Politica

Napolitano: “Allarme e indignazione per trame inquietanti”

E striglia il Governo: nomini ministro Sviluppo economico e presidente Consob

“Ci indigna e allarma l’emergere di fatti di corruzione e trame inquinanti da parte di squallide consorterie, ma la nostra democrazia dispone di anticorpi : la reazione morale dei cittadini, i principi costituzionali, le leggi per applicare tali principi”. A dirlo il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, durante la cerimonia del ventaglio al Quirinale.

Napolitano ha inoltre invitato il Governo a non perdere più tempo e  nominare il ministro dello Sviluppo economico, delega che ora fa capo al premier dopo il caso Scajola, e il presidente della Consob. “L’istituzione Governo non può ormai sottrarsi a decisioni dovute, come quello della nomina del titolare del ministero dello Sviluppo economico o del presidente di un importante organo di sorveglianza come la Consob”, ha detto.

Ma il presidente della Repubblica non risparmia neanche l’opposizione, invitandola  a non fuggire dal confronto. “Auspico che nel confronto emergano anche visioni diverse rappresentative sul piano politico delle attuali forze di maggioranza e delle attuali forze di opposizione non sottraendosi queste ultime alla prova e alle responsabilità cui sono chiamate in un quadre di feconda competizione come quello che dovrebbe caratterizzare la democrazia del’alternanza”. Più volte nel suo intervento il capo dello Stato ha richiamato la necessità di una “ampia condivisione sui grandi obiettivi”.

Napolitano è poi tornato sul ddl intercettazioni. “Il ruolo del presidente della Repubblica è risultato chiaro. Non vedo come si possa equivocare. Nessuna interferenza nella dialettica politica e nell’attività parlamentare che rappresenta la sovranità popolare fatta salva la facoltà dell’articolo 74 da parte del presidente della Repubblica”. Ha così ribadito il suo ruolo nell’iter del ddl intercettazioni. “Il mio impegno e dovere è valorizzare i poteri del Parlamento e l’invito ad ascoltare l’opinione pubblica e il paese reale”.