Politica

“Aria di disastro, senza un’idea Silvio dura poco”


Il governo regge o cade? Tutti pendevano dall’editoriale di Vittorio Feltri: “Dura o non dura? Faccio una previsione” ha scritto ieri. Il direttore de il Giornale corregge: “Hanno sbagliato il titolo!”.
Suvvia, Feltri, legga le carte…
Quelle giudiziarie di Flavio Carboni e compagnia sono confusionarie. Berlusconi è in difficoltà, non c’è dubbio. Immagina di fare un secondo Predellino, di sterzare per sorprendere i nemici, ma non ha un’idea. Sente la malattia e cerca, disperato, una cura. Se va avanti così la situazione diventa grave, tra un anno al massimo arriva il disastro.
E Gianfranco Fini?
Un fronte aperto, una spina nel fianco. Dicono cerchi un riavvicinamento, e sbagliano perché il cofondatore ha contagiato il partito. Non conoscono l’utilità e il senso delle correnti nel Pdl, ma creano venti fondazioni per guadagnare potere, allevare dei leader e dei vice per avere una rendita futura.
Cercano riparo perché l’impero è in frantumi?
C’è l’impressione che stia per cambiare qualcosa. Non c’è una data precisa, il vento, però, è inconfondibile. Nel Pdl c’è una sensazione di precarietà. Forza Italia era un comitato elettorale efficiente, nel grande partito, imbarcata Alleanza Nazionale, s’è creato un percorso ad ostacoli. E poi nel Pdl c’è un numero di cretini spaventoso. Tanti ladri e deficienti.
E perché il coordinatore Denis Verdini è intoccabile?
Le inchieste vanno valutate a sentenza ultima, c’è un tentativo di sputtanare Berlusconi e il governo. Per ora c’è un rapporto con Carboni, amico in comune con Eugenio Scalfari. Ma Berlusconi deve ordinare il casino totale del Pdl.
Elezioni anticipate come uscita d’emergenza?
Non conviene a nessuno, né a destra né a sinistra. Non c’è un’opposizione: il Pd è inesistente, l’Idv è in fase di stanca. Ora è così, in primavera potrebbe cambiare. C’è un rischio che ritorna: la Lega Nord.
Più pericolosa di Fini per il governo?
Molto di più. La Lega può scocciarsi di trovarsi in una situazione imbarazzante tra avvisi di garanzia e fango. Il Ministro dell’Interno ha ottenuto risultati contro le mafie, mentre Fini si limita a parlare. Maroni e Bossi sanno che una battaglia per la legalità può galvanizzare il popolo della Padania, strappare consenso al Pdl da Roma in su. Loro sono il movimento politico più credibile.
Quando alle urne?
Tra diversi mesi, semmai. Non conosco i sondaggi, ma per un domani prossimo, il Cavaliere non sarebbe in forma. Soltanto la Lega può creare un problema e una crisi, rivendicando la bandiera della legalità, stanca di sopportare i guai di Berlusconi.
Che pensa l’elettorato del Pdl?
Vedono pasticci e cialtroni, sono infastiditi. Non capiscono niente come me di quel che succede nei Tribunali, ma capiscono che va male il partito e il governo. Berlusconi dovrebbe avere un coordinatore unico, magari una donna, ma chi?
Serve una mano di Pierferdinando Casini?
Le sue dichiarazioni non mi sembrano buone per il Cavaliere. Andiamo dritti al punto: c’è una confusione totale, a un passo dalla catastrofe.
Che deve fare Berlusconi?
Il suo primo obiettivo è resistere. Si rende conto che il Colle è lontano, che i piani vanno rivisti e se abbandona, succede l’inferno.
Claudio Scajola, Aldo Brancher, Nicola Cosentino. Il domino è iniziato…
Berlusconi giura che chi sbaglia pagherà, certo, non può restare solo, né dormire sonni tranquilli con il Pdl diviso in correnti e tanti aspiranti capi. Deve riprendere in mano le redini, e raddrizzare la barca. Può farlo, deve sbrigarsi e correre contro il tempo perché ormai c’è poco da indugiare.
La festa è finita?
Guai a dare il Cavaliere per morto. Le statistiche hanno un senso profondo: sono vent’anni che suonano le campane, ma poi periscono gli altri. Prima o poi dovrà succedere. E stavolta deve stare attento.