Cronaca

Boscoreale, Terzigno e adesso Benevento<br/>Contestazioni e scontri sui rifiuti

Non si ferma la protesta contro l'apertura di una nuova discarica. Intanto l'esecutivo si riunisce per trovare una soluzione all'emergenza

Dieci molotov sono state trovate e sequestrate dalla polizia nei pressi del presidio dei comitati anti-discarica di Terzigno in via Panoramica, il quertier generale della protesta. Gli ordigni artigianali sono stati distrutti dalle forze dell’ordine. E’ questo l’ultimo episodio della battaglia, dopo l’ennesima notte di scontri e distruzioni a Boscoreale e Terzigno. E nel giorno in cui il governo ha programmato un vertice per risolvere l’emergenza, esplodono nuove proteste nel beneventano. Durante la notte, uno dei manifestanti di Boscoreale è stato arrestato. Si tratta di Gennaro Greco, 52 anni, di Boscoreale, accusato di resistenza a pubblico ufficiale, detenzione di materiale esplodente, adunata sediziosa e danneggiamento. Nessun camion di rifiuti è riuscito a sversare i rifiuti a causa delle barricate alzate dai manifestanti. All’origine della rabbia degli abitanti, i gravi disagi provocati dalla discarica Sari, nel Parco nazionale del Vesuvio, e l’annunciata apertura del secondo sversatoio, il più grande d’Europa, in località Cava Vitiello. Mentre questa mattina

La situazione fuori da Terzigno, negli altri comuni del napoletano, appare drammatica. In via Passanti, a Boscoreale, una folla di oltre duecento manifestanti ha dato fuoco a cinque compattatori. Alla rotonda Panoramica, dove si erano radunate oltre mille persone, la protesta è durata tutta la notte. Molti i giovani che hanno preso parte agli scontri lanciando razzi contro le forze dell’ordine che hanno risposto con cariche. “La polizia ci ha caricato – denuncia un manifestante – mentre eravamo nel gazebo allestito sulla strada. Non stavamo facendo niente, abbiamo subito una violenza gratuita”. L’episodio viene confermato dai giornalisti presenti sul posto, che hanno riferito di essere “stati colpiti da agenti con manganelli e scudi nonostante avessimo specificato di essere lì per lavoro”. Per ore uomini in assetto antisommossa si sono fronteggiati con la frangia dei manifestanti più violenta, nascosta nelle zone più a sud della rotonda. “Siamo gente perbene – hanno gridato i dimostranti alla polizia – dovreste difendere noi dai disastri di queste discariche e invece siete dall’altra parte. Noi siamo contro la camorra che è l’unica ad avere interesse a far aprire le discariche”. Questo, a Terzigno però, è solo il momento degli scontri.

Le Tensioni e gli scontri adesso si spostano nel beneventano. Una sessantina di manifestanti e i le forze dell’ordine sono arrivati a un corpo a corpo davanti alla discarica di Sant’Arcangelo Trimonte. Un manifestante è rimasto ferito lievemente a una gamba negli scontri manifestanti, ed è stata già soccorsa da un’ambulanza el 118. Assieme ai cittadini, alcuni sindaci e consiglieri comunali dei piccoli centri del napoletano hanno bloccato sette autocompattatori provenienti dal Napoletano. “Non vogliamo la spazzatura di Napoli” urlavano i manifestanti, mentre un monaco con il rosario tra le mani ha recitato preghiere. Dopo l’interznto della polizia e dei carabinieri, i mezzi che trasportavano rifiuti sono riusciti a sversare nell’impianto indicato dal presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro.