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11 settembre e Osama: dal verosimile all’inverosimile

La fine di Osama bin Laden, quella ufficialmente timbrata dal presidente George-Barack O’bush, vorrebbe chiudere il capitolo dell’11 settembre.
Non avverrà, ovviamente, perchè apre più interrogativi di quanti non ne vorrebbe sciogliere.
Ma è interessante sotto diversi aspetti.

Primo: una storia oscura, oscurissima, non può essere chiusa dai suoi perpretratori se non attraverso un episodio altrettanto oscuro.
Secondo: l’improntitudine dei poteri massimi mondiali mostra che essi intendono passare dal racconto del “verosimile” (condito con la menzogna più grande, che è il silenzio) al racconto dell’inverosimile. Cioè sono convinti di poter far digerire al mondo intero la storia che gli asini volano. Vedremo se ci riescono.
Terzo: augurandoci che l’America non sia rappresentata dalla canea di iloti che danzava e festeggiava per le strade di New York, rileviamo che le danze per l’uccisione del nemico in occidente sono state dello stesso tipo di quelle (che hanno provocato l’indignazione di tutto il mainstream occidentale) che seguirono in alcune città del mondo arabo, il crollo delle torri. Ma non ho notato molta indignazione sui media italiani.

Qualcuno ha un’idea in proposito?