Diritti

Il fallimento della politica leghista sull’immigrazione

“E’ la volta buona”. E’ questo un pensiero largamente condiviso dai candidati all’emigrazione che, dalla sponda dei paesi a sud del Mediterraneo sognano l’Europa. E’ anche il pensiero alimentato dagli scafisti e trafficanti vari verso chi vuol partire. Sullo sfondo della guerra libica, il business della migrazione è diventato un’opportunità straordinaria. Ma a contribuire ad alimentare questo circolo vizioso è l’invito da parte del Governo Italiano. Come una profezia che si realizza, le previsioni di migrazioni bibliche, fino a 300 mila persone secondo Frattini e la richiesta di aiuto da parte dell’Ue per un piano straordinario di accoglienza di profughi. Allora è una buona occasione per chi sogna l’Europa. Vale la pena rompere qualche salvadanaio per compiere la traversata. Il messaggio si diffonde persino nell’area dei paesi dell’Africa Nera dove i candidati all’emigrazione sanno che la “diga” del Boia Gheddafi è venuto meno. Ma è soprattutto una buona opportunità per chi lucra su questi viaggi della speranza. E dunque Yalla Yalla cioè fare presto! D’altronde gli scafisti sono veloci e sanno sempre leggere i processi politici e sanno sfruttare le crespe politiche del governo italiano. E dunque anche loro intensificano le loro offerte.

Come se non bastasse, il nuovo accordo con la Tunisia che impegna quel paese a un maggiore controllo dei profughi con tanto di fornitura di mezzi logistici e di addestramento oltre che una linea di credito di 150 milioni di euro.

Ma la ciliegina sulla torta è l’offerta di 1500 euro per ogni immigrato che accetterà di tornare a casa e potrà contare su un aiuto per avviare un’attività economica in patria per non aver più bisogno di emigrare. Geniale! Il modo migliore per far incazzare Bossi e i suoi! Insomma prima l’invito, poi il pagamento se c’è disponibilità a rimpatriare poi i soldi al governo tunisino. Ecco tutta la follia del Governo nella sua guerra contro la cosiddetta emergenza sbarchi. Un’emergenza sollecitata o quanto meno invocata prima ancora che esistesse pur di non affrontare i nodi politici e diplomatici della guerra in Libia. Ora il caso Lampedusa che mette a nudo l’incapacità di questo Governo a gestire poche migliaia di persone. Finora meno della media dei tifosi che vanno allo stadio la domenica e che il governo non riesce a smistare sul territorio. Sono anni che questi signori speculano politicamente sull’immigrazione promettendo soluzioni definitive. Se tutto questo non fosse drammatico ci sarebbe da ridere fino alle lacrime. Maroni oggi è il volto del fallimento della politica leghista sull’immigrazione. Dunque per Bossi e i suoi i nodi sono venuti al pettine: non potranno più mentire alla gente sull’immigrazione. Le loro ricette sono fallite.