Sport

Calcio, un mercato senza crisi <br/> E la Fifa fa il pieno in Sudafrica

I Mondiali frutteranno alla Federazione mondiale tre miliardi di dollari. Per Germania 2006 il tesoretto accumulato fu di "appena" 2 miliardi

Per il calcio non c’è crisi che tenga. Il pallone rimbalza oltre le difficoltà dell’economia mondiale e trasforma in oro tutto quello che tocca. “Per la prima volta il nostro giro d’affari in un anno supererà il miliardo di dollari: il mercato crede nel Sudafrica” proclama con soddisfazione Sepp Blatter, il presidente svizzero della Fifa che ormai nuota nel denaro come Zio Paperone.

La federazione internazionale del calcio ha infatti già vinto il suo Mondiale. Il torneo 2010, considerando l’ultimo quadriennio, le frutterà un incasso record di 3,2 miliardi di dollari: due miliardi dai diritti tv, il resto da sponsorizzazioni e merchandising. L’escalation rispetto alle ultime edizioni della Coppa è stata impressionante, se si considera che Germania 2006 fruttò 1,9 miliardi di euro (2,2 miliardi di dollari), mentre l’edizione del 2002 in Corea e Giappone non andò oltre i 770 milioni. Ricchissimo anche il montepremi per le 32 nazionali partecipanti: 420 milioni di dollari (351 milioni di euro), 120 in più rispetto a Germania 2006 e ben 221 rispetto al 2002.

Il balzo, secondo l’osservatorio internazionale Ieg, è stato reso possibile dalla divisione degli sponsor in tre livelli: Fifa partners, World Cup sponsors e National Supporters. I partners sono stati “tagliati” da 15 a 6: per entrare nel ristrettissimo club dei top six Adidas, Coca Cola, Hiunday, Emirates Airlines, Sony e Visa hanno accettato di sborsare tra i 24 e i 44 milioni di dollari all’anno. Gli altri sponsor (tra cui McDonald’s, Budweiser e Bp Castrol) si “limitano” a spendere tra i 10 e i 25 milioni, mentre i “national supporters” (Bp Africa, Neo Africa e FNB) si fermano a 7,5 milioni.

La fetta più grande della torta è però rappresentata dai diritti tv: Sky ha scucito 175 milioni per assicurarsi la trasmissione di tutte le 64 partite, la China Central Television ha pagato addirittura 292 milioni di dollari per garantire i match a 1 miliardo e 300 milioni di cinesi.

Un fiume di denaro che confluisce nelle tasche della Fifa, e che verrà in parte travasato alle federazioni nazionali partecipanti alla fase finale del Mondiale. Chi vincerà la Coppa si porterà a casa 25 milioni di euro, l’altra finalista si accontenterà di 20. Poi via via a scalare: 16,8 per le semifinaliste, 14,4 a chi arriva nei quarti, 7,2 a chi si ferma negli ottavi. Chi non è andato oltre il gruppo eliminatorio, come l’Italia o la Francia, torna a casa con un gruzzoletto di 6,4 milioni.

Ma ci guadagnano anche le squadre di club: per ogni giocatore spedito in Sudafrica incasseranno 1600 euro al giorno a partire da 15 giorni prima del fischio d’inizio e fino a un giorno dopo l’eliminazione. Considerando che ogni nazionale si è fermata come minimo una decina di giorni in Sudafrica, ogni club ha un guadagno minimo di 41 mila euro per calciatore convocato. Insomma, dal Mondiale scende una cascata di soldi che fa guadagnare tutti. Altro che crisi.