Politica

La querela preventiva

Ho appena finito di parlare al telefono con Niccolò Ghedini, cosa che recentemente faccio spesso (non vi sarà sfuggito, a giudicare dalle ultime iniziative del legale parlamentare rappresentante del Premier). Anche sulla base dell’ultimo post di Furio Colombo proprio qui, gli ho accennato alla possibilità di recuperare parte della credibilità con una mossa finalmente a sorpresa, una mossa inedita: la querela preventiva. Ehilà, ha fatto lui molto interessato, di che si tratterebbe esattamente? E’ semplice, Niccolò. Tu hai mai saputo di una querela a un giornale…Io sì, mi ha interrotto lui. Fammi finire, Niccolò: hai mai sentito parlare di una querela di un Presidente del Consiglio a un giornale…Eccome, mi ha interrotto di nuovo. Oh, insomma, Niccolò, impara anche ad ascoltare, non siamo mica a Ballarò…Hai mai avuto notizia di una querela a un giornale non ancora in edicola? No, effettivamente, ha fatto lui pensoso dietro gli occhiali occhiuti, a dire il vero no. E allora che aspetti, gli ho detto io, querela il Fatto Quotidiano prima che esca, e subito, prima che l’idea venga in mente a qualcun altro. Vai in gloria su tutta la stampa internazionale come querela preventiva e creativa. Ma su che base? Ha borbottato lui, che gli hanno fatto a Berlusconi quelli? Quelli? Ho interloquito io, quelli? Ma se non gli hanno fatto ancora nulla per mancanza oggettiva del mezzo certamente stanno tramando per fargli qualcosa, come sai non c’è che l’abbondanza della scelta. Quindi affrettati, dai un segnale forte e fai questa querela, oggi stesso. Per future diffamazioni che preventivate su quello che sceglierete insieme, tu e Silvio (o Silvio e tu?): non posso suggerirti dopo la tempistica anche il merito. Grazie, grazie, è un’idea eccellente, ha concluso Niccolò.

Nell’attesa fornisco una ricostruzione naturalmente romanzesca del Mistero Boffo. In questa ricostruzione Berlusconi e Feltri non sarebbero che i sicari, il sicario capo e il vice sicario, di un’operazione condotta in realtà dai Guelfi Bianchi contro i Guelfi Neri all’interno del potere temporale della Chiesa (i ghibellini oltre Tevere essendo come è noto agli stracci…).

Berlusconi ha scommesso sugli anti-Ruini, di cui Boffo è una potente propaggine, per ingraziarsi i vincitori della lizza vaticana. Così facendo, avrebbe inteso sanare la sua cattiva stampa (come esprimersi altrimenti?), e le nefandezze sul tappeto/tappeti/arazzi ecc.Ti faccio il favore di una campagna anti-Boffo, manifestamente fondata e manifestamente pretestuosa, e tu sani alla Tremonti la mia condotta non commendevole e mi lasci in sella.Tutto bene, dunque. Peccato che nel frattempo però l’elettorato cattolico si sia svegliato/incazzato/riscosso contro chi fa la guerra alla Chiesa, non potendo Berlusconi spiegare che trattasi di una guerra su commissione soltanto a una parte della Chiesa, grembiulini o non grembiulini (direi grembiulini dal colore assai scuro).
E certo non sono i successori di Ruini al potere a poterlo/volerlo spiegare ai fedeli. Di fronte all’imbarazzo di Silvio (e non di Feltri, che è un professionista indipendente), tornato oltre Tevere, i mandanti hanno convenuto con lui che per il Presidente del Consiglio ci può essere effettivamente un rinculo non previsto (da Silvio, ma da loro magari sì…), ma la Cei su questo non può far nulla. E neppure il Vaticano. Così non avendo studiato dai gesuiti Berlusconi rischia la cappa e la spada per la progressione amorale del potere temporale confessionale, dopo aver goduto di una grande stagione di amoralità laica grazie alla sua indiscussa leadership.

Che contrappasso, ragazzi! Altro che la querela preventiva di un Niccolò, nome d’altri tempi e quindi assai attuale per tutta la vicenda boffesca…