Giustizia & Impunità

Il verbale di Maria: “Il presidente disse facciamo bunga bunga e loro si spogliarono”

Maria Makdoum è nata a Torino il 21 ottobre 1990. E nel capoluogo piemontese vive con i genitori. Dal curriculum sforna un diploma  turistico aziendale. Nel 2009 lavora come hostess su alcuni navi da crociera. Tra i suoi amici annovera Carlo Ferrigno, ex prefetto indagato per reati sessuali. Anche lei ha partecipato a una delle feste di Arcore e descrive il bunga bunga in maniera assolutamente analoga a quanto fatto dalla testimone TM, amica di Nicole MInetti presente a villa San Martino in una data diversa. Una testimonianza, insomma, riscontra l’altra. Ma ecco il verbale di Maria del 15 gennaio scorso, quando la ragazza viene interrogata dai magistrati della procura di Milano.

DOMANDA: Lei da quanto tempo conosce Carlo Ferrigno e perché le ha regalato questo cellulare? , .

RISPOSTA: L ‘ho conosciuto nel 2009, me lo ha presentato una mia amica che che si chiama FJ, che vive a Torino, e poi io ,e lui siamo diventati amici.

DOMANDA: Lei è mai stata ad Arcore.. nell’abitazione privata del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi?

RISPOSTA: Sì.

DOMANDA: Ci raccontti quando c’è andata, perché c’è andata, chi l’ha fatta andare, che cosa ha fatto e che cosa ha visto.

RISPOSTA: Ho conosciuto Lele Mora a una serata a cui ho partecipato a Milano, precisamente presso il ristorante Giannino, e lo stesso mi chiese subito se volevo entrare a far parte della sua agenzia: a giugno 2010 ho incontrato Lele Mora per la prima volta a casa sua, a Milano in viale Monza numero 9, e mi chiese se mi volevo trasferire a Milano e vivere presso la sua stessa abitazione. Poi mi ha richiamato e quando l’ho incontrato nuovamente, la prima settimana di giugno 2010, mi chiese se ero interessata a partecipare a una serata ad Arcore presso la residenza del Presidente del Consiglio e mi chiese anche se sapevo ballare la danza del ventre. Siccome io sono di nazionalità araba risposi che so ballare la danza del ventre. Io mi trasferii a casa di Lele Mora in quanto lui mi disse che avrei potuto fare parte del suo harem, questa fu proprio l’espressione che usò Lele Mora, promettendomi che avrebbe fatto in modo di farmi partecipare a qualche trasmissione televisivo. Io non avendo in quel periodo, come vi ho precisato poc’anzi, nessun lavoro, nessuna proposta che mi veniva dai settori che più mi interessavano: moda, spettacolo e quant ‘altro, ovviamente accettai la proposta di Lele Mora e quindi mi trasferii a casa sua, dove sono rimasta in maniera continuativa dal mese di giugno a fine agosto, sempre 2010. Preciso anche che quando mi sono trasferita a Milano a casa di Lele Moro per un periodo ho vissuto proprio nel suo appartamento, dopodiché si era liberato un immobile che è suo, che è nello stesso stabile dove abita, e lì io mi sono trasferita, dove io ho vissuto da sola, come ho detto, fino a fine agosto, Come dicevo, quindi, Lele Mora mi disse che mi avrebbe portato a casa del Presidente del Consiglio, dove non mi disse altro se non il fatto che avrei dovuto fare la danza del ventre. Tanto che fu lui stesso a procurare un vestito adatto all’occasione. In particolare un vestito blu metallizzato, composto da due pezzi: reggiseno e la parte che mi copriva dal busto fino ai piedi, lasciando ovviamente scoperto l’addome perché è proprio la parte che deve essere esibita per la danza del ventre. Ricordo perfettamente il giorno in cui io mi sono recata ad Arcore, con le seguenti modalità: il giorno esatto non lo ricordo, era sicuramente luglio. Lele Mora non mi aveva detto che ci sarebbero state altre ragazze che avrebbe portato ad Arcore, tant’è che io me ne sono resa conto quando, partendo da Monza, oltre me già al portone erano presenti altre ragazze, saranno state una decina, tant’è che per arrivare ad Arcore sono state utilizzate più autovetture. Io ho preso posto in un’autovettura guidata da un autista e insieme a me vi era un’altra ragazza a nome Carmen di origine venezuelana. Lele Mora viaggiava su un’altra auto, poi c’era un Range Rover e la macchina dov’ero io. A bordo dell’autovettura di Lele Mora c’era una ragazza a nome Fio, che io ho riconosciuto perché aveva fatto la trasmissione televisiva “La pupa e il secchione ” e Francesca Cipriani, altra persona a me nota perché ha fatto delle trasmissioni televisive, cioè “Il grande fratello” e “La pupa e il secchione”, eccetera; mentre invece presero posto nel Range Rover altre ragazze che io però non conoscevo. Io indossavo dei vestiti normali e avevo con me la borsa con il vestito che avrei dovuto indossare per la danza del venire; anche le altre ragazze indossavano vestiti normali

DOMANDA: Tutte le macchine sono partite insieme, eravate incolonnati in pratica?

RISPOSTA: Si, eravamo incolonnati e tutte e tre le autovetture sono arrivate ad Arcore, Preciso che però durante il tragitto, cioé prima di arrivare ad Arcore, si sono materializzate, uscendo da una strada laterale, delle autovetture con i contrassegni della Polizia di Stato che ci hanno scortato fino ad Arcore.

DOMANDA: Quante autovetture della Polizia erano? E lei è, sicura che i contrassegni erano quelli della Polizia di Stato? Lei è in grado di distinguere un ‘autovettura della Polizia piuttosto che una della Guardia di Finanza o dei Carabinieri?

L’Ufficio mostra alla Teste un modellino di macchina con i contrassegni della Polizia di Stato…

RISPOSTA: No, non era un’autovettura con i contrassegni della Polizia di Stato, cioè di colore blu con l’indicazione Polizia, bensì una macchina normale con sopra il tetto un lampeggiante. Il fatto che si trattasse di una macchina della Polizia mi fu detto dall’autista, perché io gli chiesi “Ma questa macchina ci sia scortando?” e l’autista mi rispose “Si”. Tant ‘è vero che questa autovettura ci scortò effettivamente fino all’entrata della villa del Presidente Berlusconi ad Arcore. Si trattava di una sola macchina, che si mise avanti al convoglio. Autovettura che si posizionò avanti alle tre autovetture che erano incolonnate una dietro l’altra. Una volta arrivati ai cancelli noi siamo scesi dall’auto e a piedi siamo entrati nella villa, mentre invece le macchine con gli autisti sono rimaste fuori, fuori nel senso che però entrarono nel cortile della villa. Entrò anche dentro al cancello della villa l’autovettura con il lampeggiante che ci aveva fatto da scorta fino Arcore, ci fecero accomodare tutte in giardino, con noi era presente Lele Mora ed Emilio Fede, che però era già in villa, mentre invece il Presidente Berlusconi ci dissero che era nel suo ufficio. Siamo rimasti in attesa in giardino, quasi tre quarti d’ora, ci hanno offerto da bere e cose del genere. Siamo arrivati intorno alle ore 20.00/20.15, c’era ancora la luce dei giorno perché, lo ripeto, non ricordo esattamente lo giornata ma era nel mese di luglio, ricordo che faceva molto caldo. Dopo circa tre quarti d’ora venne in giardino il Presidente del Consiglio, si presentò soprattutto a me e alle altre ragazze che non conosceva, dopodiché fummo introdotte all’interno della villa, in una stanza, dove lui cominciò a raccontare barzellette e altre amenità del genere. Preciso che quando eravamo in giardino in attesa, io e le ragazze che erano arrivate con Lele Mora, sopraggiunsero ulteriori ragazze, circa una decina, in ordine sparso, nel senso che ne sono arrivate prima due, poi tre, poi altre due; alla fine eravamo circa una ventina di ragazze.

DOMANDA: Tra le ragazze che sono arrivate in ordine sparso lei ha riconosciuto qualcuno nota perché aveva partecipato a trasmissioni televisive o che lei aveva incontrato in bar o ristoranti a Milano o Torino?

RISPOSTA: Le gemelle De Vivo, che lo ho riconosciute subito perché anche queste ultime avevano fatto una trasmissione televisiva. Le altre non le conoscevo. Erano di varie nazionalità, quasi tutte, straniere. Quando siamo entrate nella villa siamo scese, abbiamo sceso una scala e siamo entrate in una sala dove c’era un tavolo preparato per la cena, dove ognuno di noi si è seduto.

DOMANDA: I posti chi li ha stabiliti?

RISPOSTA: Ognuno di noi si è seduto dove voleva. Mentre invece il Presidente ha voluto vicino a sé Nicole Minetti, che mi sono dimenticata prima di indicare, che non è arrivata con noi, bensì in un momento successivo; anche lei l’ho riconosciuta perché l’ho vista tante volte in televisione, sui giornali. Quando la cena è terminata il Presidente più o meno testualmente disse “E ora facciamo il Bunga Bunga” e spiegò anche in che cosa consisteva questo Bunga Bunga. Io non ricordo esattamente le sue parole, il senso del discorso era molto chiaro, cioè che il Bunga Bunga era qualcosa di sessuale e che chi avrebbe aderito al Bunga Bunga avrebbe potuto poi “mangiare” o ricevere qualcosa in cambio. Scendemmo quindi in una sala molto grande, che più né meno rappresentava una piccola discoteca, in mezzo c’era il palo della lapdance, vi era un DJ, del camerieri che servivano alcolici, luci soffuse, delle poltroncine dove noi ci siamo sedute. Dopodiché Lele Mora si è avvicinato a me e mi ha detto “Ora cambiati, cosi fai la danza del ventre”. Mi sono stati indicati dei bagni, dove io ho indossato il vestito che appunto mi aveva procurato Lele Mora e sono tornata in sala, dov’era stato messo un CD con musica appropriata per lo danza del ventre e ho fatto la mia danza, che é durala 4/5 minuti. Sono stata applaudita, mi hanno fatto i complimenti, dopodiché mi sono andata a cambiare e mi sono rimessa i vestiti che avevo. Devo precisare che né Lele Mora né le altre ragazze presenti mi avevano detto che cosa sarebbe successo dopo lo mia danza del ventre, quindi ero del tutto impreparata alle scene; che ora racconterò, che ho visto successivamente. Subito dopo di me è stata cambiata la musica e le due gemelle De Vivo, che erano in pratica in mutande e reggiseno, hanno cominciato a ballare in maniera hard, avvicinandosi al Presidente, che le toccava e le ragazze toccavano il Presidente nelle parti intime, e si avvicinavano anche a Emilio Fede che analogamente toccava loro il seno, altre parti intime: mentre invece Lele Mora era li seduto. Subito dopo le De Vivo, la ragazza brasiliana, che io non conoscevo, ha ballato il samba, sempre però in maniera hard, con le mutandine tipiche della samba brasiliana, ovvero perizoma e striscette laterali. Anche lei si avvicinava al Presidente, che le toccava il seno e altre parti intime. E la stessa cosa faceva questa ragazza brasiliana al Presidente; anche ad Emilio Fede, ma di più al Presidente. Sia la danza delle De Vivo sia la danza della ragazza brasiliana è durata non più di tre minuti, cioè in pratica il tempo della canzone. Anche le altre ragazze dopo, anche in insieme, ballavano, facendo vedere il seno il fondoschiena, tutte loro si avvicinavano al Presidente, che le toccava nelle loro parli intime. Viceversa loro toccavano il Presidente o Emilo Fede. Dopodiché Lele Mora si è avvicinato a me e ad altre due ragazze, che insieme a me erano partite da viale Monza per andare ad Arcore, e siamo andati via. Io uso il termine proprio “inorridita”, cioè sono rimasta colpita da quello che ho visto, perché se avessi saputo prima quello che si faceva alla villa non sarei andata, perché il mio unico scopo era quello di fare la danza del ventre e avere l’opportunità per il mio futuro di incontrare il Presidente del Consiglio, che nella mia testa e per quello che mi aveva detto Lele Mora, mi avrebbe potuto aiutare per inserirmi nel mondo, dello spettacolo. Invece quella sera ho capito, e poi mi è stato anche confermato da Lele Mora, che per essere introdotta comunque nel mondo dello spettacolo bisogna pagare il prezzo, che non è altro che quello di vendere il proprio corpo, al Presidente o a Emilio Fede o ad altra gente importante che può frequentare le serate ad Arcore. Devo dire che quando Lele Mora, dai mie discorsi che gli ho fatto successivi a questa serata ha capito che non sarei stata mai disposta a fare questo, sono stata emarginata, non mi ha più proposto serate, non mi ha fatto lavorare ed è venuto meno a tutte quelle promesse che mi aveva fatto prima della partecipazione alla serata ad Arcore. Tant ‘è che io sono rimasta nell’appartamento che mi aveva messo a disposizione fino ad agosto, dopodiché, quando ho capito che non mi avrebbe aiutata in alcun modo, sono ritornata a Torino. Anzi, lui ad agosto mi disse “Guarda, per te non riesco a trovare nessun tipo di lavoro, mi devi liberare l’appartamento entro il 30 di agosto perché lo devo occupare”. Mi disse che lui si sarebbe fatto sentire con me, ma di fatto è sparito dalla circolazione. Mi rendo conto di essere stata un’ingenua, è evidente che LeLe Mora pensava di potermi utilizzare per altri scopi. Quando ha capito che io non sarei stata disposta a farlo mi ha mollato. D ‘altro canto, quando facevamo le serate, lui mi diceva “Ma tu sei troppo timida, tu sei te stessa”, mi faceva capire che non andavo bene.

DOMANDA: Scusi, ma quando lei ha visto che insieme a lei altre ragazze si stavano dirigendo ad Arcore. Non ha intuito che la serata poteva volgere in maniera diversa?

RISPOSTA: No, sinceramente io non immaginavo neanche lontanamente che potesse succedere quello che ho visto verificarsi ad Arcore, il numero delle ragazze l ‘ho immaginato come qualcosa che serviva per rallegrare la serata, con barzellette, eccetera, ma sinceramente quello che io ho visto in modo cosi volgare, hard e di sfondo sessuale era anni e anni lontano da quello che io immaginavo potesse essere una cena a casa di un Presidente del Consiglio.

DOMANDA: Lei di quello che ha visto ad Arcore ne ha parlato con qualcuno?

RISPOSTA: L’ho raccontato nel dettaglio tutto quello che avevo visto ad Arcore al mio amico Carlo Ferrigno, che anzi ho chiamato subito tornata quella sera a di Lele Mora. Faccio una premessa, quando io confidai a Ferrigno che Lele Mora mi avrebbe portato ad Arcore, Ferrigno era contento per me, perché mi rincuorava dicendo “Vedi, allora Lele Mora mantiene le sue promesse, se ti porta dal Presidente del Consiglio, che comunque è il proprietario di Mediaset, vuoi dire che Lele Mora si sta attivando per aiutarti a entrare nel mondo dello spettacolo”. Quando io gli ho raccontato per filo e per segno quello che avevo visto lui è rimasto colpito dal mio racconto, anzi mi ricordo che proferì lo frase “Alla faccia del Presidente”.

DOMANDA: Per la sua comunque andata ad Arcore e per il fatto che ha danzato la danza del ventre, lei ha ricevuto un compenso da parte del Presidente del Consiglio, o tramite Lele Mora o dal Presidente direttamente?

RIUSPOSTA: No, io non ho ricevuto nessun compenso, né dal Presidente del Consiglio né tanto meno da Lele Mora. L ‘unica cosa che ho ricevuto, come tutte le ragazze che parteciparono alla serata, un braccialettino di bigiotteria, di colore blu e un anello uguale. Lo stesso Presidente del Consiglio passava con un vassoio tra le ragazze in discoteca, che eravamo già sedute sulle poltroncine, e ognuno di noi sceglieva tra gli oggetti che erano poggiati sul vassoio. Io scelsi appunto questo braccialettino e questo anello, ma di nessun valore.

DOMANDA: Durante il tragitto in auto da viale Monza ad Arcore lo ragazza che era con lei, cioè quella di origine venezuelana, le ha fatto delle confidenze circa le serate ad Arcore o altre cose del genere?

RISPOSTA: No, peraltro la ragazza venezuelana, come me , era la prima volta che veniva portata ad Arcore, quindi non sapeva neanche lei quello che le aspettava. Faccio presente che molte delle ragazze che erano presenti in quella serata avevano una tale confidenza con il Presidente del Consiglto, e anche con Emilio Fede, ma anche confidenza con lo casa che era evidente, non era certo per loro la prima volta che lì si recavano. Anzi, devo dire che a me stupì il tipo di confidenza che il Presidente del Consiglio aveva con molte delle ragazze presenti.

DOMANDA: Come veniva chiamato il Presidente del Consiglio?

RiSPOSTA: Per esempio Flo, le gemelle De Vivo, una ragazza di origine cubana e la Cipriani lo chiamavano “papi”. Io, per togliermi da qualsiasi tipo di imbarazzo, non mi sono mai rivolta a lui appellandolo “presidente” o tanto meno “papi”, ho fatto finta di niente.

DOMANDA: Lei quanto tempo si è trattenuta ad Arcore?

RISPOSTA: Come ho detto, saremo arrivati là intorno alle 20.15/20.30 e alle 02.00 eravamo già a casa di Lele Mora.