Politica

I tre, anzi quattro, forni di don Raffaè

A poco più di 2 anni di distanza sta per essere varato il Lombardo quater, con l’apporto fondamentale del Pd. Abile, astuto, gelido tanto quanto lo sguardo, reso tagliente dai baffetti, lo psichiatra alla guida di Palazzo d’Orleans, dal puro dna democristiano, sommerso da critiche, oggetto di pesanti inchieste giudiziarie, spariglia e continua a navigare tra le acque perigliose della regione Sicilia.

Autonomista ma assoluto accentratore e praticone del centralismo burocratico, meridionalista ma alleato di ferro della Lega Nord e solido sostenitore delle politiche economiche e industriali filosettentrionali del governo Berlusconi e di Tremonti, Lombardo oggi è alleato del Pd a Palazzo dei Normanni, ma fedele sostenitore di Berlusconi a Roma. Rompe a Palermo con l’Udc di Cuffaro, mentre nell’Urbe guarda a Casini e a Fini nella speranza di un posto a tavola nel costituendo terzo polo centrista.

Tra lo sconcerto dei partecipanti alla festa del Pd siciliano, ecco alcune salienti e impegnative dichiarazioni, sintesi scarnificata del Lombardo-pensiero:

“Speriamo che i nostri deputati resistano alle sirene di Berlusconi. Già 4 parlamentari Mpa sono transitati in un finto movimento che si chiama Noi Sud. Sono stati sollecitati e lusingati, posso assicurare che quello che si legge sui giornali è la verità”.

“Scriveremo il programma insieme, sceglieremo le personalità in grado di farlo”.

“Non siamo per il voto anticipato, non vogliamo la crisi. A Berlusconi abbiamo detto che se si dimette noi staremo con qualunque altro governo per fare una cosa: cambiare questa legge elettorale che è una porcheria”.

“Mi auguro che l’Udc, e sono ottimista, Fli, Api, Mpa e Pd diano vita a questo governo per portare avanti le riforme. È una esperienza che rappresenta una scommessa, se si crea questo nucleo da quest’area dovrà uscire un candidato per vincere le elezioni, insieme per la Regione, il Comune di Palermo e la Provincia di Catania”.

Formidabile don Raffaè, nuovo “stupor mundi“ che si aggira per il più antico parlamento d’Europa: “altro che politica dei due forni!; qua, di forni, ne occorrono 3, anzi 4”, pensa Lombardo.

“Sto con Berlusconi, ma anche con Casini e Fini, e, perché no?, pure con il Pd”, spiega Lombardo

Yes, you can!”, rispondono subito dal Pd siciliano.

Nel frattempo scuola e università vengono distrutte, gli insegnanti cacciati, famiglie e lavoratori impoveriti, la criminalità dilaga, ma questi sono altri discorsi!