Politica

Berlusconi: “Se no da Consulta farò vergognare giudici”

Intervista a tutto campo al presidente del Consiglio che annuncia la volotntà di inserire limiti alle intercettazioni nella riforma della Giustizia. Inoltre, dice: "Il Pdl cambierà nome" e potebbe essere guidato "da una donna"

“Se il legittimo impedimento sarà bocciato io continuerò a governare, scenderò in piazza, andrò nelle tv mi difenderò e farò vergognare i giudici”.  Silvio Berlusconi annuncia la battaglia in caso del no da parte della Consulta e torna sulle intercettazioni: “Le intercettazioni sono una patologia” perché i cittadini non possono essere sicuri di parlare tranquillamente al telefono, “questo è qualcosa che vogliamo cambiare con la riforma della giustizia”. Il Cavaliere interviene a Matrix, la trasmissione di Canale 5. Il premier ha affrontato a tutto campo i temi dell’agenda politica del paese, rispolverando anche i vecchi slogan contro i comunisti, l’odio nei suoi confronti. Dalle feste con le ragazze, bollate come “non disdicevoli”, alle manifestazioni degli studenti “quelli veri non protestano”, il Cavaliere ha avuto modo di esprimersi liberamente praticamente senza alcun contradditorio. E ha annunciato che il Pdl “cambierà nome e sarà di una sola parola”. Inoltre alla guida del prossimo partito come successore potrebbe esserci una donna: “Perché no? Non escluderei che anche in Italia ci possa essere un primo ministro donna”, ha detto. Mentre delle parole di gradimento a favore del sindaco di Firenze, il rottamatore Matteo Renzi, espresse dalla figlia Barbara, il premier dice: “Vorrebbe che venisse nel Pdl”.  Sulla visita ad Arcore di Renzi, il premier, rivela: “E’ venuto da me e mi ha chiesto di incontrarmi per un problema che riguarda la sua città e che probabilmente posso risolvere: tassare con un euro al giorno i turisti, cosa che esiste già a Roma e quindi credo che sia assolutamente logico farlo per Firenze e Venezia”.

L’argomento più sentito è la Corte Costituzionale e la magistratura. “Nel nostro Paese la sovranità non appartiene al popolo, come dice la Costituzione, ma ai pm della sinistra. Se oggi il Parlamento approva una legge – prosegue – che viene firmata dal capo dello Stato, ma questa non piace ai giudici di sinistra, loro la impugnano e la portano davanti alla Consulta, dove la maggioranza è fatta da magistrati di sinistra nominati dai precedenti capi dello Stato. Quindi, la Consulta abroga una legge voluta dal Parlamento che rappresenta la sovranità popolare”. Anche perché, dice il premier, “io voglio continuare a governare: Lascerò quando gli italiani chiederanno di sostituirmi”. Da parte di alcuni pm c’è “un’associazione per fare qualcosa che non si dovrebbe fare”.  Il premier ha definito “una cosa drammatica” che “in un processo ancora in corso un pm, che se ne è vantato ed è stato applaudito, si sia inventato che la corruzione si perfeziona quando si inizia a spendere. Ma la cosa incredibile – ha aggiunto – è che collegi di primo, secondo e in parte di terzo grado abbiano asseverato questa tesi”.

“Ieri sera c’è stata una cena a Villa Gernetto che sarà la futura università del Pdl con degli imprenditori. C’è stato uno spettacolo straordinario con il mago Silvan e tanti cantanti famosi la serata si è prolungata fino alle due e mezza di notte. Sapete qual è il rimprovero che hanno fatto non a me ma all’organizzatore dell’iniziativa che mi era seduto accanto? Lo hanno rimproverato perchè non ci fossero le ragazze”, ha ironizzato Berlusconi bollando le feste con minorenni, ministre e ragazze come “tutte infamie. Io penso che non ci sia nulla di disdicevole se una volta al mese di solito l’ultimo sabato, come faccio io organizzo una cena con gli amici che mi vogliono bene e anche con la presenza di esponenti dell’altra metà del cielo”.

Obbligatorio anche un passaggio sulle manifestazioni degli studenti critici nei confronti della riforma Gelmini. E il premier non cambia tono, rispetto alle settimane passate in cui si scagliò contro quanti scesero in piazza perché, disse, “gli studenti veri sono a casa a studiare”.  In piazza, afferma a Matrix, “ci va una minoranza di studenti o pseudo studenti mentre nelle università le elezioni vanno avanti e ci sono anche molti rettori che sono a favore della riforma”.  Per il premier “un governo democratico come noi siamo accetta il dissenso anche nelle manifestazioni pubbliche di piazza, però non devono essere portatrici di violenza e danni per gli altri”. Anche perché a suo avviso la “nostra riforma favorisce gli studenti”. Ma “è stata spiegata male, all’incontrario. Questa riforma – prosegue – impedisce sprechi e privilegi, blocca la parentopoli che permetteva ai rettori di fare cattedre per familiari e amici degli amici. Premia il merito di professori e studenti”.

“Lo sapete perché nessuna impresa investe nelle università? – chiede il premier – È perché i nostri atenei non producono studenti capaci di entrare subito nel mondo del lavoro”. Al conduttore che gli fa notare però come ci sono moltissime persone contro questa riforma, il Cavaliere risponde: “Ci sono moltissimi studenti che vanno all’università dove si svolgono regolarmente le lezioni, e le aule sono piene”.

Il Cavaliere parla anche di Nichi Vendola. “Lui è un affascinatore, è molto bravo e usa immagini che colpiscono ma non è in grado di gestire un governo e rappresentare l’Italia sulla scena internazionale”, ha detto Berlusconi.  “Perché è così, come lo vedete. Io – aggiunge – sulla scena internazionale sono in grado di far siglare accordi non solo perché sono un uomo politico e basta ma perchè sono me stesso e conto sulla mia personalità”. Il premir spende parole in difesa al ministro della cultura. “Sandro Bondi è vittima dell’antiberlusconismo, ma è la persona più onesta intellettualmente che io conosca”, dice.

Infine un’ultima battuta riservata al Milan e all’acquisto di Antonio Cassano dalla Sampdoria. “Sono presidente onorario del Milan: i soldi ce li metto io, ma non conto nulla.  Non sono capace di comandare, qualche volta riesco a convincere”.