Cronaca

Emergenza rifiuti: Caldoro scarica tutte le colpe su Comune e Asìa. E ringrazia B.

"Il 95 per cento delle responsbilità di questa nuova crisi natalizia sono dell'amministrazione napoletana e della municipalizzata per la nettezza urbana. Il governo? Ha fatto attività di supplenza su un settore che non è di sua competenza". L'ad di Asìa: "Attacchi ingiustificati e calunniosi"

E’ scontro tra il Governatore Pdl della Campania Stefano Caldoro e l’Asìa, la municipalizzata della nettezza urbana e dei rifiuti di Napoli. La scintilla scocca da alcune dichiarazioni di Caldoro, che (a margine di una conferenza stampa sulla legge di bilancio regionale che annuncia tagli, riduzioni, lacrime e sangue per ripianare buchi e indebitamenti ereditati dall’amministrazione Bassolino) afferra la scontata domanda sulle colpe dell’emergenza rifiuti natalizia a Napoli per attribuirne la responsabilità all’Asìa.

“Il 95% delle responsabilità e delle competenze è del Comune di Napoli e dell’Asìa. Questo è un dato tecnico – sostiene il Governatore – non una polemica politica”. Anche se a volere essere pignoli è difficile dimenticare che la giunta comunale è di centrosinistra e tra pochi mesi Napoli sceglierà un nuovo sindaco che prenderà il posto della democratica Rosa Russo Iervolino. E perché è colpa dell’Asìa? “Perché – risponde Caldoro – loro gestiscono gli stir e le discariche, oltre a fare spazzamento e conferimento”. E se la provincializzazione pesa sul Comune, dunque “il 95% del sistema è in testa al Comune”. In effetti due stir su tre della provincia, oltre alle discariche di Terzigno e di Chiaiano, sono gestiti dall’Asìa o da società collegate. Fanno eccezione il termovalorizzatore di Acerra, che per Caldoro “funziona bene” e lo stir di Caivano.

Dunque, secondo il presidente della Campania “il Comune di Napoli quando chiede, chiede a se stesso, ai suoi. E’ lui l’interlocutore di se stesso”, e le crisi scoppiano “perché secondo me Asìa non può fare tutte queste cose, non può pensare di gestire cose che non deve gestire. Deve fare la raccolta? Faccia la raccolta. Ma ogni crisi nasce da una crisi Asìa, da una loro incapacità a risolvere esigenze organizzative, e non per responsabilità dei singoli dirigenti, persone competenti, ma proprio perché fanno troppe cose e non ce la fanno. E ci sono motivi storici: l’azienda è super indebitata, ha mezzi insufficienti, compattatori non adeguati, pale troppo piccole per la raccolta, difficoltà ad amministrare competenze che non sono sue”.

Caldoro ‘assolve’ il governo Berlusconi: “Lo ringrazio, ha fatto attività di supplenza che non competevano all’esecutivo. Anche noi della Regione stiamo svolgendo attività che non ci competono, bisogna farlo capire alla gente. E stiamo intervenendo per risolvere i problemi, garantendo i flussi dei rifiuti e in qualche caso anche flussi in più che il Comune di Napoli non è riuscito a utilizzare, per uno sciopero selvaggio o per carenza di mezzi o perché i punti di conferimento erano troppo lontani. Ma sinora Napoli aveva resistito, era tornata quasi pulita con sole 300 tonnellate di immondizia per le strade. Poi – afferma il Governatore – per uno sciopero selvaggio, il blocco di una notte, il blocco parziale di un’altra notte, siamo tornati a 2000 tonnellate. Cose che non accadono in nessuna metropoli, forse solo a Manhattan, ed è uno scandalo mondiale. Abbiamo fatto un esposto in Procura. Che ruolo ha avuto la camorra? Non ho elementi di giudizio, ma certi fattori sicuramente influiscono, pesano. Così forse si spiegano le gomme bucate dei compattatori, le aggressioni agli autisti della scorsa notte”.

A stretto giro di agenzia arriva la replica dell’amministratore delegato di Asìa, Daniele Fortini: “Non so chi dia queste informazioni al presidente Stefano Caldoro e mi dispiace che questo accada. Vedo che ci sono untori che inducono autorità così degne all’errore. Anche da parte nostra non c’è alcun intento polemico – spiega all’agenzia Agi Fortini – Asìa gestisce solo la raccolta a Napoli e ha la conduzione tecnica della discarica di Terzigno. Gli stir di Giugliano e Tufino sono gestiti dalla Provincia dal primo dicembre, l’impianto di Caivano è gestito da Partenope Ambiente come l’impianto di Acerra. Ogni volta che Acerra non funziona, Asia prende uno schiaffo”.

“Il presidente dovrebbe sapere – prosegue – che non c’entriamo con gli altri 91 comuni della provincia, dove ci sono quantitativi di rifiuti non raccolti in aumento, mentre a Napoli i cumuli decrescono, con fatica, ma si riducono. In tutta l’area napoletana la raccolta differenziata è al 5% mentre a Napoli è al 19%”. Quanto all’accusa di essere pieni di debiti, Fortini risponde che “in percentuale sul fatturato, Asìa è meno indebitata della Fiat, meno delle banche e contiamo di chiudere il bilancio 2010 in pareggio, senza contare – dice – che per un anno Asìa ha fatto da banca a Sapna (la societa’ della Provincia per la gestione del ciclo dei rifiuti, ndr.) per gli impianti di Giugliano e Tufino, anticipando 11,5 milioni di euro e ricevendo un acconto di 10 milioni a novembre scorso”.

Fortini non esclude azioni di tutela: “Sembra quasi che Caldoro voglia invitarci ad andare dai magistrati per tutelarci e non escludo che bisogna farlo. Sono attacchi ingiustificati e calunniosi, senza fondamento. La nostra unica preoccupazione è fare il nostro lavoro e sapere dove possiamo conferire i rifiuti”.