Politica

Migranti, la Lega chiede all’Europa<br>Un “Protocollo unico di accoglienza”

Il Carroccio si scopre europeista e con il presidente del Consiglio regionale lombardo Davide Boni annuncia che i 19 europarlamentari eletti nel collegio Nord Ovest avvieranno un'azione lobbistica per indurre Bruxelles a fare fronte comune sull'ondata migratoria

Con una mozione del 12 aprile, il Consiglio Regionale della Lombardia ha deciso che il suo presidente, il leghista Davide Boni, chiederà ai diciannove parlamentari europei eletti nel collegio Nord Ovest di avviare “un’azione lobbistica molto forte” per spingere gli altri paesi dell’Unione ad adottare un ‘Protocollo Unico di Accoglienza’ per far fronte all’ondata migratoria proveniente dal Nord Africa. L’iniziativa, ha precisato lo stesso Boni in conferenza stampa, serve a sostenere l’azione del governo e del ministro degli Interni Roberto Maroni. “Il Consiglio regionale – si legge nella lettera indirizzata ai parlamentari europei – esprime disagio per la miopia egoistica che anima parte dei Paesi dell’Unione, europeisti solo a parole”.

Ma cosa avrebbe fatto la Lega Nord al posto di Paesi come Francia e Germania? “Avremmo la stessa posizione – dichiara Boni – e accoglieremmo comunque i profughi. Noi però non avremmo scatenato la guerra”. Insomma, se l’obiettivo è quello di distribuire un po’ di immigrati agli altri stati membri, gli “euroscettici” di Umberto Bossi diventano improvvisamente europeisti, chiedono rispetto per l’Ue e tacciano addirittura alcuni Paesi di “nazionalismo”.

Ma se verso nord ci si riscopre in sintonia con Bruxelles, a sud la linea è sempre la stessa. In accordo con la Francia, per i pattugliamenti delle nostre coste “l’opzione militare è possibile”, ammette Boni. Peccato che le direttive europee in materia escludano interventi volti a respingimenti di massa, senza che sia verificato il diritto dei singoli migranti di richiedere asilo e protezione. Direttive che tra l’altro sono legge anche in Italia. “Mi pare che l’Europa abbia fatto un passo indietro su questo fronte – spiega il presidente Boni – e poi, come diceva Churchill, a mali estremi, estremi rimedi”.