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Provinciali francesi, l’effetto Libia non premia Sarkozy ma l’estrema destra di Le Pen

La polemica è scoppiata in serata dopo la diffusione delle prime proiezioni, che vedono in testa i socialisti con il 25%, seguiti dall’Ump del presidente con il 16% e dal Fronte nazionale che lo tallona con il 14,55%

L’interventismo di Sarkozy sullo scenario libico, non corrisponde a un aumento di consenso in patria. I bombardamenti così non hanno premiato il presidente francese e la destra di governo al primo turno delle cantonali, le elezioni amministrative per rinnovare metà dei consigli generali, l’equivalente delle giunte provinciali. Le urne, pochissimo frequentate vista l’altissima astensione, hanno premiato l’estrema destra di Marine Le Pen, e l’opposizione socialista, nettamente in testa.

E’ scoppiata immediatamente la polemica questa sera dopo la diffusione delle prime proiezioni, che vedono in testa i socialisti con il 25%, seguiti dall’Ump del presidente Nicolas Sarkozy con il 16% e dal Fronte nazionale che lo tallona con il 14,55%.

Pochi dei 21,4 milioni di elettori chiamati a votare per rinnovare a metà le assemblee dei dipartimenti, una consultazione che dopo la riforma territoriale non esisterà più, si sono recati alle urne. L’astensionismo è attorno al 56%, una cifra record, e l’unica a gioire è la neopresidente del Fronte nazionale e figlia del fondatore Jean-Marie Le Pen, che parla di successo “storico” e invita i francesi ad amplificare quello che ormai è da tutti definito “effetto bleu-Marine”.

I sondaggi che da mesi danno Sarkozy ai minimi storici e il suo partito fortemente penalizzato dagli elettori, sono stati confermati dal voto. Eppure, parecchie sono ancora le situazioni in bilico sul territorio, con sfide “triangolari” Ps-Fronte nazionale-Ump al secondo turno. E mentre i socialisti hanno invitato già da stasera gli elettori a fare blocco nei cantoni in cui sono in lizza soltanto destra ed estrema destra, invitando a votare Ump, altrettanto non è stato fatto dal partito di governo. Il quale, attraverso il suo presidente Jean-Francois Copè, ha fatto sapere subito di non aver intenzione di aderire ad alcun “fronte repubblicano”, lasciando i propri elettori liberi di scegliere. Un atteggiamento che socialisti e Verdi (fermi al 7-8% stasera) hanno definito “irresponsabile”.

Segnale ulteriore del disagio della maggioranza è stato il comunicato diffuso in serata dal primo ministro, Francois Fillon, in cui si deplora l’atteggiamento di chi non è andato alle urne e si invita alla mobilitazione per il ballottaggio. Esortando tutti a votare rimanendo “lontani dalle posizioni demagogiche”.

Se qualcuno aspettava un effetto-Libia che rovesciasse la logica dei sondaggi in favore di Sarkozy, è stato deluso. Troppo pochi i quattro-cinque giorni di ritrovato fulgore della diplomazia francese, giunti dopo mesi di incertezze e gaffes che si sono sommate agli scandali che hanno visto coinvolti ministri e personalità vicine a Sarkozy. Mancano più di 12 mesi alla sfida per la riconferma all’Eliseo ma per Sarkozy la strada appare più che mai in salita, dopo i sondaggi che lo davano fuori al primo turno e superato da Marine Le Pen. Stasera, fra i pochi che hanno già portato a casa un risultato, l’inaffondabile Bernadette Chirac, ex premiere dame che si è vista rieleggere a furor di popolo nel feudo di famiglia, la Correze.