Emilia Romagna

Centro estetico del Comune classificato come “istituto di assistenza ai bisognosi”

La struttura è di proprietà della Provincia e dell'amministrazione comunale di Parma. Ha un contenzioso con le terme di Salsomaggiore da un milione di euro ed è stata multata (90 mila euro) dall'ispettorato del lavoro per assunzioni senza bando. Presentata una denuncia alla guardia di finanza e un'altra alla Procura per la gestione di una struttura pubblica, ancora classificata come centro sanitario e dunque esentato dal pagamento dell'Iva.

Una denuncia alla Procura della Repubblica e una alla guardia di Finanza, oltre a una multa da parte dell’ispettorato del lavoro di oltre 90mila euro. A cui si aggiunge oltre un milione di euro di contenzioso con le Terme di Salsomaggiore per l’uso delle acque termali. Sono queste le carte che ha in mano il centro termale Il Baistrocchi di Salsomaggiore Terme, a pochi chilometri da Parma. Carte che fanno gridare allo scandalo il consigliere provinciale Massimo Pinardi, di Altra Politica – Altri valori, e il quello comunale di Parma, Gabriella Biacchi, del medesimo gruppo. E’ stato proprio Pinardi a presentare l’esposto in Procura, denunciando più irregolarità nella gestione del centro termale, ancora classificato come istituto di assistenza ai bisognosi (Ipab). “Per legge, entro 18 mesi dalla sua calssificazione Il Baistrocchi sarebbe dovuto diventare una fondazione – spiega Pinardi  –  e invece, per inerzia dei consorziati (Provincia e Comune di Parma, Ausl e Asp ad personam) non s’è fatto nulla, restando quindi Ipab ed esente dal pagamento dell’Iva, nonostante sia diventato un centro estetico, turistico ed alberghiero”.

Ma i punti che  non tornano sulla gestione de Il Baistrocchi sono molti altri, tra cui la mancanza di regolarità nel consiglio di amministrazione e nelle assunzioni: “Il Consorzio Termale Il Baistrocchi di Salsomaggiore negli ultimi anni, in particolare quelli in cui è rimasto in carica un consiglio di amministrazione in regime di prorogatio e incompleto – prosegue Pinardi -, è stato gestito in modo personalistico. Il Presidente ha debordato andando ben oltre alle sue prerogative, in particolare nella gestione del personale, procedendo ad assunzioni senza concorso pubblico e provocando una situazione di malessere tra i dipendenti che è fonte di tensioni continue. Credo che il sindaco di Parma, Pietro Vignali, abbia commesso un grosso errore nel riconfermare il presidente Milani. Un presidente che viene sanzionato dall’ispettorato del Lavoro di Parma e fa pagare al Consorzio una multa di oltre 90mila euro deve essere dimissionato. E i soci del Consorzio dovrebbero chiedere un’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori”.

Il Cda del consorzio, infatti, è incompleto dal 2006, quando due soci lasciarono (uno per dimissioni, uno per decesso). E ora il cda è composto da tre persone, di cui una è lo stesso direttore sanitario. Ciò nonostante ha compiuto scelte determinanti: “Come nominare a tempo determinato un direttore generale, Umberto Lupo Barral, poi confermato a tempo indeterminato senza istituire un concorso pubblico”. Un comportamento antisindacale che si rispecchia anche nel trattamento dei dipendenti: dal 2000 al 2006 sono passati da 160 a 115 dipendenti, nonostante l’offerta del centro sia stata ampliata e l’apertura sia passata da 7 a 10 mesi. Sono stati tagliati posti di operatori, mentre sono aumentati quelli dei responsabili dirigenti. Con conseguente sovraccarico di turni e disorganizzazione dei risposi, violazione di accordi sindacali, conflitti con il personale. Situazione che ha comportato una multa, da parte dell’ispettorato del lavoro di Parma, di oltre 90mila euro.

A ciò si deve aggiungere il contenzioso con le Terme di Salsomaggiore, secondo il quale Il Baistrocchi non avrebbe pagato circa 1milione di euro per l’uso di acque termali. Caso ancora più curioso, dato che si tratta di due enti pubblici: Il Baistrocchi, sostenuto da Provincia e Comune di Parma; le Terme, sostenute da Provincia e Comune di Salsomaggiore. La Provincia di Parma, dunque, si ritrova a essere creditore/debitore di sé stessa. Una situazione complicata, in cui a pagarne le spese, come spesso accade, sono i dipendenti. Cosa fare? “Bisogna attivare commissioni d’inchiesta nel rispettivi enti consorziati”, rispondono all’unanimità la Biacchi e Pinardi, che nel frattempo hanno presentato interrogazioni sia in consiglio comunale sia in quello provinciale . I soci del Consorzio dovrebbero chiedere un’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori. Mentre noi proseguiamo nella battaglia politica per portare trasparenza, correttezza, rispetto delle regole e moralità nel Baistrocchi”.