Politica

Il Colle chiede rispetto per la Costituzione <br/> Parole condivise dai democratici

La posizione del Pd è stata espressa dalla senatrice Finocchiaro per la quale "il Capo dello Stato ha rivolto un quanto mai opportuno monito, in una data fondamentale che ricorda le radici della nostra Repubblica". Sulla stessa linea anche l'Idv

Il presidente della Repubblica chiede una nuova stagione di riconciliazione, apre alle riforme, ma solo restano dentro alla carta Costituzionale. Parole che vengono accolte con soddisfazione dal Partito democratico e che vengono lette come un severo monito a governo e a maggioranza, soprattutto per quanto riguarda i tentativi di modificare la Costituzione. “Oggi – afferma a nome dei Democrats la presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro – il Capo dello Stato ha rivolto un quanto mai opportuno monito, in una data fondamentale che ricorda le radici della nostra Repubblica, al rispetto, nel pur necessario percorso di riforme che dovrebbe accompagnare la crescita del nostro Paese, dei valori e dei principi che sono alla base della nostra Costituzione”.

Insomma, si tratta di un monito, che, seguendo il discorso della Finocchiaro “noi condividiamo e nel quale ci riconosciamo. Io mi auguro che anche il governo e la maggioranza vogliano, finalmente e non a parole, ascoltare con responsabilita’ le sacrosante parole del Capo dello Stato. Il chiaro ed esplicito riferimento fatto dal Presidente alla prima parte della nostra Carta mi sembra un evidente allarme lanciato contro quei tentativi espliciti ed impliciti che da settimane cercano di forzare e stravolgere la natura e le ragioni della nostra Costituzione. Tentativi che non sono certo venuti dalle forze di opposizione ma da esponenti della maggioranza e da un governo che di fatto, ricorrendo anche a forzature legislative, non riconosce quell’esperanto democratico che e’ la nostra Carta costituzionale. Noi ringraziamo ancora una volta il Presidente della Repubblica e ci auguriamo che il suo monito venga accolto da chi ha ancora un minimo di responsabilita’ all’interno del Governo e della maggioranza. Le prime reazioni del centrodestra, purtroppo, non sembrano venire incontro a questo auspicio”.

Da Milano si fa sentire anche il segretario Pd Pierluigi Bersani. E a chi gli paventa la possibilità di vedere Berlusconi al Quirinale dice “fa venire i brividi”. Quindi spiega: “Ognuno può  fare i suoi conti con questa legge elettorale basta un voto in più alle elezioni per la Camera, per avere la possibilità di fare il Presidente della Repubblica. Credo che chi sta apprezzando adesso un’opera come quella del Presidente Napolitano, potrà ben immaginare, credo con un brivido, come potrebbe essere una diversa situazione”.

Stessa linea tenuta dall’Italia dei valori. “Da parte del presidente della Repubblica – commenta il capogruppo Idv alla Camera, Antonio Borghesi – , in un giorno importante per il Paese, arrivano parole di tutto rispetto e piene di importanti significati. La maggioranza accolga l’appello del presidente Napolitano e la smetta di attaccare continuamente la magistratura e la Costituzione”.

Posizione barricadera, invece, quella del candidato sindaco del Movimento Cinque stelle a Milano. “Dobbiamo liberiamoci dalla casta dei politici – ha detto Mattia Calise – . Questa casta è diventata una casta degli intoccabili”. Critiche le ha rivolte poi al presidente del Consiglio: “Berlusconi – ha proseguito Calise – è una vergogna per l’Italia soprattutto per chi ci osserva dall’estero. Ci fosse stato Pertini lo avrebbe già cacciato via a calci nel sedere”.