Politica

Come vincere le elezioni*

*Quando hai escluso le possibilità possibili restano solo le possibilità impossibili.

Ti risparmio deprimenti analisi sulla situazione.

Credo che anche un eschimese sappia che rischiamo seriamente di vedere B. rivincere, l’altra possibilità è che vinca un’alleanza contronatura da Fini a D’Alema: tutti insieme pur di battere il Mostro. Farebbero un governo paralizzato che non sarebbe certo capace di affrontare i problemi drammatici che il Sistema Italia ha davanti.

Queste ipotesi sarebbero entrambe un disastro e un trionfo della Casta. Mi chiedo quindi: esiste un’altra possibilità?

In effetti esiste un’altra eventualità anche se presenta molte difficoltà.

Esiste un grande popolo progressista, migliaia di associazioni locali per la difesa del territorio, delle minoranze, per la promozione della cultura creativa e non violenta, gruppi di acquisto, cooperative sociali, volontariato, imprese etiche gruppi creativi. Un grande movimento che trova la sua unità in obiettivi concreti, battaglie che coinvolgono le persone sui problemi quotidiani.

Si calcola che in Italia vi siano alcuni milioni di persone che praticano una resistenza costante al sistema dominante e cercano di costruire momenti di vita alternativa.

Molte di queste persone aderiscono poi individualmente al PD, all’IDV, Verdi, Comunisti, Rifondazione, sinistra extraparlamentare, movimento di Grillo e ad altri gruppi progressisti.

Se esistesse uno schieramento elettorale che unisse tutte le associazioni e i raggruppamenti di base ci sarebbero molti che non votano più che lo voterebbero insieme a molti altri che oggi scelgono questo o quel partito del centro sinistra.

Penso a una lista di candidati scelti nella società civile, senza i vecchi leader politici.

Ma perché nasca e si sviluppi una simile forza politica ci vorrebbe troppo tempo e molto probabilmente di tempo non ne abbiamo. Soprattutto se si votasse entro la primavera.

Quale possibilità resta?

Nessuna.

A meno che…

C’è un punto di forza che potrebbe veramente portare a un rinnovamento politico.

Come ho detto dentro ai gruppi di base i militanti dei diversi partiti e movimenti progressisti vanno a braccetto, ogni giorno riescono a mettersi d’accordo su questioni concrete e a lottare assieme.

Che cosa succederebbe se queste persone portassero una proposta nuova all’interno dei partiti dei quali fanno parte?

Innanzi tutto c’è da dire che nei gruppi di base troviamo persone di grande valore che poi hanno una certa influenza nella sezione del loro partito politico.

Non sono militanti qualsiasi.

E mi chiedo: potrebbero riuscire a far passare nelle loro sezioni l’idea di liste di unità nazionale con dentro solo tecnici e persone di chiara fama e specchiata onestà provenienti dalla società civile? (i politici facciano un passo indietro)

Che cosa succederebbe se si presentassero mozioni in questo senso in tutte le sezioni chiedendo che vengano messe ai voti?

Che cosa succederebbe se si riuscissero a realizzare delle primarie di coalizione nelle quali si presentasse un candidato premier non proveniente dai partiti ma di grande spessore, che fosse portatore della proposta di liste senza politici?

Io credo che una simile proposta elettorale sarebbe la sola capace di sparigliare le carte e di far nascere un soggetto veramente nuovo, quello che il PD non ha saputo essere, nonostante l’impegno di tanti militanti di base.

Credo che una lista della società civile potrebbe unire chi è contro B., vuole il cambiamento, non ne può più del sistema dell’inciucio. E potrebbe portare al voto buona parte di quel 30% di non votanti. E potrebbe pescare voti a sinistra e a destra. E potrebbe vincere le elezioni.

Ovviamente se si tratta solo di un cambio di candidati non basta.

Bisognerebbe dare un grande segnale di cambiamento del metodo.

I programmi dei politici sono sempre belli, prima delle elezioni, poi in parlamento le leggi che passano sono altre, vedi Prodi che invece di cancellare le leggi pro B. fa l’indulto.

Ci vorrebbe un programma di governo che non enuncia principi vaghi, lasciando ai partiti il compito di mettersi d’accordo sulle leggi da votare in Parlamento, dopo le elezioni.

Perché non facciamo, una volta tanto, un programma elettorale con le leggi già scritte come verranno presentate e le date nelle quali verranno presentate? Cioè veri impegni con gli elettori non promesse vaghe.

E non sarebbe neanche difficile riuscirci.

Quando mia madre era senatrice realizzammo una ricerca e scoprimmo che sono giacenti al Parlamento, da anni, una serie di disegni di legge eccellenti. Molte di queste proposte legislative sono di una semplicità incredibile e produrrebbero un immediato, concreto, profondo, cambiamento del Sistema Italia.

Faccio un esempio. La lentezza del sistema giudiziario dipende in buona parte da una serie di procedure demenziali.

Ad esempio il meccanismo di notificazione delle convocazioni degli imputati ai processi. Se l’imputato non si fa trovare si deve rimandare l’udienza. Da anni giace una proposta di legge dei senatori D’AMBROSIO, FINOCCHIARO, SALVI, BRUTTI, che propone la possibilità di notificare la convocazione direttamente presso l’avvocato dell’imputato.

Secondo gli estensori della proposta questa semplice modifica, che tra l’altro produrrebbe un immediato risparmio di denaro e energie con una spesa di zero euro, produrrebbe una velocizzazione dei tempi giudiziari del 15%. I processi durerebbero, da subito, di meno!

Tre anni fa selezionammo 10 di questi disegni di legge, già belli scritti e presentati, e tentammo di lanciare una campagna di pressione perché venissero approvati immediatamente.

Riguardavano il risarcimento dei danni ambientali e delle vittime, le Class Action (la proposta fu poi massacrata e divenne la presa per il sedere che abbiamo ora), il sequestro dei beni mafiosi, la sicurezza del lavoro, l’amianto.

Tutte leggi a costo zero, tutte leggi di semplice buon senso. Ne scegliemmo solo 10 per non mettere troppa carne al fuoco. (Se vuoi vedere le proposte di legge vai su: http://www.jacopofo.com/node/3412)

Ci vorrebbe poco a selezionare 50 disegni di legge già scritti e presentati e dire: nei primi 15 giorni di governo li approveremo tutti in un unico pacchetto. B. ci ha insegnato come si fa! Si può fare! Facciamolo!!!!

Io credo che una coalizione che si presenti con un programma fatto di banalità indispensabili, dettagliato alla virgola, con la data di scadenza, senza politici di professione, oggi potrebbe raccogliere voti a sinistra e a destra, unendo finalmente gli italiani che vogliono iniziare a vivere in un paese normale, dove le cose funzionano.

Che ne pensi?

Se ti piace questa idea aiutami a farla conoscere.

Mi pare che domani sera, alle 21 ci sia una riunione della tua sezione.

Abbiamo vinto se riesci a far approvare una mozione a favore delle primarie di coalizione (a questo proposito, ottima l’iniziativa de Il Fatto Quotidiano http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/19/primarie-le-facciamo-noi/51239/), di liste composte da candidati provenienti dalla società civile e con un programma elettorale fatto di leggi già scritte e già presentate in Parlamento che ci si impegna ad approvare entro 15 giorni.

Se molte sezioni del Pd, dell’IDV, della sinistra extraparlamentare, di Grillo e altre entità di base approveranno questa risoluzione potremo sperare che cambi veramente qualche cosa.

Mi sembra l’unica possibilità. Improbabile, non impossibile. Certo sarebbe necessario che migliaia di persone decidessero improvvisamente che se vogliono dei partiti diversi devono farseli da soli.

Ed è sicuro che è così. Nessun leader miracoloso verrà a salvarci regalandoci partiti perfetti.

In fondo il ’68 è successo perché abbastanza persone si sono svegliate una bella mattina e si son dette: “Se po’ fa!”

Buon “se po’ fa” a tutti.

PS

Sulle enormi potenzialità che avrebbe una lista elettorale che unifichi la società civile e il pololo dei progressisti ti rimando alla lettura della bellissima lettera-appello di Michele Dotti: “I have a dream: il partito del buon senso. Ho fatto un sogno, è meraviglioso e non intendo più svegliarmi.”

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/27/i-have-a-dream-il-partito-del-buon-senso/44603/