Diritti

Una via d’uscita

E’ possibile intravedere una via d’uscita tra il sesso o il non sesso di Berlusconi con Ruby e l’arroganza dei potenti, tra gli inviti alla delazione del sindaco leghista di San Martino dall’Argine e l’auto esaltazione di Giancarlo Gentilini che si vanta di avere bruciato due campi nomadi, tra la “cattiveria” invocata da Maroni contro i clandestini e il massacro operato dal governo alla Cultura, tra il Comune di Coccaglio che ha inneggiato a un Natale senza extracomunitari e le panchine anti-barbone di Verona, tra gli slogan: “Sì alla polenta, no al cous-cous” e gli insulti ai calciatori con la pelle nera, tra i calci dati da “civili italiani” ad una ragazza rom incinta e i centralini anticlandestini di Cantù, tra i rifiuti del barista romano a servire un senegalese e il raddoppio del costo del caffè per clienti rom, tra gli striscioni che negano la Shoa e la nascita su Facebook del gruppo denominato: “Immigrati clandestini: torturarli! E’ legittima difesa”?

Esiste una possibilità in questo Paese di sperare ancora?

Malgrado tutto, io credo di sì. A dare speranza non sono i grandi cambiamenti, ma gli appena-appena, ovvero quelle piccole scintille di umanità che fanno ancora respirare. Quelle personali assunzioni di responsabilità che fanno credere in possibili e futuri cambiamenti. Questi appena-appena, operati da silenziosi cittadini, rappresentano il meglio di questo Paese.

Provate a guardare questo video in cui un’Italia migliore ancora resiste. Forse i protagonisti non cambieranno il mondo, ma il giorno della loro morte potranno affermare con certezza di non essere stati dalla parte di chi ha sporcato questo Paese.