Scuola

La scuola la gestiamo noi (furbi)

Spesso sono pochi furbetti a gestire la scuola e genitori, studenti e insegnanti onesti non riescono ad intervenire davvero, soprattutto sull’aspetto finanziario, anche quando avrebbero la possibilità di influire sulle scelte scolastiche.

Come noto, infatti, tali componenti possono eleggere i loro rappresentanti nei Consigli di Circolo e di Istituto, ma vi sono nella legge istitutiva dei decreti delegati gli spiragli perché i più furbi divengano i padroni della scuola, soprattutto in quegli Istituti il cui budget è significativo (ormai sempre meno) o che riescono a partecipare a progetti finanziati in modo sostanzioso.

Dato che è in corso l’elezione dei componenti di Circolo e di Istituto giunti a scadenza triennale, nonché l’elezione annuale della componente studentesca nelle scuole di secondo grado, vediamo come difendersi dagli artifici più diffusi usati da persone poco corrette sfruttando le pieghe della legge. Nonostante una certa lunghezza inevitabile, non pretendo di esaurire l’argomento.

I nemici principali delle democrazia scolastica sono due:

1) la gestione dell’assemblea di Istituto da parte del dirigente scolastico scorretto

2) l’assenza di incompatibilità, per cui il controllato può coincidere con il controllore

Consegue:

1) E’ vero che il presidente del Consiglio d’Istituto è un genitore, ma la sua elezione nell’ambito del Consiglio viene spesso pilotata con il metodo usato da molti presidi anche in Collegio docenti per far passare decisioni che non supererebbero facilmente la discussione e il voto democratico: la frase magica “Approvato all’unanimità?”.

E’ ovvio che risulta difficile trovare chi si opponga, visto che teme di trovarsi da solo, e la proposta del preside passa effettivamente all’unanimità. Tale proposta, in Consiglio d’Istituto, potrebbe riguardare proprio il nome del genitore da designare alla presidenza del Consiglio stesso (e i membri della Giunta), una persona amica del dirigente o che questi che pensa di poter più facilmente manipolare o che si sentirà grata per la fiducia accordata, ricambiando alla prossima occasione in cui il dirigente scolastico lancerà una proposta.

Quello che bisogna fare per evitare una simile eventualità è chiedere il voto segreto per tutte le figure da eleggere (la legge lo prevede per le deliberazioni che riguardano persone) e al 99% non ci saranno più risultati all’unanimità. Occorre poi chiedere di volta in volta che sia effettivamente il presidente eletto a coordinare l’assemblea, e non – di fatto – il dirigente scolastico.

2) La legge consente alla stessa persona di far parte di più organismi che intervengono nelle varie fasi degli acquisti: la richiesta, la decisione, la raccolta dei potenziali fornitori, la valutazione delle offerte e infine il pagamento. Ad esempio non si prevedono incompatibilità fra il ruolo in Consiglio d’Istituto e i ruoli di membro dell’Ufficio Tecnico e membro della Commissione Tecnica. Inoltre il collaboratore vicario (vicepreside) può essere candidato nella componente docenti anche se in realtà rappresenta la controparte dei docenti, in quanto all’occorrenza sostituisce il preside e viene scelto proprio da questi.

Poiché il rinnovo dei computer, l’appalto per costruire la nuova palestra o per il servizio mensa, i fondi per il corso finanziato dall’Unione Europea possono essere fonte di guadagni insperati per alcuni soggetti che intervengono nelle scelte (sempre che ci sia il dirigente scolastico, e magari il segretario connivente), si opera in modo da pilotare tali scelte:

– si candidano al Consiglio di Istituto i collaboratori del preside, uno o più membri dell’Ufficio tecnico e della Commissione tecnica, docenti o ATA (personale non docente) che siano. Un po’ perché più noti nella scuola, un po’ perché il ruolo in Consiglio d’Istituto appare a tanti altri una seccatura non retribuita (per di più svolta in orario serale), la maggior parte di essi viene eletta.

– un docente colluso firma una richiesta di materiale o il dirigente evidenzia al Consiglio d’Istituto l’esigenza di provvedere al servizio mensa (o alla manutenzione e riparazione dei computer, o simili) o ancora, sempre il dirigente, prospetta la possibilità di accedere a Corsi finanziati.

– la ‘minicricca’ sostiene le proposte nel Consiglio d’Istituto e genitori e studenti ignari di fronte a cotanti sostenitori (prodighi di argomenti che illustrano l’utilità della proposta per gli studenti) votano a favore.

– per gli acquisti, poi, l’ufficio tecnico in cui operano uno o più dei suddetti soggetti – ove l’entità della spesa non obblighi all’indizione di una gara – chiede i preventivi ai potenziali fornitori. Ma i furbetti ne chiedono solo tre, due dei quali a fornitori molto cari, ed uno ad un loro ‘amico’ disposto ad elargire la tangente. Ma anche in caso sia necessaria una gara (decreto lgs 163 2006), se il gruppo non è corretto si rischia di ricadere nel caso precedente…

– si torna così in Consiglio d’Istituto, dove genitori e studenti oculati non possono che scegliere l’amico furbone. Chi firma i pagamenti in Giunta è poi spesso la stessa persona che ha chiesto i preventivi o uno dell’allegra brigata.

Quindi una legge nata per la partecipazione alle scelte della vita scolastica è gabbata, e studenti, genitori e personale onesto pure…

In questi casi occorre agire su più fronti:

– candidate e sostenete pubblicamente persone incorruttibili ed evidenziate ai colleghi i pericoli connessi al fatto di votare per i collaboratori del preside e per persone che incorrano nelle altre incompatibilità

– attenzione a non candidare persone che rischiano di decadere l’anno dopo (come supplenti o personale di ruolo a rischio trasferimento), perchè sarebbero poi sostituite con un provvedimento di surroga con il primo dei non eletti, che magari non è altrettanto corretto

– se siete insegnanti cui viene chiesta una firma sotto preventivi irragionevoli, non firmate

– se membri del Consiglio d’Istituto proponete ogni volta altri fornitori con prezzi più ragionevoli e chiedete gare pubbliche per le cifre ingenti

– per quanto riguarda invece i progetti finanziati, evidenziate in Consiglio i rischi connessi alle ingenti somme coinvolte e chiedete la massima trasparenza sugli acquisti di materiale (a volte non viene comprato e agli ispettori vengono mostrati supporti già presenti nella scuola prima dell’assegnazione del progetto) e sul personale coinvolto (e quindi retribuito profumatamente) nei progetti stessi

– quali membri del Consiglio chiedete di visionare prima la documentazione inerente ai temi all’ordine del giorno e di controllare i verbali dell’assemblea, anche per verificare che gli eventuali dissensi motivati siano riportati.

Attenzione invece a non presentare denunce alla magistratura, a meno che non venga violata in modo pubblico la legge o abbiate prove certe, circostanziate e non manipolabili dagli stessi che accusate, altrimenti rischiate controdenunce per calunnia.