Mondo

A chi troppo e a chi niente

A chi troppo e a chi niente. Da noi neppure i capi di governo plurinquisiti si sognano di lasciare la poltrona. Altrove anche se la moglie ti mette le corna devi gettare la spugna. Nel Regno Unito c’è addirittura un eccesso di dimissioni, con due teste eccellenti che rotolano nel giro di appena 24 ore.

Il primo è Alan Johnson, cancelliere dello Scacchiere del Governo Ombra britannico: si è dimesso perché la moglie lo cornificava con la guardia del corpo addetta alla protezione della sua famiglia quando lui era ministro degli interni del governo Brown. Ha lascaito con una breve lettera al leader del partito laburista Ed Miliband, dove spiega: “Per far fronte a gravi questioni che attengono alla mia vita privata rassegno le dimissioni perché la mia situazione personale non è più compatibile con l’alto ruolo che ricopro”. Johnson, 60 anni, con un passato da postino e da sindacalista, famoso per le sue gaffe e personaggio considerato fin troppo sbarazzino, lascia il posto a Ed Balls e costringe Miliband a un piccolo rimpasto nel Gabinetto Ombra. Nessuno ne piangerà la mancanza perché tutti i commenti concordano nel ritenere l’ex ministro dell’Interno fosse totalmente incopetente nelle questioni finanziarie e quindi in questo momento di crisi economica il Labour è contento di poterlo sostituire.

Anche se la storia delle corna fosse un’utile schermo per mascherare una motivazione politica, quello che colpisce sono le conseguenze di quello che tutti i giornali raccontano come un grande scandalo sessuale.

Poche ore dopo l’annuncio delle dimissioni di Johnson è partito un procedimento disciplinare contro il poliziotto amante, Paul Rice, che rischia di essere sospeso dall’incarico nel giro di 24 ore e verrà molto probabilmente licenziato per condotta riprovevole. Scotland Yard parla di “indiscrezioni che verranno prese molto seriamente”.

Lo scandalo sessuale è considerato grave non tanto per le conseguenze su Johnson, ma perché rischiava di “infangare” l’alta posizione che lui ricopriva.

Situazione diversa ma stessa fine per l’altra testa caduta ieri, quella del portavoce di David Cameron Andy Coulson. L’ex direttore di News of the World si è dimesso dopo essere finito al centro dello scandalo delle intercettazioni illegali condotte dal suo giornale. Cameron ha commentato: “Mi spiace che Andy abbia deciso di dimettersi anche se capisco che a causa delle pressioni su di lui e sulla famiglia si sia sentito costretto a farlo. Mi ha detto che l’attenzione su di lui gli impediva di fare il suo lavoro e cominciava a dimostrarsi una distrazione per il governo”.

Dimissioni pesanti quelle di Coulson, un pezzo grosso, l’uomo comunicazione di Cameron, che ha sempre negato di essere direttamente implicato nelle intercettazioni illegati, eseguite dal tabloid di Rupert Murdoch quando lui ne era direttore,ai danni dei telefonini di attrici, della modella Elle MacPhersone e addirittura dei pincipini William e Harry. Le intercettazioni illegali di News of the World erano emerse nel 2007 e hanno già spedito in galera un giornalista del tabloid, Clive Goodman e un detective privato assunto dal giornale. Ora l’ombra dello scandalo si allunga sul govenro Cameron e solelva “seri dubbi” sul giudizio del Primo Ministro quando ha scelto l’uomo di Murdoch come portavoce. Coulson comunque non è indagato e la sua posizione è stata rimessa in discussione quando la scorsa estate un’inchiesta del New York Times era tornata a tirarlo in ballo come mandante dei metodi illegali per procurarsi scoop.

Le dimissioni di un cornuto e di un non indagato sono un eccesso di correttezza o siamo noi che abbiamo talmente alzato il livello di tolleranza da non stupirci più di niente? Facciamo un esercizio di fantapolitica: cosa sarebbe successo nel Regno Unito se un primo ministro fosse sospettato di aver pagato una minorenne per fare sesso. E se decine di ragazze raccontassero di festini a luci a rosse nella sua residenza. E se….