Misfatto

Tardivo amore libico (parte seconda)

“Non lo vorrei disturbare, preferisco non chiamarlo….”

Ai margini di Sanremo, nei bagliori dolorosi
Di questa sanguinosissima rivoluzione libica
Un uomo, che ingiustamente si ritiene senza cuore
Espresse con poche frasi una intenzione discreta.
Fu frainteso come sempre, e l’espressione fu intesa
Come appoggio al dittatore. La frase invece significa
Ben altro: evidentemente sono parole d’amore
Dietro le quali si legge un drammatico segreto.
Perché l’amore non c’entra con la cronaca e la Storia.
Ecco il pensiero completo, che resti nella memoria:

Non ti vorrei disturbare,
Preferisco non chiamarti,
Però continuo a sognarti,
Non ti so dimenticare.
Tu rondine d’oltremare,
Io gabbiano d’occidente.
Ti penso continuamente.
E tu, mi senti nel vento?
Anche soltanto un momento,
mentre bombardi la gente?

Mi pensi, tra vento e mare,
sparando sui funerali?
Mi pensi, tra i generali?
Mi pensi, tra i mercenari?
Ma non vorrei disturbare
Preferisco non chiamarti.
Mando una stella a cercarti
Sperando che ti raggiunga.
Mi insegnasti il bunga bunga,
come potrei non amarti?

Ripenso in continuazione
Ai tuoi piedi profumati
Ai riccioli impomatati
Con il grasso di montone.
Mi pensi, se l’aviazione
Incomincia a mitragliare?
Mi seguita ad eccitare
Il tuo modo di eccitarti.
Ma non voglio disturbarti
Preferisco non chiamare.

Mi pare soltanto ieri
Che ti baciavo le mani.
Leggeri, senza domani,
vestiti da cammellieri
all’ombra dei tuoi guerrieri.
Che poi erano guerriere!
Ah, deliziose pantere!
Ma non ti voglio chiamare
Non ti vorrei disturbare.
Mi manchi, tutte le sere.

Te lo ricordi Frattini,
che non voleva spogliarsi
e seguitava a mangiarsi
con gli occhi quei soldatini?
E te lo ricordi Fini
Che ti aspettò per due ore
Insieme a quei senatori?
Ormai non lo vedo più.
Avevi ragione tu,
è un viscido traditore.

Ti ricordi Capezzone,
che disse “sei molto brutto,
ma sono disposto a tutto”?
Che notti, sotto il tendone!
Ricordi l’eccitazione
Di Bondi, che volle andare
Coi berberi a galoppare
E ritornò così tardi?
Ma non voglio disturbarti,
preferisco non chiamare.
Dio sa se vorrei gridare
Quest’ansia di ritrovarti.
Ma non voglio disturbarti,
Preferisco non chiamare.

Pensami davanti al mare
Insanguinato. Se parti
Sappi che saprò aspettarti
Finché vorrai ritornare.
Ma non voglio disturbare
Preferisco non chiamarti.

Ps:
(naturalmente, amor mio,
lo sai che ti tradirò.
Sai che ti rinnegherò,
sennò non sarei più io.
E presto ti dirò addio
E andrò dove devo andare.
Sarebbe cortese fare
Il gesto di salutarti:
ma non voglio disturbarti
preferisco non chiamare).