Politica

La casta si raddoppia i fondi <br/> “Idea ridicola, se ne infischiano della gente”

Il Pd propone finanziamenti pubblici anche per le fondazioni dei partiti. L'idea piace anche al centrodestra, oltre che all'Idv. Il finanziamento pubblico così salirebbe a 345 milioni di euro. Per Gian Antonio Stella, editorialista del Corriere si tratta di un'idea folle

Gian Antonio Stella, editorialista del Corriere della Sera insieme a Sergio Rizzo autore de 'La Casta'

Altri soldi pubblici nelle tasche dei politici, e non pochi: l’onorevole Ugo Sposetti, storico tesoriere dei Ds e oggi deputato del Partito democratico, chiede che i rimborsi elettorali ai partiti passino da 160 milioni di euro a 345 milioni. Per dare all’opposizione le munizioni che servono a battere Silvio Berlusconi, dice lui. “In questo momento di crisi economica, è penoso che un politico chieda a chi sta già facendo sacrifici di trovare altri soldi per mantenere gli apparati dei partiti”, ribatte Gian Antonio Stella, editorialista del Corriere della Sera che, in coppia con il collega Sergio Rizzo, ha fornito i numeri per motivare l’indignazione popolare contro La Casta e sceneggiato il film Silvio forever?.

Stella, c’è bisogno di dare 185 milioni in più ai partiti?
Oltre a essere esorbitante, questa richiesta arriva in un contesto in cui l’Italia è ferma. Secondo l’Eurostat la nostra occupazione è al 57,5%: ben 7 punti sotto la media dell’Unione europea. Siamo 9 punti sotto il Portogallo, 13 sotto Regno Unito e Germania, 14 sotto l’Austria. E alla gente viene chiesto ogni giorno di fare sacrifici.

E quindi?
Credo che Sposetti non abbia messo in conto la reazione delle persone normali. Chi vede e vive il Paese bloccato, e deve continuamente rinunciare a qualcosa, come può accettare che alla Casta vadano altre centinaia di milioni di euro?

Ma come vengono usati i soldi dei rimborsi?
Lo sa lei?

Una parte mantiene in vita le Fondazioni, in teoria centri di ricerca, in pratica correnti di partito.
Ergo, le fondazioni sono la scusa per procurare nuovi soldi ai partiti.

Per Sposetti, però, senza questi soldi l’opposizione non può competere con l’impero economico del premier.
È davvero convinto, Sposetti, che Berlusconi vinca solo grazie ai suoi soldi? Magari fosse così! Perché allora il magnate Ross Perot ha perso per due volte quando si è candidato alle presidenziali americane? Come mai tanti altri miliardari, in politica, falliscono? E soprattutto, come si spiega che Berlusconi le elezioni le ha anche perse? Nel 1996 e nel 2008 il Cavaliere aveva le stesse televisioni, strapotere, miliardi di euro che ha oggi.

Berlusconi si deve preoccupare se il Pd ha più risorse?
Secondo me questa legge potrebbe passare proprio con i voti del Pdl. Anzi, essendo che il Pdl prende più voti del Pd, incasserebbe pure più rimborsi.

Però, dice Sposetti, se i soldi sono pubblici c’è più trasparenza e democrazia.
Infatti non sono pregiudizialmente contrario al finanziamento pubblico, altrimenti in politica resterebbero solo Berlusconi e Carlo De Benedetti. In tutti i Paesi democratici si aiutano i partiti. Però qui non fanno i conti con la recessione: in Spagna ci sono 575 parlamentari, circa la metà rispetto a noi. Avevano previsto di spendere 136 milioni per il 2009. Appena è arrivata la crisi, alla fine del 2008, hanno tagliato immediatamente i fondi già stanziati fino a 119 milioni. Ecco un segnale di serietà, non come le sforbiciatine italiane.

Il Pd dice che si ispira al “modello tedesco”.
Non è così, anche in Italia vengono dati soldi pure ai gruppi parlamentari e ai parlamenti regionali. Quanto al finanziamento pubblico, il referendum lo ha abolito nel 1993. Errore? Può darsi. Ma i rimborsi elettorali concessi oggi bastano e avanzano. Quello di Sposetti è un discorso penoso.

L’anno scorso erano tutti d’accordo su un taglio dei soldi ai partiti. Cos’è cambiato?
Non credo che questa proposta di legge sia condivisa da tutta l’opposizione. Ho l’impressione che Sposetti si muova per proprio conto, o di quella fetta del Pd che si riconosce nei vecchi Ds, nel giro di Massimo D’Alema, che è il suo referente.

I teorici del partito “pesante”.
Sì, l’opposto del partito “Eta Beta” di Giuliano Amato o di quello leggero che immagina Berlusconi. Sposetti pensa a un partito diffuso sul territorio, pronto a montare gazebo, a organizzare feste, a movimentare la passione politica sul territorio, soprattutto al Nord. Ma queste caratteristiche oggi le ha la Lega, che dubito abbia più risorse economiche del Pd. Però ha i volontari. È ridicolo pensare che il Pd non riesca a coinvolgere militanti quanto il Carroccio perché non ha soldi. Che vuol fare, comprare la passione della gente?

da Il Fatto quotidiano del 10 aprile 2011