“Ci siamo evoluti discutendo con le forze dell’ordine, di quanto la politica non faccia un ca**o”. Ecco come Geolier è riuscito sfornare il suo miglior album “Tutto è possibile” con la benedizione di Pino Daniele
Se non fosse scritto in napoletano ma in inglese, “Tutto è possibile” di Geolier sembra sbarcare dritto dritto dall’America. Super produzioni, ritmo che cattura al primo ascolto e soprattutto tante, tantissime parole che abbracciano non solo il mondo del rapper (la vita personale, la famiglia, gioie e dolori del successo), ma butta anche un occhio a ciò che accade nel mondo esterno, laddove la delusione e il disincanto hanno la meglio sull’ottimismo. Per citare il rapper “non trovi niente finché non trovi prima te stesso” (da “Un ricco e un povero”). Sgomberiamo subito il campo: questo è il disco più bello di Geolier e uno dei migliori del mondo dell’hip hop italiano, tra quelli usciti in questi anni.
La benedizione di Pino Daniele dà il via a tutto il progetto
Non è un caso che il disco si apra con la “benedizione” di Pino Daniele. Una piccola gemma che segna, in qualche modo un passaggio di consegne e la canzone tratta di un tema delicato che si riassume nella domanda amletica: “Che ne sai se domani cadi e voli?”. Nel disco ci sono anche collaborazioni importanti come con 50 Cent, il golden boy Kid Yugi, Sfera Ebbasta, Anna e Anuel AA.
“Sonnambulo” parte con la carica e uno sfogo personale: “Ho voluto tutto il Sud sulla mappa. Ci siamo evoluti discutendo con le forze dell’ordine, di quanto la politica non faccia un cazzo”.
In “1h” l’artista parla di una ragazza forte e decisa, riesce a calarsi nei panni del sentimento femminile con sensibilità e maturità: “E io mi muovo sempre piano piano dentro il tuo cuore, finché vengo cacciato, finché vengo preso come il solito maschio che cerca qualcosa e poi non riesce nemmeno a farlo, non importa se cammini, io ti guardo sempre. Tu cammini ma ti porti dietro tutto il locale. Tu mi piaci come le cose che non si possono (avere), e come le cose che si vogliono. Me ne vado, però forse torno”.
“L’anima si perde perché copriamo i polsi con orologi, bracciali e manette”
Poi il tema si allarca con “Un ricco e un povero”, in cui si parla di opportunità che non sono uguali per tutti_ “Un giorno, quando vedrai il cielo esplodere e un angelo scendere, l’anima si perde perché copriamo i polsi con orologi, bracciali e manette, abbracciati restiamo in piedi col vento e tutta la vita allora passa distratta con niente, con poco, con troppo, per forza”. Poi forse la frase più importante del disco: “Ci fa pensare che in cielo ci fosse qualcosa che si poteva trovare, ma non trovi niente finché non trovi prima te stesso”.
In “Desiderio” il focus è personale: “Tutta la mia vita scritta su un giornale con gente che legge e mi giudica, senza mai pensare a quello che ho fatto per stare quassù a questa vertigine che ho provato. Ma il successo ti ruba il lato migliore di te, perché lo devi dare a chi ti ascolta. E chissà se davvero mi ascoltano oppure mi sentono solo nei momenti morti. Questa vita che passa…”.
“Io sono uscito da Sanremo vincente, nonostante io abbia perso per 29 e 30 (per poco)”
Torna anche il secondo posto al Festival di Sanremo 2024 con “I p’ mè, tu p’ tè” (quell’anno vinse Angelina Mango con “La Noia”, citato in “081”: “Io sono uscito da Sanremo vincente, nonostante io abbia perso per 29 e 30 (per poco). La cosa bella non è che da casa mia si vede Capri, ma da Capri che si vede casa mia e mi è costata un bel po’ si sa, sono uscito in prima pagina sui giornali, mi hanno criticato perchè viaggio con il privato e per quanto ne prendo si è alzato, l’inquinamento a livello mondiale”.
Infine la chiusura è affidata all’intima e commovente “A Napoli non piove”, in cui Geolier si mette letteralmente a nudo: “Guardo il cielo è più nero e non mi fa dormire. Guardo mio padre che diventa sempre più vecchio. Io volevo volare, e ora non so atterrare.. Guardo il cielo più grigio e ora fa ancora più freddo, ma questo cielo è un muro che non ci fa parlare con Dio. Guardo mia madre che per me diventa sempre più bella. Io volevo volare, io volevo volare”.
E il finale da applausi: “Se potessi piangere, farebbe meno male”.
Il tour negli stadi
Da giugno Geolier porterà il nuovo album e la sua discografia in concerto con tre live già sold out (26-27-28) al Maradona, che chiuderanno il tour “Geolier Stadi 2026”, l’artista è pronto a calcare per la prima volta, tra gli altri, anche i palchi di Milano a San Siro (13) e di Roma all’Olimpico (19). Appuntamento anche in Sicilia al Franco Scoglio (23). Anteprima all’Arena del Mare di Termoli (CB) il 6 giugno.
La tracklist
1.TUTTO È POSSIBILE (feat. Pino Daniele)
2.SONNAMBULO
3.DUE GIORNI DI FILA (feat. Sfera Ebbasta e Anna)
4.FACIL FACIL
5.1H
6.UN RICCO E UN POVERO
7.OLÈ (feat. Kid Yugi)
8.DESIDERIO
9.PHANTOM (feat. 50 Cent)
10.P FORZ
11.STELLE
12.CANZONE D’AMORE
13.081
14.ARCOBALENO (feat. Anuel AA)
15.FOTOGRAFIA
16.A NAPOLI NON PIOVE