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Al-Qaeda, il nucleare e l’ipocrisia di Ankara <br>Le preoccupazioni di Frattini espresse a Gates

Le preoccupazioni italiane per la situazione in Somalia e i soldi dati al governo transitorio per pagare le forze di sicurezza, ma anche quella verso il doppio gioco di Ankara. Questi sono i contenuti del cablogramma diffuso dal Guardian e da Wikileaks che riguarda la visita del Segretario alla Difesa americano Robert Gates, ex capo della Cia, in visita da Franco Frattini lo scorso 8 febbraio.

Il capo della Farnesina ha proposto di migliorare la coordinamento tra forze militari e civili ai livelli maggiori della Nato, e ha sollevato la prospettiva di una collaborazione nei progetti locali sul confine tra Iran e Afghanistan. L’italiano ha proposto di convertire la coltura di papavero da oppio, da cui si ricava l’eroina che porta molti ricavi ai talebani, in campi di ulivi. Frattini vorrebbe maggior attenzione sull’agricoltura e l’istruzione e si è detto frustrato dai colloqui sulla sicurezza dei ministri della difesa. Gates ha ringraziato Frattini per la promessa dell’invio di più truppe.

L’Iran sta giocando due ruoli su questo piano. Da una parte sostiene il governo afghano, ma dall’altro mina la stabilità delle forze Isaf. Il ministro degli Esteri italiano notava come la comunità internazionale si stesse allineando contro l’Iran e ha incoraggiato una migliore coordinazione tra le nazioni al di fuori del consiglio di sicurezza dell’Onu. Il Segretario alla Difesa ha messo in allerta sulla proliferazione nucleare che dall’Iran si sarebbe diffusa nel Medio Oriente e con probabili guerre. Dopo un incontro con l’omologo russo, Frattini ha detto a Gates di credere che la Russia avrebbe supportato le sanzioni contro l’Iran, mentre era incerto sulla collaborazione di Cina e India, che non volevano danneggiare la società civile iraniana. Ha quindi proposto di coinvolgere Arabia Saudita, Turchia, Brasile, Venezuela ed Egitto, anche se era perplesso dal doppio gioco di Ankara. Perciò ha anche suggerito incontri informali con gli Stati del Medio Oriente, che sarebbero più abili nelle trattazioni con l’Iran.

Un’altra preoccupazione espressa da Frattini riguarda la situazione nel Corno D’Africa, in Somalia e in Yemen, dove al-Qaeda e al-Shabab hanno preso il sopravvento. Dopo un incontro col capo del governo transitorio somalo Sharif, che si è lamentato di non poter pagare le forze di sicurezza dalla fine di febbraio, Frattini ha detto di aver incoraggiato la presidenza dell’Unione europea e proposto una conferenza sulla sicurezza nel Corno d’Africa. L’Italia finanza il governo transitorio somalo, ha detto Frattini.