Politica

Ci voleva Superman, è arrivato Benny Hill

Ragazzi, abbiamo sbagliato tutto. Noi lì a sbraitare di democrazia, Costituzione e legalità, che fessi. E poi ancora: conflitto d’interessi, pressapochismo fiscale, rincoglionimento di massa tramite schermo televisivo e relativa pornografia dei sentimenti.

Ma dai, era così logico. Tutti questi malanni in una persona sola, tutto il peggio del furbettismo contemporaneo concentrato in una sola testa (per di più bandanata). A ripensarci ora abbiamo preso un granchio del Lambro bello e buono, un abbaglio micidiale che neanche la Madonnina sul Duomo di Milano.

Eppure, gli indizi ce li aveva dati tutti. Drive in. Lo stalliere mafioso. Il politico godereccio dalla mazzetta sciolta. Ma come si poteva pensare che da un incipit del genere giungesse il salvatore della Patria? Ci voleva Superman, invece è arrivato Benny Hill. E noi non lo abbiamo riconosciuto.

Anzi, belli ingenui, ancora gli andiamo dietro. Per dire l’ultima: dieci giorni fa tutti a bocca aperta di fronte all’ultima pensata, la FondazioneLiberamente. Presentata sulle placide acque del Lago di Garda, ecco la nuova stella polare della politica made in Italy, un manipolo di fedelissimi che con la sola forza del pensiero riportano alla potenza originaria il progetto Pdl.

Mica roba da ridere, sono ministri dello Stato come FrattiniBondi Gelmini. Che infatti annunciavano serissimi: “La Fondazione Liberamente aspira a giocare un ruolo di primo piano nel dibattito politico interno al Pdl. L’ambizione è rappresentare e comunicare con più efficacia, attraverso un sito web, il punto di vista dell’area che fa riferimento al Presidente Berlusconi su tutti i temi che compongono l’agenda del Governo e del partito“.

E vai, tutti a correre sul sito www.fondazioneliberamente.it per vedere l’effetto che fa. Che c’è scritto su Brancher? Come la mettiamo coi tagli alle Regioni? Dell’Utri col pigiama a righe per i prossimi sette anni è il vero miracolo italiano?

Invece niente, l’ennesima leggerezza da parte nostra: il sito è solo una pagina immobile, un fondale di scena, tu clicchi e non succede assolutamente nulla. Un logo e via, due giorni di congresso, i titoli dei giornali ben sparati e avanti con la prossima idea geniale. Restando magari un po’ più sul classico, tipo una bionda in aereo o qualche bella battuta sulle cameriere. Capito ragazzi? Così si fa.