Misfatto

Italici ceppi

Popolo italiano, popolo bue! I vergognosi attacchi al Nostro Premier, al Nobile Padre della Nostra Patria, non sono altro che squallide ingiurie motivate dalla vostra abissale ignoranza.

Le notti di Arcore, oh ignobile volgo privo degli elementari prolegomeni del sapere, le allegre scorribande che a voi appaiono nient’altro che come squallidi postriboli, sono in verità Feste rituali a sfondo propiziatorio, culti misterici con finalità mistiche. Tale è il senso della statuetta di Priapo, non meschina simulazione di una potentia erigendi che il canuto (ma imbellettato) ospite non può più esplicitare, bensì il simbolo della fecondità di Madre Natura, rappresentazione artistica del “cippus fallicus” che ancora oggi delimita gli acri di terra da coltivare, per favorirne la fertilità. ANALOGAMENTE l’uovo di pasqua farcito di soubrette non è un volgare scherzo da caserma, ma un rito di rinnovamento primaverile, un inno alla gioia così come le grandi palle taurine sono simbolo dell’infaticabile solerzia governandi del Grande Capo.

Le giovani adepte simulatrici di fellatio sul suddetto fallo non sono come voi ingiustamente pensate, donne dedite al meretricio bensì vergini gentilizie che propiziano in tal modo la loro capacità generandi a garanzia della continuità della gens patrizia. E ciò che voi, nella vostra abissale ignoranza, oh figli di Talia, considerate mercimonio di giovani corpi altro non è sacro rituale compiuto da giovani consacrate nel tempio della dea Vesta. Vestali e non mignotte popolo bue che altro non sei: vestali!

Infine, gli scenari dell’immaginario erotico del Padre della Patria, non sono, come a voi villici appaiono, brani tratti da un film di Bombolo, ma lo specifico filmico di una raffinata esegesi estrapolata dal raffinato erotismo del più alto simbolismo estetizzante di matrice orientale, l’Impero dei sensi di Nagisa Oshima e non Alvaro Vitali! Bestie!

Popolo bue, quando imparerai a vedere il Suo operato come il prodotto della più nobile saggezza politica di stampo Platonico e non come sordido malaffare a difesa di ignobili interessi privati? E se non fosse che l’istruzione scolastica è stata ormai totalmente travolta dall’operato della divina Minerva- Gelmini, vi rimanderei sui banchi dell’istituto scolastico dove avete mancato di formarvi a tempo debito!

Pentitevi, ignobili villici, e intonate con me a vostro parziale riscatto l’inno sacro alla Madre Patria: “Oh bionda o bella bionda, capel che’l donda!”