Cronaca

Afghanistan, uccisi quattro militari italiani <br/> Un quinto è ferito gravemente ma cosciente

L'attentato è avvenuto alle 9 e 45 ore locali. I soldati sono tutti alpini e facevano parte di una colonna di 70 automezzi che stava andando in Gullistan per costruire una base avanzata

Quattro militari italiani morti in Afghanistan. La notizia arriva direttamente dalla Farnesina. Il fatto è avvenuta nella zona di Farah. Pochi miniuti fa la conferma: alla base della tragedia l’esplosione di una bomba. I soldati stavano rientrando da una missione. A colpirli, oltre a un ordigno, anche diversi spari. Il militare ferito versa in condizioni disperate. L’attentato è verificato nella provincia del Gullistan, nell’area di competenza italiana del Prt (Provincial Reconstruction Team) di Herat.  I militari caduti fanno parte del settimo reggimento alpini di Belluno: sono il caporalmaggiore Marco Pedone, 23 anni di Gagliano del Capo in provincia di Lecce, il caporal maggiore Gianmario Manca, 32 anni, di Alghero, il caporal maggiore Sebastiano Ville, originario di Francofonte in provincia di Siracusa e il caporal maggiore Francesco Vannozzi, 26 anni nato a Pisa. Sentita al telefono la madre di Ville ha detto di averlo sentito ieri sera. “Nessuno mi ha ancora avvertito. Ho chiamato la caserma di Belluno, ma dicono che ancora i morti non sono stati identificati. Avevo sentito mio figlio ieri sera”. Il militare ferito si chiama Luca Cornacchia, 31 anni, originario di Pescina, L’Aquila. Fonti militari smentiscono infatti che il ferito sia Michele Miccoli, originario del Salento, come si era appreso in un primo momento.

I militari italiani colpiti erano tutti alpini. Si trovavano a bordo di un mezzo che faceva parte di una colonna logistica di circa 70 unità che è stata colpita nella zona di Buji, regione di Wardak a 200 km a Est di Farah. Dopo l’esplosione che ha coinvolto il mezzo italiano un gruppo di talebani ha attaccato la colonna con armi da fuoco.

Intanto, la procura di Roma ha aperto un fascocolo sulla strage. Il reato ipotizzato è quello di attentato a fini di terrorismo. L’inchiesta è affidata ai sostituti procuratori Giancarlo Amato e Francesco Scavo sotto la supevisione del procuratore aggiunto Pietro Saviotti.

Il generale Massimo Fogari capo ufficio stampa dello stato maggiore della Difesa è intrevenuto a Sky Tg24 confermando che  “il quinto militare è stato tarsportato in ospedale” e “al momento è cosciente”. Per il generale: “L’accaduto è avvenuto alle nove e quarantcinque”. Si è trattato di un tipico attacco dei talebani “con bomba e poi con spari a tiro teso contro l’autocolona che si stava portando in Gullistan per costruire una base avanzata.  Gli automezzi trasportavano materiali”. Fogari ha confermato che la bomba fatta epslodere “era di tipo artigianale costruito con tutto ciò che si può trovare in loco e in loco dopo venmt’anni di guera si trova di tuto e di più”

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa con profonda commozione la notizia del gravissimo attentato ha espresso i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei familiari dei caduti. A partire dal 2004 le vititme italiane in Afghanistan sono 34

Attualmente sono 3.500 i militari italiani attualmente dispiegati in Afghanistan, per la maggior parte nella zona occidentale di Herat, nell’ambito della missione Isaf (International Security Assistance Force) a guida Nato. A Kabul si trova solo una piccola quota di soldati. L’obiettivo entro la fine dell’anno è avere nel Paese circa 4.000 soldati. Sotto comando italiano è il Regional Command West (Rc-W) di Herat, guidato dal 20 aprile 2010 dal generale di brigata Claudio Berto. La zona sotto responsabilità italiana è l’ampia regione che si estende sulle quattro province di Herat, Badghis, Ghowr e Farah.

La componente principale delle forze italiane in Afghanistan è attualmente costituita dal personale proveniente dalla brigata alpina Taurinense ed è presente un significativo contributo di soldati e mezzi della Marina Militare, dell’Aeronautica, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. L’Italia partecipa alla missione Isaf fin dalla sua costituzione e gestisce, tra l’altro, il Provincial Reconstruction Team (Prt) di Herat, al comando del colonnello Emmanuele Aresu, che ha il compito di supporto alla governance e sostegno al processo di ricostruzione e sviluppo. Insieme alla componente militare, nel Prt ne e’ presente anche una civile rappresentata da un consigliere del ministero degli Esteri.