Società

Gratta. E vinci?

Solo 35 tagliandi su 100 milioni hanno il montepremi più alto

Coltivare l’illusione di cambiare la vita in un attimo è diventato un sogno alla portata di tutti. Se in principio fu il Lotto, con un’estrazione settimanale che oltre a far entrare soldi nelle casse dello Stato ha arricchito premonitori ed esperti di cabala, oggi un qualsiasi tabaccaio può diventare l’incarnazione dell’avvenente dea bendata.
La svolta nel mondo delle scommesse sono state le lotterie istantanee, meglio conosciute come “gratta e vinci”. Un investimento di pochi euro, una monetina col bordo zigrinato, e si tenta la fortuna. Ma intorno alla gestione dei biglietti argentati è scoppiato un caso.

La gestione. Il ministero dell’Economia indice i giochi tramite i Monopoli di Stato. Questi ultimi hanno affidato, con una convenzione stipulata nel 2003, in concessione a Lottomatica (ora controllore del 63 per cento del Consorzio Lotterie Nazionali, con Scientific Games che ha il 20 per cento, Arianna il 15, Servizi in Rete e Olivetti l’1) la gestione automatizzata delle lotterie nazionali ad estrazione differita e istantanea.
La licenza, che scade quest’anno, è stata rimessa in bando il 19 agosto scorso per i prossimi nove anni, ma alla gara ha partecipato solo il vecchio concessionario.
Poiché, secondo il parere di Sisal (l’azienda che gestisce, tra gli altri, il Superenalotto) che ha fatto ricorso al Tar del Lazio, le clausole previste renderebbero difficile la partecipazione di aziende diverse dall’attuale gestore. Il ricorso è stato accolto e il bando contestato è stato annullato. La prossima decisione del Tar è attesa per il 9 di marzo.
Per gli appassionati di “gratta e vinci”, che nei primi 10 mesi del 2009 hanno speso circa 8 miliardi di euro, per ora non cambia nulla, perché Lottomatica ha garantito comunque la continuità della concessione in ragione dell’interesse dello Stato nel mantenere costante l’introito del gettito erariale. Entrate che nel 2008 sono state pari al 19,8 per cento della raccolta, equivalente a 1 miliardo e 626 milioni (+8,8 per cento sul 2007), oltre 3200 miliardi di vecchie lire.
L’interesse a mantenere lo status quo è anche di Scientific Games, la società americana che, oltre a controllare un’ingente percentuale del Consorzio, stampa anche i biglietti per conto del Consorzio stesso.

I biglietti. Ogni tagliando è composto da 18 strati sovrapposti, 8 dei quali vengono grattati dai giocatori, e da combinazioni numeriche casuali che si basano su un algoritmo.
I biglietti vengono regolarmente sottoposti a dei trattamenti che ne rafforzano l’inchiostro, gli adesivi e i rivestimenti, in modo da evitare la possibilità di “leggere” i numeri o i simboli senza grattarli.
Una volta stampati in grandi rotoloni e sottoposti a ulteriori processi per garantire la massima sicurezza, vengono suddivisi in lotti e spediti in Italia al magazzino del Consorzio Lotterie Nazionali che si occupa dello stoccaggio e della logistica, garantendo le spedizioni ai singoli punti vendita su tutto il territorio nazionale. Solo al momento in cui i pacchi vengono recapitati ai ricevitori questi ultimi validano con una macchina a lettura ottica i biglietti che prima non avevano alcun valore.
Inoltre, ogni tagliando è identificabile attraverso un numero seriale progressivo e un codice a barre che devono essere verificati e controllati singolarmente in caso di vincita, per rendere impossibile la contraffazione. Ma tutte queste procedure saranno sufficienti a garantire la sicurezza di un gioco che nel 2009 ha distribuito vincite per oltre 6,3 miliardi di euro?

I giocatori. Uno dei rischi del “gratta e vinci” sono i comportamenti di gioco irresponsabili: “Ma i più irresponsabili sono gli anziani – spiega un rivenditore del centro di Roma – che giocano due o tre volte la settimana, quando escono per fare la spesa. Magari risparmiano 5 euro al supermercato ma poi passano di qui perché devono grattare”.
I clienti del “gratta e vinci”, infatti, sono per lo più abituali. E tra di loro, la percentuale più alta è quella delle persone sopra i 60 anni.
Ma non mancano i giovani che sognano una vita migliore.
E allora ecco l’ultima trovata dei Monopoli: si chiama Turista per sempre ed è un biglietto sull’esempio di Win for Life: oltre a un premio inziale di 200 mila euro e uno finale da 100 mila, garantisce un vitalizio di 6 mila euro al mese per 20 anni. Ovviamente i più attratti sono i ragazzi, per i quali oggi avere uno stipendio è un privilegio. Ma attenzione: su 100.800.000 biglietti, i fortunati che potrebbero aggiudicarsi il montepremi sono solo 35.

“Io ho vinto 80 mila euro – racconta Antonio, 38 anni della provincia di Firenze – con un biglietto da 5 euro. Non mi hanno cambiato la vita, ma sicuramente me l’hanno migliorata. La verità – confida – è che ne avevo spesi almeno la metà per giocare. Ero malato. Ho conosciuto questo gioco tramite il mio capo, un signore molto benestante che però non poteva fare a meno di tentare una fortuna che l’aveva già baciato in fronte nella vita”.

Da il Fatto Quotidiano del 31 gennaio