Cronaca

“I magistrati invidiano Silvio”, il processo Ruby visto dal gazebo Pdl davanti al tribunale

I sostenitori di Berlusconi davanti al tribunale per il processo Ruby

Pubblichiamo il diario di un giornalista che questa mattina si è infiltrato tra i sostenitori di Berlusconi davanti al tribunale per il processo Ruby.

“Sembra di stare allo stadio”, sento dire da un ignaro passante che camminando per Corso di Porta Vittoria (dove ha sede il Tribunale di Milano) vede sui marciapiedi due gruppi di persone che sembrano tifoserie opposte.

Il gazebo dei “fans” del Presidente del Consiglio è posizionato proprio di fronte al palazzo di Giustizia, lo raggiungo passando tra un cordone di alcune decine di poliziotti. Già si presagisce una mattinata difficile, si teme qualche contestazione e soprattutto un assedio dei giornalisti.

E subito va delusa la mia prima convinzione, quella di incontrarvi persone che credano totalmente alla figura politica di Berlusconi. La mia speranza era addirittura di poter conoscere chi avesse ancora una sincera e reale fiducia nei confronti di un uomo politico (chiunque sia) e del suo partito. E che non si limitassero a votare “il meno peggio”.

“Io non avrei nessun problema – mi rivela invece M. – a votare a sinistra e perfino comunista, se però loro proponessero un’alternativa valida”. “Non fanno altro – aggiunge L. – che attaccare Berlusconi nei tribunali, senza dirci invece cosa farebbero per il Paese se governassero loro”.

Ma non manca chi, nonostante tutto, non ha dubbi ma solo certezze: “La sai qual è la verità? – mi chiede C., ed egli stesso risponde – è che a Berlusconi non gliene frega niente dei tuoi soldi… lui ne ha talmente tanti che se è sceso in politica è davvero per realizzare il bene degli italiani e non il proprio”; “Mentre quella dei magistrati – interviene C. – è tutta invidia: loro vorrebbero essere come Berlusconi e quindi lo attaccano”.

Sul marciapiede opposto al “nostro”, sono posizionati gli “antiberlusconiani” e, così, Corso di Porta Vittoria diviene uno spartiacque tra 2 mondi apparentemente diversi tra di loro, ma forse molto più simili di quanto si possa pensare.

Dal gazebo riesco a sentire tanto i commenti dei “difensori” di Berlusconi, quanto le urla degli “oppositori” ed entrambi chiedono la stessa cosa: più giustizia! La differenza sta, però, nel concetto di giustizia, gli “oppositori” vogliono che Berlusconi si faccia processare e che accetti la decisione dei giudici, qualsiasi essa sia. I “fans” del PdL vogliono, invece, che “la magistratura la smetta di attaccare e perseguitare Silvio”.

“Siamo stufi – mi dice C. – che la Procura di Milano continui ad attaccare il Presidente del Consiglio, senza nessuna prova e restando impunita”. E allora, interviene V.: “Ma come fa Berlusconi a fare il premier se deve continuare ad occuparsi di difendersi dalle accuse infondete che gli rivolgono? Questi sono contro il paese”.

Intanto la fazione opposto si “scalda”, ma mantiene la calma e il tutto si esaurisce in qualche reciproco impropero e, dal gazebo del Presidente, s’innalza verso il cielo un volo di palloncini. A ciascuno di questi è legato un perizoma. Cosa mai avranno voluto dire? Ed ecco chi lo spiega: “A casa propria ognuno è libero di far quel che vuole”.

Dal marciapiede di fronte qualcuno risponde: “Qui siamo di fronte al Palazzo di Giustizia, dove si giudicano i reati, che neanche a casa propria si possono commettere”. E allora uno dei fedelissimi del presidio permanente risponde: “Ne riparleremo quando verrà assolto”.