Sul bus come un buttafuori caccio le tribù di pendolari

Quei viaggi infernali sulla linea sovraffollata - Con i miei cento chili faccio da “tappo” all’ingresso. Una volta un poveretto rimane incastrato con la testa tra le porte, che si aprono e chiudono in rapidità, scompigliandogli il riporto - il racconto
Sul bus come un buttafuori caccio le tribù di pendolari

Nel Settantasei il centoventotto non era un autobus: era una leggenda metropolitana. Il capolinea non ne era noto, molti ritenevano che fosse una vettura fantasma, come certe baleniere nel triangolo delle Bermude, visto che ce n’erano soltanto tre per un tragitto di diverse decine di chilometri. Fatto sta che negli anni successivi chi di noi […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Entra ne Il Fatto Social Club

In offerta per il primo mese a solo 1€

Abbonati ora
© 2009-2018 RIPRODUZIONE RISERVATA - Il Fatto Quotidiano - Ti preghiamo di usare i bottoni di condivisione, e di non condividere questo articolo via mail o postarlo su internet, il giornalismo indipendente ha un costo, che può essere sostenuto grazie alla collaborazione dei nostri lettori.