Cronaca

Lotta al crimine, l’altra faccia

Nel week-end parlavo con un ragazzo della Guardia di finanza, giù in Sicilia. Si discuteva di evasione fiscale, abusivismo, fenomeni che rovinano il Sud, e l’Italia in generale. Io sostenevo posizioni che credo giuste ma in fondo un po’ banali, dicendo che bisogna rafforzare i controlli e incriminare coloro che evadono o compiono abusi edilizi gravi.

Lui mi guarda e dice “Il mese scorso abbiamo fatto un’ispezione e scoperto 60 palazzine abusive, vicino Palermo. Abbiamo messo i sigilli, abbiamo chiuso tutto. La settimana dopo sono andato a fare un giro in paese. Era impressionante, aveva chiuso tutto. I negozi, i bar. Evidentemente quel giro d’affari sporco sosteneva l’economia e le famiglie di un intero paese. E quelle famiglie che fine hanno fatto? Quei bambini, quegli anziani? Forse a volte è meglio lasciar correre. Altrimenti si rischia di mettere in ginocchio tutto il Sud, e ingrossare ancora di più le file dei mafiosi.” Ho continuando con gli argomenti che potete immaginare, ma di sera continuavo a pensare a questo ragazzo, impegnato in una lotta corpo a corpo contro il crimine finanziario, sta dubitando, e magari se facesse carriera potrebbe decidere un giorno di indebolire i controlli, o non farli proprio, per “salvare” i propri compaesani. Magari non lo farà.