Cronaca

Il figlio di Bassolino indagato nell’operazione per truffa aggravata su operazioni finanziarie

Le operazioni di finanza finite nel mirino della polizia tributaria sono state stipulate dal 1999 in poi da Regione Toscana, Comune di Firenze e altre tre amministrazioni comunali del Fiorentino

Antonio e Gaetano Bassolino

Gaetano Bassolino, figlio dell’ex presidente della Campania, è finito nel registro degli indagati dell’operazione Swap condotta dalla guardia di finanza ai danni di istituti di credito per truffa aggravata su operazioni finanziarie.

La guardia di finanza ha disposto il sequestro preventivo per un importo di circa 22 milioni di euro. Nel mirino sono finite Merryll Linch di Dublino, Deutsch bank di Londra, Ubs di Londra, Natixis Sa di Parigi, Dexia Crediop (già Dexia) di Roma e Monte dei Paschi di Siena. Complessivamente sono 22 gli indagati, tra funzionari e dipendenti degli istituti di credito oltre a consulenti esterni. Tra questi figura Gaetano Bassolino, figlio dell’ex governatore della Campania, Antonio Bassolino. L’iniziativa parte dall’inchiesta fiorentina sugli swap stipulati da Regione Toscana e quattro Comuni, tra cui Palazzo Vecchio.

Le operazioni di finanza finite nel mirino della polizia tributaria sono state stipulate dal 1999 in poi da Regione Toscana, Comune di Firenze e altre tre amministrazioni comunali del Fiorentino (Campi Bisenzio, Tavarnelle e San Casciano Val di Pesa). Per un importo di oltre 1,4 miliardi di euro.  Il reato ipotizzato nei confronti degli istituti di credito è la truffa aggravata. L’ inchiesta è coordinata dalla procura di Firenze. Secondo quanto spiegato dalle fiamme gialle “oltre a profitti illeciti acquisiti ingiustamente dalle banche, è stato stimato che le perdite che gli enti interessati hanno accumulato, in conseguenza della sottoscrizione dei citati contratti derivati, ammontano a circa 123 milioni di euro”.

Le indagini, coordinate dal pm Luca Turco, si sono concentrate sull’individuazione e la quantificazione delle cosiddette commissioni implicite e le somme sequestrate ai sei istituti di credito (circa 22 milioni di euro) rappresenterebbero l’illecito profitto accumulato dalle banche. La Gdf ha spiegato che i contratti, stipulati a partire dal 1999, hanno un valore di riferimento complessivo pari a un miliardo e 400 milioni di euro (728mila sottoscritti dal Comune di Firenze e 625mila dalla Regione Toscana). Sempre secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, sono state svolte perquisizioni anche ad amministratori pubblici, che pero’ non risultano indagati.

Nell’inchiesta, oltre a Bassolino, sono emersi vari personaggi in qualche caso già noti alle cronache giudiziarie. Tra questi Gianpaolo e Maurizio Pavesi e della Fincon di Napoli e Borrega Daniele.